I problemi rilevati nella scatola del cambio della Ferrari SF1000 hanno tenuto impegnati gli ingegneri a Maranello durante questo periodo di pausa da F1 per riuscire a risolverli al 100% in vista del Gran Premio d’Austria.
Durante l’analisi dei dati raccolti dopo i test pre-stagionali di Barcellona, appositi sensori avevano rilevato che la scatola del cambio era soggetta a micro vibrazioni e torsioni dovute alle forti accelerazioni laterali a cui era soggetta la monoposto di Maranello. Queste, seppur di lieve entità (tanto che i piloti non avevano lamentato alcun tipo di vibrazioni del posteriore della SF1000), potevano andare ad intaccare la solidità meccanica di tutto l’organo di trasmissione a lungo andare, causando cedimenti meccanici improvvisi.
Ricordiamo che Ferrari per la SF1000 ha studiato un cambio nuovo rispetto alla stagione 2019, con delle masse più compatte per rastremare il corpo vettura al posteriore, per fini puramente aerodinamici. L’avvio posticipato del mondiale di F1 2020 è venuto incontro agli ingegneri della Ferrari, dando tempo e modo ai tecnici di analizzare le cause che c’erano alla base di queste torsioni, e di intervenire opportunamente nel modo più efficiente.
La nuova scatola del cambio, che equipaggerà la SF1000 dal primo Gp di quest’anno, sarà più robusta e solida, con un rivestimento generoso di pelli di carbonio incrociate, per ridurre vibrazioni e micro movimenti in fase di forti forze “G”.
L’essere riusciti a individuare e risolvere in tempo questo problema dovrebbe aiutare Ferrari anche a migliorare il comportamento della monoposto in maniera non indifferente. Le vibrazioni della scatola del cambio, e più in generale del retrotreno, si traducono in un non corretto assetto della monoposto e delle sospensioni. Le torsioni al retrotreno vanno a modificare gli angoli di camber, incidendo in maniera negativa sulla trazione e sul comportamento in curva della vettura. In aggiunta a questo, le gomme posteriori risentono del comportamento non corretto delle sospensione, andando a influire sull’usura e sulle temperature del battistrada dello pneumatico posteriore.
Una sorta di effetto domino negativo sulle singole componenti della monoposto, che diventa più difficile da guidare e imprevedibile nel comportamento, a tutto svantaggio della prestazione complessiva.
La Ferrari adesso pare sia pronta ad affrontare a pieno regime il Gran Premio d’Austria, sull’impegnativo tracciato del Red Bull Ring, che risulta essere abbastanza severo dal punto di vista dello stress meccanico. In questo video Fabiano Vandone ci mostra come Ferrari ha risolto i problemi al cambio.