
La seconda gara del mondiale 2015 di Formula 1 è stata la corsa che ha visto la “rinascita” della Ferrari e di Sebastian Vettel: il 4 volte campione del mondo, grazie ad una gara magistrale, ha riportato la Mercedes sulla Terra, facendo andare in Paradiso la Ferrari e i suoi tifosi. Buona prestazione anche per l’altra Ferrari di Kimi Raikkonen. Deludono, invece, Williams e Red Bull, mentre la baby gang della Toro Rosso sorprende tutti. Passi avanti anche in casa McLaren.
Sebastian Vettel: 10.
Sebastian Vettel ha domenica ha portato la Ferrari in paradiso, con una vittoria che mancava, ormai, da 34 gare (676 giorni), da quel Gran Premio di Spagna 2013 dove entrambe le Rosse salirono sul podio. La gara di Sepang ha il sapore dell’impresa perché nessuno si aspettava che il team di Maranello, dopo la disastrosa stagione 2014, potesse essere così competitivo già alla seconda gara della stagione, sopratutto pensando alle parole del Presidente Sergio Marchionne, il quale nel dicembre 2014 aveva definito la stagione ventura come un anno difficile e di sofferenza. Seb ha concluso un week end quasi perfetto: un quasi per quella pole sfuggita per soli 74 millesimi sotto l’acqua, nonostante abbia fatto un giro realmente impressionante. 74 millesimi che, in realtà, bruciavano anche a Vettel. È l’inizio di una nuova era ma, al contempo, è la ripresa di quello che aveva lasciato Michael Schumacher ormai 9 anni fa: ricomincia tutto dopo quel Gran Premio di Cina nel 2006, con Seb a dirigere l’inno italiano proprio come faceva Schumi. Un abbinamento perfetto anche con la SF15-T, la quale si adatta perfettamente al suo stile di guida. È l’inizio di un qualcosa di meraviglioso perché questo ragazzo ha realmente la Ferrari nel cuore e, pur essendo solo alla seconda gara, è definitivamente esplosa la passione per Vettel.
Lewis Hamilton: 8.
Sicuramente Lewis Hamilton non si aspettava che a mettergli le uova nel paniere fosse proprio Sebastian Vettel. Grazie ad una Mercedes che, fino all’Australia, sembrava stratosferica, Lewis Hamilton pensava di poter dominare la gara malese proprio come fece durante la scorsa stagione. La vittoria sembrava alla sua portata, sopratutto dopo aver conquistato la pole: cosa lo ha messo veramente ko? Più che Vettel e la Ferrari è stata la sua stessa vettura a tradirlo. Un consumo anomalo dello pneumatico soffice (mescola media) ha messo in crisi lui e il suo team, finito nel panico verso i tre quarti di gara. È la prima volta che la Mercedes non vince a causa della pura prestazione della vettura (l’anno scorso quando vinse Ricciardo in un modo o per l’altro c’era sempre stato un evento alle due frecce d’argento). Un campanello d’allarme per il team di Stoccarda che ora deve anche guardarsi intorno. Un plauso comunque a Hamilton che ci ha provato fino all’ultimo secondo.
Nico Rosberg: 7.
Avete presente quando ad una festa ci sono due amici e uno è invitato a ballare mentre l’altro resta li tutto solo al bancone? Potremmo racchiudere in questo esempio la gara di Nico Rosberg che, sul momento più bello, è completamente venuto a mancare. Dopo la gara in Australia si ripresenta il problema che lo ha caratterizzato anche la scorsa stagione: manca quel pizzico per essere al livello di Hamilton. Sembra come se avesse un po’ mollato. Di buono c’è il secondo podio consecutivo in una stagione
Kimi Raikkonen: 8,5.
Sarebbe da metterlo sul gradino più alto del podio e, al contempo, prenderlo a schiaffi. Kimi Raikkonen conclude un week end che, alla fine, si è rivelato piuttosto deludente per lui: fin dal venerdì il finlandese aveva dimostrato di avere il passo, sopratutto in gara, per giocarsela con il duo Mercedes per i primi posti. Il disastro, però, arriva il sabato, dove si fa eliminare in Q2, ottenendo solamente un 11° posto sulla griglia. Come se non bastasse fa slittare le gomme alla partenza, per poi ritrovarsi in mezzo al gruppone fino a quando un disattento Felipe Nasr lo tampona da dietro forandogli la curva. Ancor più negativo è il dove sia avvenuta la foratura: all’ultima curva del tracciato, giusto pochi metri dopo l’entrata dei box, cosa che lo costringe ad effettuare un intero giro su tre ruote (rovinando il fondo della vettura) prima di poter pittare. Da li parte una grande rimonta, fatta di giri veloci ed un ottimo passo che lo vedono risalire dal fondo fino al 4° posto. Viene lecito chiedersi dove avrebbe concluso senza gli eventi che lo hanno resto protagonista. Dopo l’Australia, comunque, un’altra prova che conferma l’ottimo stato di forma del finlandese.
Valtteri Bottas: 7.
Il finlandese ritorna in pista ancora un po’ dolorante ma offre una buona prestazione in Malesia dopo l’assenza in Australia. In una giornata che per la Williams è stata ben al di sotto delle aspettative il numero 77 può tenersi la soddisfazione di aver vinto il confronto con il compagno di squadra.
Felipe Massa: 6,5.
Come per Bottas non una giornata entusiasmante. Il brasiliano si aspettava di poter lottare per il podio qua in Malesia, invece è rimasto deluso per una prestazione poco convincente. Si dice contento per i tifosi della Ferrari visto il suo passato. Al pit stop, come ormai d’abitudine alla Williams, un problema alla posteriore sinistra gli fa perdere secondi importanti. Negli ultimi giri perde anche il duello con il compagno di squadra.
Max Verstappen: 9.
Il ragazzino si è messo in testa di voler dimostrare che non è arrivato in Formula 1 per caso e, fino ad ora, ci sta riuscendo. Dopo il buon inizio in Australia (anche se concluso con il ritiro per un problema tecnico), l’olandese sfodera una grande prestazione, lasciandosi alle spalle non solo il suo compagno di squadra, ma anche il duo Red Bull! Inoltre c’è da segnalare l’ottima prestazione in qualifica al sabato in condizioni miste e difficili. Fino ad ora sta sorprendendo e, se va avanti di questo passo, forse qualche pensierino alla casa madre per portarlo l’anno prossimo al “team ufficiale” lo faranno.
Carlos Sainz Jr.: 7,5.
Ad essere onesti me lo aspettavo davanti a Verstappen qui in Malesia. Dopo l’ottima prestazione in Australia, il figlio d’arte sembrava poter conquistare il titolo di prima guida all’interno del team. Una gara comunque molto interessante e, anche lui, si è tolto la soddisfazione di precedere i due piloti Red Bull.
Daniil Kvyat/Daniel Ricciardo: 5.
Più che bocciare i piloti bocciamo la squadra che domenica è stata un disastro. Cambio di mappature del motore per dare più potenza alla power unit; accuse a Renault e viceversa; una prestazione che sembra quasi “ridicola” rispetto a quanto ci aveva abituato. Kvyat si prende a “ruotate” con Hulkenberg, Ricciardo sembra la brutta copia di quello visto l’anno passato. Da rivedere.
Nico Hulkenberg/Sergio Perez: 5.
Come per i piloti Red Bull, il voto è più da darsi alla vettura. Impalpabile. Le uniche volte in cui i due piloti Force India sono stati inquadrati sono state quando sono stati protagonisti di due incidenti (Hulkenberg con Kvyat, Perez con Grosjean). Si sperava in qualcosa di più.
Fernando Alonso: 7,5.
È rimasto lontano dalle telecamere, ma il pilota di Oviedo ha fatto un’ottima gara fino al momento del ritiro. Un buon ritmo tanto da riuscire a rimanere con il gruppetto di piloti che lo precedeva, nonostante una vettura che rimane un cantiere aperto (tanto che lo stesso Fernando è stato costretto al ritiro per un problema meccanico). La McLaren cresce gara dopo gara. Dove arriverà?
Marcus Ericcson: 5-.
Bella qualifica, sfrutta l’occasione e conclude per la prima volta in Q3. In gara si arena in modo quasi imbarazzante. Ci sono dei progressi ma rimane ancora dietro al compagno di squadra…
Felipe Nasr: 4,5.
La brutta copia del pilota visto in Australia. Subito fuori nelle qualifiche, brutta partenza e tampona anche Raikkonen. Molte delle responsabilità il pilota brasiliano le da alla sua vettura, definendola inguidabile nelle curve veloci del tracciato malese per il poco carico aerodinamico. Un week end, anche per lui, da dimenticare.
Pastor Maldonado: 4.
L’unica nota positiva della giornata è l’ottima partenza dove recupera diverse posizioni: poi il sogno si conclude li, visto che alla seconda curva viene toccato da dietro rimediando una foratura. Ma, per non farsi mancare nulla, non mantiene il tempo minimo di percorrenza sotto Safety Car e viene, quindi penalizzato. Una gara da dimenticare.