
1 dicembre 2019. Questa la data dell’ultimo Gran Premio di Formula 1 disputato, precisamente ad Abu Dhabi. Da allora sono passati ben 7 mesi con i motori forzatamente spenti per forze di causa maggiore, ma ora sono pronti a ripartire. Siamo, infatti, entrati finalmente nella settimana di avvicinamento al GP d’Austria in programma questa domenica, il primo di una stagione molto particolare e che, speriamo ci faccia dire “ne è valsa la pena aver aspettato così a lungo”.
La Ferrari si presenterà a Spielberg con una consapevolezza del proprio potenziale non molto diversa da come l’avevamo lasciata nei test invernali di Barcellona. Dietro Mercedes e Red Bull, forse un gradino sopra o alla pari rispetto alla Racing Point, la pantera rosa trasformata in Mercedes. I tecnici di Maranello non hanno avuto molto tempo per lavorare sulla SF1000 per via della chiusura totale delle fabbriche imposta dalla Federazione durante il lockdown. Ma, sul tavolo, ci potrebbe essere un altro grattacapo che potrebbe tormentare la stagione della Rossa.
Si tratta dei piloti. No, non si sta parlando del potenziale di Sebastian Vettel o di Charles Leclerc, due interpreti del volante di altissimo livello, ma della loro mera gestione. Seb, infatti, non ha rinnovato con Ferrari ed è in partenza. Per questo molti hanno sollevato dubbi riguardo la sua lealtà nei confronti della squadra e di Charles durante questa stagione che ancora deve prendere il via. Sarà complicato? Probabilmente no. Quantomeno forse lo sarà solo in un determinato scenario prestazionale.
L’aiuto di entrambi i piloti serve sempre, sia chiaro, a prescindere che l’auto vada forte o meno; è pur vero che se la Rossa faticherà a rimanere in scia a Mercedes e Red Bull nel campionato piloti e costruttori, allora i cosiddetti ordini di scuderia serviranno a ben poco. I piloti saranno liberi di battagliare e divertirsi, magari evitando brutte figure stile Brasile 2019. Su questo si può contare su Vettel come persona: Seb è intelligente, ama troppo la Ferrari e i suoi tifosi per creare dei disordini interni o delle rivalità controproducenti col suo compagno di squadra proprio al suo ultimo anno.
Il suo buonsenso sarà un grande alleato della squadra. Seb ci tiene tantissimo a lasciare un dolce ricordo ad un pubblico che lo ha criticato, è vero, ma anche amato. E il “tedesco latino”, come amava apostrofarlo il compianto Sergio Marchionne, questo non lo ha dimenticato. Vettel, dunque, penserà a sé stesso, a dare il massimo, a non lasciare nulla di intentato in pista fosse solo per far rimpiangere la scelta del suo mancato rinnovo ai piani alti, ma quando ci sarà da aiutare la squadra e il suo compagno non si tirerà indietro. A meno di clamorosi stravolgimenti, la gestione dei piloti in pista è un falso problema per la Ferrari.