Archiviato il Gran Premio d’Austria 2014 è giunto il momento di analizzare la prestazione del team Ferrari nella gara sul Red Bull Ring.
I due piloti della Mercedes, Nico Rosberg e Lewis Hamilton hanno avuto la meglio sul team Williams. Il pilota tedesco ha vinto la gara con un distacco di 1″9 sul compagno di scuderia Hamilton. Felipe Massa ha ottenuto un quarto posto che ha lasciato un po’ l’amaro in bocca al pilota brasiliano che, dopo essere partito dalla pole, si è visto precedere sulla linea del traguardo dal team mate Veltteri Bottas.
Quinta posizione per il determinato Fernando Alonso. Il pilota spagnolo a bordo della sua Ferrari è il primo classificato tra i team non motorizzati Mercedes. Dietro di lui, a più di 10 secondi sono arrivati Sergio Perez su Force India, Kevin Magnussen a bordo di una altalenante McLaren, Daniel Ricciardo alla guida dell’unica superstite tra le Red Bull, Nico Hulkemberg e Kimi Raikkonen.
Il finlandese non è riuscito ad andare oltre alla decima posizione, evidentemente Kimi non è riuscito ancora a trovare il feeling giusto con la sua F14-T, che più di qualche volta, sembra sfuggirgli tra le mani. I 47,777 secondi di ritardo dal leader della corsa e i 29 secondi di passivo rifilati dal compagno di squadra, testimoniano le difficoltà del pilota Ferrari nel trovare il bilanciamento esatto al fine di rendere la sua Ferrari più competitiva.
Grazie ai quattro lunghi rettilinei e alla breve parte con la presenza di curve guidate, il Red Bull Ring ha sicuramente esaltato le performance della power-unit made in Mercedes. Nelle prime dieci posizioni infatti sette piloti erano equipaggiati con la power-unit tedesca. I livelli di potenza di tale propulsore erano inavvicinabili per i motorizzati Ferrari e Renault.
La scuderia del Cavallino Rampante è stato il primo team che è riuscito a precedere le vetture con la power-unit Mercedes, risultato quindi soddisfacente e che deve fare ben sperare per il futuro. La Red Bull, che era uscita vittoriosa dal GP del Canada con Daniel Ricciardo e dopo aver collocato nello stesso GP Sebastian Vettel sul gradino più basso del podio, ha dovuto fare i conti con la scarsa velocità di punta e ripresa, fondamentale in un cirsuito “stop and go”, del propulsore Renault.
La prestazione della F14-T con a bordo Fernando Alonso è stata discreta. Il pilota spagnolo, nulla ha potuto in partenza contro lo strapotere della Mercedes di Lewis Hamilton, autore di un ottimo spunto al via che lo ha proiettato subito in quarta posizione. Alonso non ha potuto far altro che inseguire le monoposto del team Mercedes e del team Williams. La sua quinta posizione al traguardo non è stata mai messa veramente in discussione, anzi, l’asturiano a tratti durante la gara è risultato essere parecchio competitivo.
La Ferrari nella prima parte di gara montava gomme super-soft e il livello prestazionale non era dei più esaltanti, i piloti Mercedes e Williams, giravano con un passo decisamente migliore.
La situazione è cambiata dopo il primo pit-stop, momento nel quale si è passati alla gomma soft. Alonso è riuscito ad avere un passo gara molto simile ai piloti di testa e a suon di giri con record personali, è stato in grado di avvicinarsi a Felipe Massa e alla sua Williams. Soprattutto negli attimi prima del secondo pit-stop la F14-T di Ferando girava sui tempi di Nico Rosberg, leader del Gran Premio, ed è stato capace di riavvicinare Massa e portare il suo distacco sotto i 2 secondi.
Il sorpasso su Felipe era possibile, ma al momento dell’ultimo cambio gomme, la controversa decisione del muretto box Ferrari di far stare in pista Fernando Alonso tre giri in più rispetto al pilota della Williams, è stato controproducente. Il brasiliano, fermatosi prima per il cambio gomme, ha potuto sfruttare le nuove coperture per riaprire il gap nei confronti del ferrarista. Alonso ha ripreso la gara, dopo il suo pit-stop con un distacco di 5 secondi rispetto alla Williams. Grazie ad una guida impeccabile e al buon livello di competitività della F14-T l’asturiano è riuscito ad avvicinarsi nuovamente a Massa portando il suo ritardo a 2 secondi scarsi. Troppo tardi ormai per tentare un attacco e poter sfilare la quarta posizione al brasiliano. Nelle fasi finali c’è stato un fisiologico crollo delle prestazioni delle gomme soft che Alonso aveva spremuto al limite per ricucire la distanza dalla Williams.
La quarta posizione era probabilmente alla portata, come mostra il grafico qui sotto con la gara, giro per giro, dei primi cinque.
Scritto da Daniele Vanin
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