
La vittoria di Valtteri Bottas ha certamente dato alla Mercedes e al suo team principal Toto Wolff motivo di grande soddisfazione, soprattutto se si analizza la superiorità prestazionale messa in mostra dalle vetture di Brackley. Non mancano, però, le preoccupazioni.
Tra i tanti aspetti positivi del weekend delle Frecce Nere c’è sicuramente la velocità; nelle prove libere e in qualifica il distacco dagli avversari è parso veramente ampio, e il dominio messo in mostra oggi in gara ha confermato quanto visto nei giorni precedenti. Entrambi i piloti hanno facilmente trovato la prestazione appena messe le ruote a terra, e questa è sicuramente la riprova che la W11 costruita a Brackley è una macchina indovinata esattamente come le precedenti.
Lasciando per un secondo da parte la penalità affibiata a Hamilton per il contatto con Alex Albon, l’uno-due sotto la bandiera a scacchi in una gara così convulsa ha confermato quanto visto sin dal venerdì, con la differenza che in qualifica e gara Valtteri Bottas è sembrato essere più performante e meno incline all’errore di Lewis Hamilton. La prestazione del finlandese ha dato l’ennesima conferma della bontà del progetto e dell’ottimo lavoro effettuato da James Allison e dal suo team di ingegneri. Sicuramente, il DAS si sta dimostrando un’arma in più nel bagaglio dei piloti, che lo hanno sfruttato nei periodi di Safety Car per scaldare meglio le gomme.
Detto tutto ciò, è parso evidente come non solo la vettura, ma soprattutto la power unit abbia qualche problema relativo all’affidabilità. In gara, è stato più volte chiesto ai piloti di evitare i cordoli a causa di un sensore nella scatola del cambio che segnalava un errore. Questo non ha permesso ai due Mercedes di spingere al massimo per tutta la gara, ed è evidente che in caso di lotta con altri team e piloti sarebbe stato un handicap notevole. A preoccupare ancora di più, però, è il problema relativo alle temperature interne denunciato dalle power unit.
Lasciando per un secondo da parte il team ufficiale e analizzando i clienti, si nota come tutti abbiano avuto imprevisti sui motori. George Russell (Williams) e Lance Stroll (Racing Point) sono stati costretti al ritiro, ed anche Perez ha dovuto lottare con il surriscaldamento della sua vettura. I tecnici Mercedes dovranno quindi lavorare su questo settore, che è sempre stato delicato, e potrebbe essere fondamentale in un Mondiale anomalo come quello attuale.
In conclusione, il dominio del team di Bracley non è mai stato in discussione nel weekend, ma occorre lavorare per migliorare l’affidabilità delle power unit e della vettura in generale.
GP AUSTRIA F1 2020 ORDINE D'ARRIVO - Domenica 5 Luglio 2020 Pos Nr Pilota Team Tempo/Gap 1 77 V. Bottas Mercedes 2 16 C. Leclerc Ferrari + 2"7 3 4 L. Norris McLaren + 5"4 4 44 L. Hamilton Mercedes + 5"6 5 55 C. Sainz McLaren + 8"9 6 11 S. Perez Racing Point + 15"0 7 10 P. Gasly AlphaTauri + 16"6 8 31 E. Ocon Renault + 17"4 9 99 A. Giovinazzi Alfa Romeo + 21"1 10 5 S. Vettel Ferrari + 24"5 11 6 N. Latifi Williams + 31"6 12 26 D. Kvyat AlphaTauri Ritiro 13 23 A. Albon Red Bull Ritiro 14 7 K. Raikkonen Alfa Romeo Ritiro 15 63 G. Russell Williams Ritiro 16 8 R. Grosjean Haas Ritiro 17 20 K. Magnussen Haas Ritiro 18 18 L. Stroll Racing Point Ritiro 19 3 D. Ricciardo Renault Ritiro 20 33 M. Verstappen Red Bull Ritiro CLASSIFICA PILOTI F1 2020 1. Bottas Mercedes 25 2. Leclerc Ferrari 18 3. Norris McLaren 16 4. Hamilton Mercedes 12 5. Sainz McLaren 10 6. Perez Racing Point 8 7. Gasly AlphaTauri 6 8. Ocon Renault 4 9. Giovinazzi Alfa Romeo 2 10. Vettel Ferrari 1 CLASSIFICA COSTRUTTORI F1 2020 1. Mercedes 37 2. McLaren 26 3. Ferrari 19 4. Racing Point 8 5. AlphaTauri 6 6. Renault 4 7. Alfa Romeo 2
GP AUSTRIA F1 2020 – FOTO
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