Una lunga, lunghissima chiacchierata di Antonio Boselli con Bernie Ecclestone. “Non è il mio primo faccia a faccia con il boss della Formula 1 – ha detto il giornalista di Sky Sport F1 HD – ma ogni volta ho la sensazione che si aggiunga un tassello in più al puzzle, ovvero all’idea che in tanti anni mi sono fatto di lui e ci siamo fatti di lui”.
Quella che segue è una parte dell’intervista che in questi giorni probabilemente avrete intercettato su Sky Sport 24 e Sky Sport F1 HD. Qui su CircusF1 vi proponiamo una selezione di alcune tra le domande e risposte che abbiamo ritenuto più interessanti.
Antonio Boselli: Mr. Ecclestone la lista delle sue idee e decisioni vincenti è molto lunga, è difficile fare una lista, puo’ aiutarmi a scegliere le 3 decisioni prese nella sua vita che lei ritene le più vincenti.
Bernie Ecclestone: “Sono un po’ esitante perché dipende a quale ambito ti riferisci…”.
AB: Dal punto di vista del business…
BE: “Spero che la maggior parte delle mie scelte in carriera siano state buone e vincenti, ma non direi che ce se sia una particolare. Forse, riflettendo, occuparmi di televisione è stato importante, per esempio ottenendo che le gare partissero ad un orario preciso, distribuendole a varie televisioni e rassicurandole sul fatto che potevano contare su di noi senza alcun problema. Questa è probabilmente una delle cose piu’ importanti che abbiamo fatto per la F1”.
AB: Da dov’è iniziato tutto? Quando ha capito che ci poteva essere lo spazio per fare tutto quello che ha fatto nella sua carriera? Ricorda un momento in particolare?
BE: “No, non c’è un momento in cui fissare l’inizio della mia carriera, ecco, quando ho comprato il Team Brabham, e sono entrato in F1 avevo delle idee e gli altri costruttori mi chiesero se fossi disponibile a gestire le cose per loro. E da lì è nato tutto”.
AB: Com’era la Formula 1 prima di Ecclestone?
BE: “Diversa perché non era molto ben organizzata. E non lo dico perché lo abbia fatto io, ma era necessario che cominciassimo a lavorare insieme per renderci affidabili agli occhi dei vari promoter e attirare le televisioni. Dovevamo diventare professionali”.
AB: E com’è la F1 con Ecclestone?
BE: “Diversa! Gestiamo le cose in modo molto diverso rispetto al passato. Era uno sport di gentleman, a quei tempi. e siccome oggi di gentleman ce ne sono pochi, dobbiamo gestire questo sport come un business”.
AB: Come sarà la Formula 1 tra molti anni, dopo Ecclestone?
BE: “Non ne ho la minima idea, non riesco proprio a immaginarlo. Nel mondo oggi un progetto a lungo termine è di tre mesi. il mondo quindi cambia molto rapidamente, per cui è difficile dirlo”.
AB: Non crede sia vero che Bernie Ecclestone abbia fatto degli enormi passi avanti nella sua carriera?
BE: “No, noi. Noi abbiamo fatto tanti passi avanti, e chi mi ha sempre aiutato è stato il signor Ferrari. Anche se per la stampa eravamo sempre in guerra, non era vero. Dopodiché siamo cresciuti tutti insieme. ho avuto molte persone che mi hanno aiutato, quindi è stata un’opera collettiva”.
AB: Molte persone l’hanno aiutata, ma tante persone che hanno fatto carriera in Formula 1 devono molto a lei. Crede che le abbiano riconosciuto i giusti meriti?
BE: “Fanno il loro lavoro. io faccio quello che credo sia giusto per la Formula 1, e tutte le persone che mi hanno aiutato, lo hanno fatto anch’esse per i loro motivi”.
AB: C’è una storia che puo’ raccontarci o un modo in cui puo’aiutarci a capire perché era speciale?
BE: “Ci sono un milione di storie, lui era diverso e ho sempre voluto pensare di essere un po’ come lui. Mi diceva, anche se non parlava in inglese e avevamo sempre qualcuno che faceva da tramite, “ecclestone metti tutte le questioni sportive sul tavolo e gli affari sotto il tavolo”.
AB: C’è un segreto in quello che ha fatto, una ricetta per farlo? Determinazione, fortuna…
BE: “Credo che la fortuna conti sempre molto. in generale nella vita bisogna essere nel posto giusto al momento giusto. e prendere decisioni a cui attenersi fino alla fine. Questo è importante. Perché capita spesso di incontrarsi o parlare con persone che prendono decisioni che poi non sanno mettere in pratica”.
AB: Qual è stata la sua decisione più difficile nell’ambito del business, quella a cui ha tenuto fede malgrado fosse difficile farlo? Non so magari con i diritti televisivi, con Jean-Marie Balestre…
BE: “Nessuna in particolare, ma tutte in generale. Abbiamo sempre dovuto farlo”.
L’intervista completa di Antonio Boselli a Bernie Ecclestone la potete trovare su sport.sky.it.
