Dopo il gravissimo incidente occorso domenica scorsa a Jules Bianchi in Giappone, la FIA ha messo in scena oggi un teatrino vero e proprio. A Sochi infatti si è tenuta una conferenza stampa per provare a chiarire la dinamica dell’incidente di Bianchi a Suzuka.
A presiedere l’incontro con i giornalisti sono stati il Presidente della FIA Jean Todt e il direttore di corsa e delegato alla sicurezza Charlie Whiting.
Proprio quest’ultimo, il primo imputato (secondo noi e non solo!) per ciò che è accaduto al povero Jules, ha provato a spiegare perché la gara non era stata neutralizzata con la Safety Car. “Abbiamo rispettato la procedura – ha detto Whiting -. Una volta che la Sauber era stata agganciata alla gru, liberando la barriera di protezione, non si ritiene necessario fare intervenire la Safety Car”. Le sue parole hanno dell’incredibile: dovrebbe avere il coraggio di fare un passo indietro, ammettendo la sua responsabilità sull’accaduto!
Un toccato Jean Todt, seduto vicino a Whiting, non ha saputo però che usare parole di circostanza: “Io ho piena fiducia nei miei uomini – ha detto – ma non è un segreto che sia molto vicino a Bianchi e alla sua famiglia”. Anche da parte del Presidente FIA ci saremmo aspettati qualche parola in più, qualche iniziativa in più per evitare il ripetersi di tali errori durante un Gp.
La FIA ha così lavato in panni sporchi in casa, facendosi un “processo” e assolvendo tutti gli imputati. Anche per Todt e Whiting, anche se non lo hanno deto esplicitamente come invece ha fatto Bernie Ecclestone, l’incidente di Bianchi è colpa della sfortuna!
Infine però ci auguriamo che ciò che è accaduto a Bianchi possa servire per non ripetere più errori del genere, per migliorare le procedure di sicurezza, per impedire di vedere ancora delle gru e dei commissari in pista mentre le altre monoposto corrono una gara. Bandiere gialle o meno, sappiamo benissimo che se la gara continua, in piede dei piloti è giù!
