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    Gp Azerbaijan F1 2017: a Baku, l’inizio del declino di Sebastian Vettel

    Alessandro PradaBy Alessandro Prada31 Maggio 2021Nessun commento6 Mins Read
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    Nella vita di uno sportivo ci sono gesti e performance in grado di cambiare repentinamente una carriera. Singoli atti capaci di dare una svolta, facendo scattare la scintilla della “rivoluzione”, misti ad altri che invece possono aprire una parentesi negativa per tanto tempo, quasi come a dar vita ad una maledizione agonistica.

    In un certo senso, quest’ultimo caso si può affiancare alla recente esperienza in Formula 1 di Sebastian Vettel, pilota che comunque può vantare ben quattro titoli mondiali inseriti nel suo ricchissimo palmarès.

    Eppure, nonostante i successi e le immense soddisfazioni, il pilota tedesco è stato protagonista in negativo di un episodio che, a distanza di anni, ha segnato profondamente il suo cammino nel Circus. Un fatto ormai vecchio di quattro anni, ma ancora presente e vivo nel cuore e nella memoria degli appassionati.

    Una mossa tanto spontanea quanto rapida, che lì per lì sembrò “soltanto” attirare su di sé polemiche e controversie a non finire, e che invece, inconsapevolmente, fu l’inizio di una lenta caduta.

    Alla vigilia del Gran Premio Azerbaijan 2021, ripercorriamo l’episodio che vide il tedesco della Ferrari al centro dell’attenzione mediatica.

    Baku F1 2017: Vettel tampona Hamilton. Il VIDEO

    Un post condiviso da FORMULA 1® (@f1) in data: Apr 24, 2018 at 11:21 PDT

    VETTEL, LA FERRARI E BAKU 2017
    Ingaggiato dalla Ferrari nel 2015 dopo aver conquistato ben 4 titoli mondiali in Red Bull tra il 2010 ed il 2013, Vettel arrivò a Maranello con il chiaro obiettivo di rilanciare la Rossa sconfiggendo l’emergente Mercedes. Se il 2015 fu l’inizio di una vera e propria storia d’amore con il Cavallino Rampante ed i suoi tifosi, impreziosita da tre successi, l’anno successivo il tedesco non riuscì a conquistare alcuna vittoria, salendo comunque sul podio in diverse occasioni.

    La situazione sembrò però svoltare nel 2017, in occasione del 70° anniversario della Scuderia. Al volante della SF70H, Vettel sembrò davvero capace di porre le basi per conquistare il tanto desiderato mondiale dopo dieci anni di distanza dall’ultimo trionfo di Raikkonen, ottenendo tre vittorie e tre secondi posti nelle prime sette prove del campionato, piazzandosi così in testa alla classifica iridata.

    Dopo un 4° posto in Canada, che comunque non spodestò il tedesco dal trono, la Formula 1 si spostò verso nuovi confini: per la prima volta nella storia del Circus, si tenne infatti il Gran Premio d’Azerbaijan , da disputarsi sul tortuoso (ed in alcuni punti strettissimo) circuito cittadino di Baku, capitale della nazione ospitante.

    Su una pista nuova per tutti, le qualifiche sorrisero a Lewis Hamilton, desideroso di riprendersi la corona dopo il titolo perso l’anno precedente contro il compagno di squadra Nico Rosberg, poi ritiratosi dalla F1. Il sedile lasciato dal tedesco venne così occupato da Valtteri Bottas, di nazionalità finlandese proprio come Kimi Raikkonen, compagno di squadra di Vettel. Proprio i due connazionali, tuttavia, si resero protagonisti di un contatto alla partenza, indispensabile per favorire la risalita di Vettel dal 4° al 2° posto, alle spalle di Hamilton.

    Tuttavia, nel corso del 12° giro, la Toro Rosso di Kvyat si ritira in un punto giudicato pericoloso dai commissari di gara, che decisero per l’ingresso della Safety Car: nessuno lo può sapere, ma quella decisione si rivelerà determinante per la svolta dell’avventura ferrarista di Vettel.

    Cinque giri dopo, infatti, accadde uno degli episodi più “chiaccherati” della storia recente della F1: sempre in regime di Safety Car Hamilton, in testa al gruppone, frena improvvisamente su un tratto di pista favorevole all’accelerazione. In questo modo, l’inglese della Mercedes coglie in totale controtempo l’inseguitore Vettel, che non riesce ad evitare il tamponamento.

    Il ferrarista manifesta tutto il suo disappunto e nervosismo affiancandosi alla Mercedes, svoltando bruscamente verso destra e colpendo volontariamente con una ruotata la monoposto del britannico.
    Il fatto costerà a Vettel una penalità di Stop&Go di 10 secondi, che lo costringerà ad un 4° posto finale sempre davanti ad Hamilton ma alle spalle del vincitore Ricciardo, a sua volta seguito da Valtteri Bottas e da un sorprendente Lance Stroll, al suo primo podio in F1 con la Williams.

    Nel dopogara, tuttavia, le polemiche sull’accaduto non si placano: fan e addetti ai lavori si spaccano completamente in due tra i sostenitori di Vettel, che in qualche modo giustificando la reazione e criticano il comportamento di Hamilton, e l’ala pro-Mercedes, che non accettano la manovra del ferrarista. A quest’ultimo verranno poi sottratti 3 punti dalla Superlicenza, con la stessa FIA che coinvolgerà il diretto interessato in iniziative per la sensibilizzazione sulla sicurezza stradale.

    VETTEL, BAKU 2017 E L’INIZIO DELLA PARABOLA DISCENDENTE
    I fatti di Baku, ad ogni modo, non sembrarono placare la corsa al titolo di Vettel, ancora leader della classifica iridata. Eppure, da quel momento in poi, iniziò una lenta ed inesorabile caduta agonistica che si concretizzerà in seguito con il divorzio da Maranello. Nel proseguo della stagione, nonostante una lotta ad armi pari con Hamilton, il tedesco sarà infatti vittima di alcuni problemi tecnici e di altri incidenti, tali da fargli perdere punti preziosi in campionato. In Inghilterra fora a poche tornate dalla conclusione, mentre a Monza perde la leadership dal britannico dopo un week-end a dir poco difficile. Più “doloroso” è quanto accadde nella successiva tappa a Singapore, teatro di un clamoroso incidente alla partenza che lo vide coinvolto insieme a Verstappen e al compagno di squadra Raikkonen. In Giappone e negli USA perde ulteriormente terreno rispettivamente con un ritiro ed un’altra foratura, abbandonando così il sogno di laurearsi campione del mondo.

    Seguendo l’ottimo avvio di stagione nel 2017, l’anno seguente Vettel sembrò possedere nuovamente tutte le carte in regola per ottenere la tanto desiderata rivincita. In effetti, la prima parte del mondiale sembrò sorridere al tedesco, almeno fino all’appuntamento con la gara di casa ad Hockenheim. Pur trovandosi in testa alla corsa, il ferrarista si rese artefice di una clamorosa uscita di pista con conseguente ritiro. L’episodio segnerà profondamente il morale di Vettel, che si renderà successivamente artefice di ottime prestazioni miste ad altri errori o contatti, determinanti per rinunciare ancora una volta al mondiale. Le imperfezioni diventeranno ancor più evidenti nel biennio 2019-2020, aggravate dalla sconfitta nel confronto diretto con il neo-acquisto Charles Leclerc e da un calo evidente di prestazioni della monoposto, specialmente nel 2020. Le performance in opaco del tedesco decreteranno così la separazione dalla Ferrari e l’inizio dell’avventura in Aston Martin da questa stagione.

    2017 2021 Azerbaijan F1 ferrari vettel
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    Alessandro Prada | Appassionato da una vita di sport e di F1 in particolare. Cresciuto tra le vittorie di Schumacher e la leggenda di Senna con la Ferrari sempre nel cuore.

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