
L’ultimo Gran Premio della Malesia ci da l’opportunità di fare alcune valutazioni sui livelli in campo e sulle performance delle varie vetture. Sicuramente chi ha fatto un netto passo avanti rispetto alla passata stagione è la Ferrari, la quale ha conquistato la vittoria proprio la scorsa settimana sul tracciato malese.
La Scuderia di Maranello la quale sembra rinata grazie ad una vettura, la SF15-T, che non sembra nemmeno lontana parente della F14-T, conquista di diritto il titolo di anti-Mercedes, proponendosi come la vera rivale per il team tedesco per le prossime gare. Una crescita che si può chiaramente notare non solo per gli ottimi risultati ottenuti da Sebastian Vettel nelle sue due prime gare da Ferrarista (un podio ed una vittoria) ma anche dalle ottime prestazioni messe in pista da Kimi Raikkonen. Il finlandese sembrava non aver trovato il giusto feeling con la F14-T, una vettura molto sottosterzante, la quale il campione del mondo 2007 faticava a digerire. La SF15-T, invece, sembra una vettura molto ben equilibrata, molto più adatta allo stile di guida sia di Raikkonen che di Vettel.
Per questo abbiamo analizzato il passo del finlandese nel 2014 e nel 2015.

Come si può notare i tempi sono scesi approssimativamente di quasi 1,5/2 secondi in totale. Interessante notare anche come sul finire di fare i tempi siano stati più costanti e, anzi, in alcuni frangenti sia riuscito a migliorarsi. Utile al fine di comprendere quale sia stato il miglioramento della Ferrari è paragonare i tempi dei piloti in confronto a quelli delle tre squadre di maggior livello insieme al Cavallino: Mercedes, Williams e Red Bull.

Come si può ben notare i tempi di Vettel, il quale ha vinto, sono ben migliori delle altre scuderie e anche quelli di Raikkonen possono essere considerati soddisfacenti. In particolare bisogna considerare che Raikkonen è stato rallentato da un problema al fondo (danneggiato in seguito alla foratura della gomma durante il secondo giro) e dal traffico: nonostante questo il finlandese ha avuto un passo paragonabile a quello della Williams e della Mercedes, risultando anche ben più veloce della Red Bull.
Il segreto di questo miglioramento è da rivelarsi sia nella meccanica della vettura, in particolare la nuova configurazione delle sospensioni che tratta più gentilmente le coperture, e dalle temperature di esercizio. Con temperature molte alte, come avvenuto a Sepang, il gap tra Mercedes e Ferrari si riduce sensibilmente, mentre con temperature più basse il gap aumenta. Per questo potremmo vedere in Cina una Ferrari non al top come abbiamo visto durante l’ultimo Gran Premio; anzi, bisognerà tenere anche un occhio alla Williams, i cui tempi si potrebbero abbassare. Una pista, quella di Shangai, che comunque l’anno scorso aveva visto proprio la Ferrari andare a podio con Fernando Alonso.
In ogni caso, come ha detto James Allison, c’è ancora molto da lavorare a Maranello, anche se i segnali sono molto incoraggianti.