
Pagelle carioca per questo Gran Premio del Brasile, penultima prova del mondiale 2014 di Formula 1. Tra pioggia annunciata ma mai arrivata e la lotta per il mondiale sempre più viva, anche questo appuntamento ci ha regalato diverse emozioni, tra cui anche i spettacolari duelli che hanno visto protagonista Kimi Raikkonen prima con Jenson Button e con Fernando Alonso poi. La vittoria è andata a Nico Rosberg che è riuscito “a tenere a bada” Lewis Hamilton nelle fasi finali della corsa. A completare il podio ci pensa Felipe Massa che va a conquistarsi i meritati applausi della “torcida” brasiliana.
Nico Rosberg: 9.
Il modo migliore per andare a podio per la prima volta su un tracciato è salire sul gradino più alto. Nico Rosberg è riuscito nell’impresa e ha meritatamente conquistato la vittoria del Gran Premio del Brasile. Un successo costruito fin dal sabato, con una pole position al cardiopalma che gli consegna, tra l’altro, il trofeo di “poleman” dell’anno. In gara è bravo nel gestire nelle tornate finali un Lewis Hamilton praticamente negli scarichi del tedesco, gestendo la pressione e portando a 17 i punti di distacco dal compagno di squadra. Per conquistare il mondiale ad Abu Dhabi dovrà necessariamente vincere e sperare.
Lewis Hamilton: 7.
Ha buttato via la gara. Lewis Hamilton è stato sicuramente il pilota più veloce in pista e, probabilmente, meritava la vittoria. Successo che non è arrivato a causa di un errore alla curva 4, la Descida do Lago, la stessa curva che segnò il mondiale dell’inglese nel 2007. Un errore ampiamente evitabile, arrivato per la voglia eccessiva di spingere anche a gomme praticamente finite. Un peccato perché Lewis aveva un passo nettamente migliore del compagno di team, tanto che era riuscito a chiudere il gap derivante dall’errore in pochi giri. In ogni caso 17 ora i punti di vantaggio, ad una gara dalla fine, sul compagno di squadra. La sensazione è che solo un problema alla vettura possa fermarlo dal secondo titolo mondiale.
Felipe Massa: 8.
Una bella gara per Felipe Massa: una bella soddisfazione arrivare sul podio davanti al proprio pubblico, sensazione assaporata l’ultima volta nel 2012, nella disfatta Ferrari. Un terzo posto costruito con un’ottima qualifica al sabato in cui sfiora anche la pole, subito dietro alle due astronavi argentate. In gara una penalità di 5″ per speeding in pit-lane non gli rovina la festa, meritata, davanti al suo pubblico, davanti alla “torcida” brasiliana che ricorda, per la passione, quella italiana. Il risultato è eccellente anche se il gap è più ampio di quanto ci si potesse aspettare sia dopo le libere sia dopo le qualifiche.
Button: 8,5.
No Jenson no party. Perdere un pilota di tale consistenza sarà (molto probabilmente) una grossa sconfitta per la Formula 1, in quanto è difficile trovare piloti così completi in griglia. Jenson lotta, gestisce, attacca in una gara in cui la McLaren non era data sicuramente come outsider. Invece l’inglese riesce, grazie ad un buon passo e una gara gestita molto bene, a centrare un 4° posto neanche troppo lontano dal podio.
Sebastian Vettel: 7,5.
Decide troppo tardi di fare ciò che è: il campione del mondo. Il tedesco della Red Bull, purtroppo, ritrova il feeling con la monoposto sono da poche gare a questa parte e dopo la rimonta di Austin sforna un’altra ottima gara ad Interlagos. Sulla pista che lo aveva incoronato campione del mondo nel 2012 Vettel riesce, grazie ad un ottimo passo, ad arrivare ad un 5° posto finale sudato e conquistato in pista. Ora si va verso la sua ultima gara in Red Bull prima di tentare di regalare un altro sogno ai tifosi Ferraristi a partire dal prossimo anno.
Fernando Alonso: 7.
Un animale da gara più fuori che in pista. In un week end in cui le voci di mercato (contratto faraonico con la McLaren) si fanno sempre più insistenti ed opprimenti, lo spagnolo sembra meno incisivo e meno affamato del solito, anche se, sul finire di gara, ci regala un duello spettacolare con il compagno di squadra. Probabilmente la testa è già rivolta al futuro “deciso da tempo”.
Kimi Raikkonen: 8.
Il Raikkonen più bello della stagione, quello che non ti aspetti. Dopo il disastro, per come lui stesso lo aveva definito, di Austin, il finlandese della Ferrari tira fuori dal cilindro una prestazione maiuscola, tornando il Raikkonen tanto amato dai tifosi degli anni passati. Con una nuova sospensione e un team che sta cercando di seguire le sue indicazioni nello sviluppo della vettura, il campione del mondo 2007 regala spettacolo ed emozioni, con due duelli di quelli che ci piacerebbe vedere durante tutte le gare. È l’unico a tentare la tattica, molto rischiosa, dei due pit stop: strategia che sembrava poter pagare ma, complice un errore ai box e un degrado gomme comunque importante, gli costa due posizioni sul risultato finale. In ogni caso un buon segno per la Ferrari e per i suoi tifosi rivedere un Iceman rivitalizzato.
Nico Hulkenberg: 7.
Nessuno lo nota, ma lui è li, finalmente di nuovo nella top ten in modo costante dopo un periodo che lo aveva visto a lungo fuori dai primi 10. Una gara basata sul risparmio delle gomme che alla fine ha pagato e lo ha riportato nei punti sul circuito che nel 2010 lo aveva visto in pole. Un bel risultato anche per scongiurare il periodo di certo non esaltante da cui veniva anche se, siamo sicuri, che Nico è ben più interessato al 2016 che alla prossima stagione…
Kevin Magnussen: 6.
Una gara in cui si limita a svolgere il “compitino”, il minimo sindacale. Parte accanto al compagno di squadra ma gli arriva ad oltre 20″. Sicuramente ci si aspettava qualcosa di più dal giovane danese che, comunque, conclude in zona punti. Probabilmente la non esperienza nel sapere gestire le gomme come la può avere Jenson Button, per tanti anni nel Circus, ha giocato un certo ruolo.
Valtteri Bottas: 5.
Delude parecchio. Mentre il suo compagno di squadra va a podio lui sprofonda in mezzo al gruppo, complice un pit stop dove ne combinano di tutti i colori, in cui perde oltre 10″ solo per sistemare la cintura di sicurezza. Valtteri, però, non è sembrato avere il mordente che lo aveva contraddistinto per gran parte della stagione. Una perdita di smalto che non ci ha permesso di vederlo in battaglia per le posizioni di rilievo.
Daniil Kvyay/Jean Eric Vergne: 5.
Entrambi i piloti della Toro Rosso hanno deluso. Dopo le convincenti ultime prove la striscia positiva dei due alfieri del team di Faenza si ferma: Kvyat è protagonista di una gara opaca e, vista la sua seconda metà di stagione quasi quasi verrebbe da chiedersi se il passo in Red Bull sia una mossa giusta o no. Per quanto riguarda Vergne, invece, le due sessioni di libere saltate al venerdì (una in cui ha dovuto cedere il volante a Max Verstappen e una in cui il motore è finito subito KO) hanno inciso sul rendimento del francese, anche se dopo le ultime mordenti prestazioni ci si aspettava quantomeno la top ten.
Sergio Perez: 4,5.
Il messicano, partito indietro dopo una pessima qualifica (e dopo la penalizzazione rimediata ad Austin per l’incidente nel corso del primo giro con Sutil) incappa in una delle sue peggiori prestazioni dell’anno. Dopo aver dato prova delle sue abilità di guida nelle ultime gare, forse l’aver strappato il rinnovo del contratto alla Force India e un asfalto abbastanza abrasivo con le gomme hanno influenzato negativamente sulla gara del messicano che dovrà riscattarsi nell’ultima gara per chiudere bene il 2014.
Daniel Ricciardo: s.v.
L’australiano della Red Bull non sembrava essere molto in palla questo week end e, infatti, lo stesso pilota del team austriaco era rimasto un po’ deluso dopo le qualifiche. In gara rimane vittima del cedimento della sospensione anteriore sinistra che mette fine anticipatamente alla sua gara.