Ha quasi sessant’anni Alain Prost, data di nascita 24 febbraio 1955, portati benissimo, con una leggerezza nel passo, nel fisico, tipica, inossidabile. La stessa che l’ha trasportato dentro lunghe tempeste e attraverso un uragano, nome Ayrton, tra il 1988 e il 1989, devastante eppure salutare.
Il bilancio della carriera è clamoroso: 4 titoli mondiali (1985, ’86 e ’89 con McLaren; 1993 con Williams) ai quali vanno aggiunti altrettanti titoli persi per un nulla.
Due punti da Piquet nell’83, mezzo punto da Lauda nell’84, tre punti da Senna nell’88, per non parlare del 1990 quando Senna, sempre lui, speronò la sua Ferrari alla curva uno del GP del Giappone, chiudendo il conto della stagione e della stagione precedente quando, proprio a Suzuka, una collisione tra i due si era risolta con squalifica di Ayrton, che pure era riuscito a proseguire e a vincere la corsa. Per Senna, un torto, un complotto da “lavare” appunto con quella manovra agghiacciante.
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Dunque, non un semplice duello. Qualcosa di piĂą feroce. Dal quale Prost ha saputo uscire guidando con una classe fuori ordinanza ma, soprattutto usando la testa, la sua straordinaria capacitĂ analitica e diplomatica…
Leggi l’articolo completo di Giorgio Terruzzi, dal titolo “Terruzzi racconta: Il metodo Prost”
