Che Sebastian Vettel stia deludendo, e tanto, in questo Mondiale è un fatto assodato. Charles Leclerc lo sta sovrastando in termini di prestazioni dimostrando anche una maggiore reattività nel tirare fuori il massimo da una monoposto poco competitiva e problematica. In questo gioco delle parti nettamente a favore del giovane monegasco le motivazioni, anche in chiave futura, recitano un ruolo importante. Leclerc rappresenta il futuro della Ferrari mentre Seb è ormai un pesce fuor d’acqua. Ma c’è un limite a tutto che si chiama dignità perché si tratta sempre di un quattro volte iridato che non può farsi prendere a bastonate da un quasi esordiente, pur bravo che sia.
Dove è finito il valore? Dove è finita l’esperienza? Non può essere solo un problema di motivazioni ma anche e soprattutto un nodo di natura mentale. È già da due anni che si parla e scrive sull’argomento. Il “caso Vettel” c’è, è innegabile. Troppi errori, anche banali, tra il 2018 e il 2020, troppe cadute in basso sul piano prestazionale, troppa incostanza di rendimento. Un mix di elementi fattuali che rimandano ad una debolezza mentale del pilota che solo a tratti si era percepita ai tempi della Red Bull. Quando la sua macchina funziona e l’ambiente che respira attorno gli piace, Vettel è una freccia ma poi tende ad andare eccessivamente in crisi nel momento in cui alcuni di questi tasselli iniziano a venir meno.
Questo il quadro di Sebastian che esce fuori dagli ultimi anni in Ferrari, dalle tinte sempre più grigie, a partire dalla seconda metà del 2018. Tanto da far pensare ad un vero e proprio malessere psicologico perché un campione affermato non può cadere così in basso sul piano delle prestazioni infilandosi in una crisi senza fine. Un pilota alla frutta, quindi? Adesso la risposta è sì ma se ha firmato per l’Aston Martin il prossimo anno significa che non si ritiene ancora finito e che ci crede ancora in una sua rinascita, anche minima. Oppure che si sta semplicemente incaponendo nel cercare nel proprio inconscio risorse inesistenti per una riscossa come si deve.
