È ormai passato un anno da quel maledetto sabato pomeriggio di fine agosto sul tracciato di Spa. Non era passato molto dal momento in cui Charles Leclerc aveva conquistato la pole che lo avrebbe portato per la prima volta a vincere nella massima categoria. La stessa aspirazione del suo caro amico Anthoine Hubert, un giovane ragazzo francese, veloce e talentuoso, che seguendo le orme dell’amico monegasco si è dovuto arrendere alle tragiche circostanze che gli hanno privato il raggiungimento del suo sogno.
Hubert con tutta probabilità sarebbe arrivato in F1 prima o poi. Grazie al suo talento e alle sue abilità aveva conquistato il titolo dell’ormai ex GP3 (attuale F3) nel 2018, nonché conquistato due preziose vittorie nella categoria propedeutica di maggior livello.
Un anno dopo si torna sul circuito del Belgio, in un fine settimana che avrà un retrogusto malinconico, perché quello che è accaduto l’ultima volta che la F2 ha solcato il tracciato non lo dimenticheremo mai. E allora è giusto ricordare come questo weekend sarà dedicato al giovane francese, i suoi colleghi correranno per lui, portando avanti anche il suo sogno; portando il suo sorriso nel cuore.
In sua memoria si è deciso di ritirare il suo numero di gara, il 19, dal campionato e pochi istanti prima della partenza della feature race di F2 di sabato verrà osservato un minuto di silenzio per ricordarlo, verrà fatto lo stesso anche prima del GP di F1. I piloti ricorderanno un ragazzo che ha avuto estrema dedizione in ogni momento della sua giovane vita; un ragazzo che ha saputo dare la priorità ai suoi sogni mettendocela tutta, rinunciando a tutto quello che un ventenne vorrebbe vivere alla sua età.
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— Formula 2 #AH19 (@FIA_F2) August 27, 2020
Un esempio quindi per tutti noi e, al tempo stesso, un modo per ricordare il rispetto che bisogna avere nei confronti di tutti quei ragazzi che salgono in macchina e che danno il massimo ogni fine settimana per inseguire il sogno di quando erano bambini. Piccoli piloti che osservavano i loro beniamini in tv sollevare trofei, sognando un giorno di essere lì con loro.
Ciao Anthoine.
