Dopo le tante voci del periodo invernale, ecco il primo atto concreto: la Renault ha fatto reclamo alla FIA contro la Racing Point e la sua presunta illegalità, in virtù della somiglianza (sia estetica che prestazionale) fin troppo evidente con la Mercedes dello scorso anno.

Tanto tuonò che piovve. Sin da febbraio c’erano parecchi dubbi sulla Racing Point e la netta somiglianza con la Mercedes versione 2019. Tuttavia, nessuno aveva avuto il coraggio di prendere l’iniziativa e chiedere alla federazione di indagare. O almeno, così è stato fino a domenica scorsa.
Infatti, dopo la bandiera a scacchi del GP di Stiria, la Renault ha esposto un reclamo ufficiale alla FIA per accertare la legalità della monoposto rosa. L’exploit prestazionale (più che la somiglianza estetica) delle prime due gare ha convinto i vertici della casa francese a voler vederci più chiaro. La federazione non si è fatta sfuggire l’occasione, e ha considerato il reclamo ammissibile.
Bisogna fare una premessa: in F1 non è vietato copiare. Non è però consentito sfruttare progetti altrui per la costruzione delle componenti della propria macchina. Ed è questo il sospetto che la Renault (e non solo lei) ha. Al di là della configurazione estetica (è palese l’uguaglianza della RP20 con la W10), sono le prestazioni a destare clamore. In un anno, la Racing Point è diventata sostanzialmente la terza forza del mondiale. Ma non solo: in alcuni momenti della gara, la “Mercedes rosa” è sembrata essere più veloce e più efficiente della Mercedes nera. Incredibile, ma vero. In ogni caso, quest’azione della Renault è anche figlia delle frizioni con la scuderia di Lawrence Stroll, che si trascinano dalla scorsa stagione. Infatti, nel GP del Giappone dello scorso anno, la Racing Point si appellò alla federazione per verificare la regolarità dell’impianto frenante della Renault. Risultato: Renault squalificata dalla gara.
A questo punto il tutto è nelle mani della FIA. La stessa federazione ha già proceduto con il sequestro delle prese d’aria dei freni anteriori e posteriori della Racing Point, per svolgere tutti gli accertamenti necessari. Anche la Mercedes è stata chiamata a consegnare le relative componenti. In attesa di ulteriori sviluppi, già si rincorrono diverse voci circa le conseguenze per la Racing Point, tra cui quella clamorosa della squalifica dalle gare. Ma in ogni caso non siamo che all’inizio di una vicenda che, comunque andrà, avrà risvolti che chiariranno definitivamente fino a che punto può avanzare l’ipotesi di vetture “clienti” per i top team.