
Ormai da qualche giorno, nel mondo della Formula 1 non si parla d’altro: dal Gran Premio d’Italia sarà bandito il Party Mode ovvero le mappature spinte del motore.
Ad un primo sguardo questa decisione può sembrare un modo per livellare le prestazioni in pista, dato che i motori Mercedes stanno facendo il bello e cattivo tempo sulla griglia, ma i motivi di questa scelta sono molto più profondi e importanti.
Proprio per questo motivo, noi di CircusF1 abbiamo deciso di fare una vera e propria analisi approfondita di quello che sta accadendo, perché dietro un semplice comunicato della Federazione potrebbe nascondersi ben altro. Non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo subito, che gli argomenti da trattare sono tanti!
Cominciamo definendo il Party Mode o bottone “magico”. Da quando le Power Unit hanno fatto il loro ingresso in Formula 1, molti appassionati e tifosi si sono messi sotto a studiare questi complessi motori turbo, per capire meglio quello che accadeva in pista e soprattutto quello che dicevano i tecnici.
Il Party Mode è una mappatura spinta del motore, ovvero consente un surplus di potenza per situazioni particolari come ad esempio un giro di qualifica oppure una fase di gara in cui il pilota deve attaccare. Il termine situazioni particolari non è scelto a caso, perché ovviamente se da una parte questa mappatura consente molta potenza in più, dall’altra ha un grosso effetto sulla durata del motore diminuendone drasticamente la vita. Da quando la Formula 1 è passata a queste Power Unit, si è amplificato il fenomeno di gestione del motore e, come vedremo meglio dopo, ci sono mappature apposite per ogni situazione.
Quindi nel 2014 si parlava di bottone “magico” che consentiva per alcuni secondi molta potenza in più, ma con il passare del tempo, questo bottone è diventato più potente e più duraturo, al tal punto da consentire un giro di qualifica in questa modalità.
Bene, abbiamo descritto cos’è, ma adesso un lettore attento potrebbe dire: “Ma in Formula 1 non si spinge sempre al massimo ogni componente?”
Per rispondere a questa domanda dobbiamo pensare ad un week-end di gara nella sua interezza e prendere un attimo in prestito il volante della Mercedes:

Ad un primo sguardo ci sono bottoni, levette e rotelline di ogni genere, oltre allo schermo che domina su tutti. Non ci metteremo qui a spiegare ogni singolo tasto, anche se alcuni riportano sigle e denominazioni facilmente comprensibili, ma ci concentreremo sulla parte bassa del volante, dove ci sono le tre manopole circondate da numeri e lettere. Andiamo a vedere la manopola di sinistra e le sue modalità.

Ogni team però ha diverse mappature motore, infatti se prendiamo il volante Ferrari.

Concentriamoci sulla manopola in basso a destra sotto la scritta “ENG” vediamo che le modalità motore Ferrari sono 12 e il Party Mode corrisponde alla modalità definita “ENG1”. Oltre a questo però, meritano una citazione anche i pulsanti K1 e K2, che servono proprio in fase di sorpasso, per dare quella spinta quando la vettura esce dalla scia e si trova il muro d’aria.
Il volante della Ferrari non è stato scelto a caso, infatti l’abolizione del Party Mode sembra proprio partire dalla scuderia di Maranello. Dopo le indagini svolte nel dicembre 2019, la Federazione ha stretto un accordo segreto con la Ferrari e quest’ultima si è impegnata ad aiutare gli ingegneri della FIA nella comprensione e lettura delle zone grigie del regolamento. Partendo da qui, la Federazione ha iniziato ad indagare proprio dalla modalità motore più spinta.
Dopo il Gran Premio di Spagna, la FIA ha chiesto ai team di inviare tutti i dati riguardati l’erogazione dell’ERS, perché ci sono sospetti che la quantità di cavalli erogata dall’MGU-K sia maggiore dei 163CV consentiti. Questa richiesta aveva scadenza il 21 agosto 2020, quindi dato che non sono uscite notizie è probabile che tutti siano in regola.
La FIA però non si è fermata: dal Gran Premio d’Italia, le vetture non potranno più cambiare mappatura dalle qualifiche del sabato fino alla bandiera a scacchi della domenica. Questo significa che le mappature più spinte non potranno più essere utilizzate, perché altrimenti il pilota dovrebbe completare l’intera ora di qualifica e successivamente gli oltre 300km di gara con una modalità che mette a rischio l’affidabilità.
I team dovranno quindi comunicare la mappatura utilizzata e mantenere quella per tutta la gara, ma potranno passare a mappature meno prestazionali nei seguenti casi:
- Giro di lancio e giro di rientro durante le qualifiche del sabato;
- Giro di schieramento, giri in regime di Safety Car e Virtual Safety Car e giro di rientro una volta conclusa la gara.
Ovviamente questa decisione della Federazione ha scatenato il paddock che si è letteralmente diviso in due fazioni: RedBull e Mercedes.
Toto Wolff, tirato subito in ballo viste le forti prestazioni motoristiche delle vetture di Stoccarda, ha detto che il divieto del Party Mode non avrà alcuna influenza sulle performance, ma Lewis Hamilton ha mostrato un velo di preoccupazione dichiarando che con queste direttive stanno cercando di ostacolare la Mercedes.
F1 Engine Modes EXPLAINED!
Dalla parte opposta invece la RedBull sembra cavalcare l’entusiasmo. Helmut Marko ha detto che il Party Mode Mercedes vale ben 7 decimi e questo significherebbe che Verstappen potrebbe iniziare a pensare seriamente di impensierire Hamilton e Bottas in qualifica, ma dalla parte opposta, la Honda ha dichiarato che è troppo presto per capire chi perderà di più, quindi dovrà essere la pista a parlare.
A conclusione di tutto c’è la Ferrari, non particolarmente preoccupata da questa direttiva, oltre ad essere a quanto pare molto collaborativa con la Federazione. In sostanza, dietro questa direttiva c’è sicuramente molta politica, ma emerge anche che gli ingegneri della FIA non sono in grado di monitorare le PU sviluppate dai team e soprattutto che i motori turbo tanto richiesti, oltre ad essere complicatissimi, stanno diventando sempre più ingestibili e incontrollabili, con le squadre che ogni volta trovano zone grigie da sfruttare.