Già quando era in pista come pilota, non risparmiava colpi a nessuno: anche il grande Michael Schumacher ha dovuto capitolare contro la sua determinazione, in quel famoso sorpasso alla curva Dry Sac, a Jerez nel 1997. Sorpasso che è valso a Jacques Villeneuve il mondiale di Formula 1.
Ora che ha appeso il casco al chiodo e lo ha sostituito con il microfono di Sky Sport F1, il canadese dispensa i suoi commenti sagaci.
In un’intervista fiume rilasciata al quotidiano spagnolo AS, Villeneuve, come sempre senza peli sulla lingua, ha fatto il punto sugli attuali piloti impegnati in Formula 1.
La prima domanda però ha riguardato il suo attuale impegno come commentatore del Mondiale di Formula 1 su Sky. Il canadese si è detto soddisfatto, ma ha lasciato intendere che non pensa ancora al ritiro definitivo dalle piste: “Sì, sto bene è un buon lavoro. Ma non è la mia passione, la mia passione è guidare auto al limite, rischiando la vita, come ho fatto sempre”.
E parlando della sua ultima esperienza in un abitacolo, le 500 miglia di Indianapolis nel 2014, il figlio del grande Gilles, ha lanciato la sua prima stoccata, rivolta all’intero Circus della Formula 1: “E’ incredibile, la miglior gara, quasi mezzo milione di persone e un ambiente che non c’è da nessuna parte, davvero. E c’è qualcosa che non si ha né in Europa, né in Canada. L’anno scorso ho finito quattordicesimo, un pessimo risultato per chi ha vinto su quella pista: ma mi hanno ringraziato tutti per essere venuto, per essere lì. Penso che sia parte del carattere americano, la passione per lo spettacolo e il rispetto per il grande. In Formula 1 questo non avviene: conta solo il risultato finale. Ricordate cosa è successo a Michael Schumacher al rientro con la Mercedes? Uno che ha vinto il Mondiale più di chiunque altro al mondo, che ha più vittorie di chiunque altro, è stato descritto come un pilota finito, di qualcuno che non è più in grado di correre con un auto”.
A questo punto l’ex campione del mondo ha cominciato a passare alla lente di ingrandimento i principali alfieri della Formula 1!
Ovviamente il piatto forte, visti soprattutto gli ultimi eventi, è lo spagnolo Fernando Alonso. Secondo Villeneuve l’asturiano “o meglio, quello dei primi anni in Ferrari, “è il miglior pilota che io abbia mai visto su una Formula 1”. Ha però commesso una serie di errori che hanno penalizzato, e rischiano di compromettere la sua carriera: e non sono pochi gli osservatori che lo danno per finito dopo l’arrivo in McLaren.
“Di Alonso – ha proseguito l’ex pilota, tra gli altri, di Williams e BAR – tutti continuano a dire che è il migliore ed è vero! C’è una corrente di pensiero a suo favore per quello che fece con la Ferrari e per la sua classe come pilota. Tuttavia, mentre tutti dicono ‘È il migliore, è il migliore’, stanno vincendo altri. Qualcosa sarà andato storto. Fernando bisogna apprezzarlo per quello che è, ma si deve anche dire che in alcune occasioni ha commesso degli errori“.
E tra questi, il canadese ne ha individuati due fondamentali.
Il primo a detta di Villeneuve risale al 2010, quando all’ultima gara ad Abu Dhabi, Alonso in lotta per il mondiale con Sebastian Vettel, non riuscì a sorpassare Vitalij Petrov, regalando il titolo all’avversario. In merito a questo episodio Jacques ha commentato: “È vero che la strategia del team non era affatto buona, ma lui avrebbe dovuto giocarsi le proprie carte diversamente, dimostrando che tipo di pilota è! Avrebbe dovuto rischiare, anche a costo di sbattere, perché se lo avesse fatto sarebbe passato alla storia come pilota pronto a dare tutto pur di vincere!”.
Il secondo grave errore è molto più recente e riguarda il suo passaggio dalla Ferrari alla McLaren. Accasarsi alla squadra inglese e soprattutto fidarsi della Honda, che il canadese conosce bene sin dai tempi della sua esperienza alla Bar, è stata una scelta sbagliata che potrà avere riflessi negativi sul futuro dell’asturiano. “È stato un rischio che non aveva bisogno di prendersi – ha insistito Villeneuve – perché adesso la sua carriera potrebbe anche finire senza vincere altri titoli o altre gare! Non ho molta fiducia nel recupero della Honda, ci ho lavorato insieme per anni e so bene quanto siano lenti e quanto la loro cultura gli impedisca di fare certe cose. Per esempio, se un superiore ha fatto qualcosa di sbagliato, gli costa dirlo e anche se sanno che quella cosa è stata fatta male, continuano a farla! Honda e McLaren non sono nella posizione di poter vincere quest’anno, anzi sono molto lontani. Vedremo se riusciranno a farlo nelle stagioni a venire, ma potrebbero anche passare un paio di campionati ancora senza successi”.
Il canadese ha poi ribadito che: “andarsene dalla Ferrari chiaramente è stato uno sbaglio. Avrebbe potuto restare altri tre o quattro anni nella Scuderia di Maranello, per poi ritirarsi o magari andare in McLaren per provare a vincere con loro dopo quanto accadde nel 2007”.
Scelta non giustificata, secondo Villeneuve, dal fatto che Alonso ritenesse necessario cambiare aria, in quanto non credeva più nel progetto Ferrari. Tant’è che l’ex campione del mondo del 1997, non si è detto d’accordo con chi ancora sostiene l’imprevedibilità della rimonta Ferrari: “Chi avrebbe potuto prevedere una SF15-T così competitiva? Tutti quelli che conoscono un po’ le vicende interne a Maranello, compreso Fernando! Hanno Allison e tante altre delle persone che hanno progettato la Lotus con cui Kimi batteva Alonso, vincendo gare e salendo sul podio. E sono riusciti a creare una monoposto che, come quella E21, praticamente non ha alcun degrado delle gomme! Dite che Alonso ha cambiato perché voleva vincere un altro campionato? Beh, vincere il titolo non è tutto, va bene anche stare davanti, lottare per il podio e per qualche primo posto. Alonso avrebbe potuto farlo con questa Ferrari, forse avrebbe anche detto la sua per il titolo mondiale. In McLaren, invece, cosa può fare?”
Esaurito l’argomento Alonso, l’attenzione si è spostata sui nuovi talenti espressi dalla Formula 1: e anche in questo caso il canadese è andato contro corrente e ci ha sorpreso.
Contrariamente a chi considera Max Vertsappen la stella nascente del circus, Villeneuve ha indicato come Carlos Sainz Jr il futuro campione del mondo. “Carlos è un gran pilota, lo sta già dimostrando in queste prime gare – ha spiegato Jacques – e penso che sarà lui il prossimo iberico di rilievo in Formula 1. È vero che tutti parlano di Verstappen, ma io sono sicuro che Sainz Jr. è migliore! Sapete perché? Per il tipo di persona che è, e per il modo in cui è cresciuto ed è stato educato. Max, così come Carlos, ha un grande talento, ma la differenza la fa la maturità ed è in quel campo che lo spagnolo ha un grosso vantaggio”.
Sempre restando in terra iberica, impossibile dare un giudizio su Roberto Mehri: “ha ben poco da fare con quella macchina, non dovrebbero neppure essere in Formula 1”. Mentre, sempre a sorpresa, sonore bocciature sono arrivate per due piloti che l’anno scorso ci hanno esaltato con le loro battaglie e i loro sorpassi: Daniel Ricciardo e Valtteri Bottas. Non so, ma non credo di vederli come possibili futuri campioni del mondo. Daniel lo scorso anno non aveva alcuna pressione addosso e non ha fatto così bene a fine anno, quando era ormai chiaro che sarebbe stato il numero uno della squadra. Valtteri, invece, non mi pare che abbia tutto il necessario per esserlo e ha anche perso il treno quando sembrava potesse andare in Ferrari e non l’ha fatto”.
E per concludere in bellezza Villeneuve ha bastonato pure il campione del mondo in carica, e attuale leader della classifica mondiale, Lewis Hamilton: “Non lo so… Lewis è un grande pilota e guida una grande vettura, ma è una star! È una specie di David Beckham della F1 ed è possibile che questo lo ostacoli. Certo, sarebbe fantastico un duello tra Hamilton e Alonso…”.
Con questa intervista Jacques Villeneuve ha dimostrato che, anche senza un volante in mano, la grinta non gli manca: l’età ormai non è certo dalla sua parte, ma quanti appassionati pagherebbero per vederlo ancora al volante di una monoposto di Formula 1 a misurarsi con i piloti che lui stesso ha appena citato?
Per ora accontentiamoci di sentire la sua voce ai microfoni di Sky, ma state certi che presto lo rivedremo al volante di un qualcosa che abbia quattro ruote: perché questa, come lo era per il padre Gilles, è la sua vita.
