
Dire che il Gran Premio del Canada è come tutti gli altri è senza dubbio un errore imperdonabile per ogni amante della Formula 1 che si rispetti. Vuoi per le particolarità tecniche del tracciato, miste ad un luogo affascinante ed inimitabile che si snoda sull’isola artificiale di Notre-Dame, Montreal è sempre stata una tappa molto particolare, che nel corso di tutti questi anni non ha mai risparmiato lo spettacolo agli spettatori. E’ qui che si trova il “Muro dei campioni”, ovvero il muretto posto a poca distanza dal cordolo in uscita dall’ultima chicane che pose fine alle gare di ben tre campioni del mondo: Damon Hill, Jacques Villeneuve e Michael Schumacher, una volta ciascuno, andarono a sbattere qui.
Il primissimo sbarco della Formula 1 in Canada avvenne nel 1961, ma da quell’anno, fino al 1966, si corsero soltanto gare non valide per il campionato.
Oggi il gran premio canadese ospita la sua 46° edizione della massima serie automobilistica, e va sottolineato come la prima gara ufficiale in assoluto nella tappa in Nord America non si sia tenuta a Montreal, bensì a Mosport, nel 1967, in una gara vinta Jack Brabham sulla suo omonima monoposto. Alternandosi con il tracciato di Mont-Tremblant fino al 1970, Montreal entrò finalmente in calendario nel 1978, restandoci fissa fino ai giorni nostri escludendo il 1987 ed il 2009, anni in cui non arrivò alla Formula 1 per motivi economico-politici. Ed è proprio dal 1978 che inizia il nostro viaggio tra le edizioni più belle svoltesi qui, nel cuore del Quebec.
1978: pronti, via, ed è subito storia. Fino a quel punto della stagione il proseguo di Gilles Villeneuve in Ferrari è stato costellato solo da una serie infinita di ritiri e di incidenti tanto spettacolari quanto pericolosi. Giunti in Canada, a casa sua, Enzo Ferrari lancia un ultimatum ad il suo pupillo, sempre difeso dal Commendatore ad ogni critica. Villeneuve deve assolutamente fare un buon risultato, e mantiene fede alla sua promessa andando addirittura a vincere la gara. Per l'”Aviatore” si tratta non solo del primo successo in Formula 1, ma anche di una grande vittoria in casa sua. Nessun canadese è più riuscito in un’impresa simile. Per i più curiosi, va sottolineata anche la celebrazione sul podio, dato che per la prima ed unica volta in Formula 1 i piloti non festeggiarono con il classico champagne, ma con della birra.
1980: la prima gara canadese degli anni ’80 parte subito male, con un incidente tra Alan Jones e Nelson Piquet che obbliga la sospensione momentanea della corsa. Con la riaccensione del semaforo verde, i due sfidanti, in lotta per il titolo mondiale, stavolta evitano ogni tipo di contatto. Ad avere la meglio è l’australiano Jones, che proprio in quell’occasione non solo vince la gara, ma anche il suo primo ed unico titolo mondiale piloti, regalando la prima gioia iridata a Frank Williams.
1982: il comune di Montreal fissa una cerimonia ufficiale all’inizio del weekend di gara per intitolare il proprio circuito a Gilles Villeneuve, scomparso poche settimane prima a Zolder, in Belgio. L’importanza della commemorazione viene cancellata brutalmente soltanto due giorni dopo. Alla partenza la Ferrari di Didier Pironi resta ferma in griglia. I piloti dalle retrovie riescono a schivarla all’ultimo momento, tranne il giovanissimo debuttante della Osella Riccardo Paletti. Il milanese, dopo l’urto, resta intrappolato tra le lamiere della sua monoposto, la quale poi prende anche fuoco. Pur non ustionandosi gravemente, Paletti muore poco dopo in ospedale. Nonostante la tragedia, la gara, ovviamente sospesa, riprese. A vincere fu Nelson Piquet.
1990: a Montreal piove, e quando la pista è bagnata nessuno può contrastare il talento di Ayrton Senna. Eppure il primo a tagliare il traguardo è l’altro pilota della McLaren, Gerhard Berger, ma essendo partito con largo anticipo alla partenza, viene penalizzato di un minuto, consegnando di fatto la vittoria al compagno di squadra brasiliano. Con le condizioni del tracciato proibitive si assiste a svariate uscite di pista, come quella di Jean Alesi, che sbanda e finisce contro le protezioni nello stesso modo e nello stesso punto in cui poco prima andò fuori la Benetton di Alessandro Nannini, facendo quindi un incidente in fotocopia, fortunatamente senza conseguenze.
1995: la Benetton di Michael Schumacher sembra essere la favorita d’obbligo alla vittoria in Canada. Eppure, la sua monoposto accusa dei problemi tecnici proprio durante la corsa, quando il tedesco si trovava indisturbato in prima posizione. Anche Damon Hill, favorito numero 2, resta a piedi tradito dalla sua Williams. Tra i due litiganti, il terzo che gode è Jean Alesi, che mette da parte la sua sfortuna con i ritiri andando a vincere il suo primo gran premio in Formula 1 con la Ferrari. Per il francese di origini italiane, amatissimo dal pubblico di ogni fede, sarà anche la sua unica vittoria in carriera.
1997: la rabbia in qualifica di Jacques Villeneuve, deludente davanti al suo pubblico e nella pista intitolata al padre, offre la grande opportunità per Michael Schumacher, passato nel frattempo in Ferrari. E così il tedesco, dopo la vittoria nel 1994, ottiene il suo secondo sigillo in Canada, ma sul podio non si celebra alcuna festa. Nel corso degli ultimi giri la Prost di Olivier Panis va a sbattere violentemente contro le protezioni, con il francese che si frattura entrambe le gambe. Panis si riprenderà totalmente, ma la preoccupazione per le sue condizioni trascurano anche la soddisfazione di Giancarlo Fisichella, al suo primo podio in carriera con la Jordan.
1998: spettacolo e collisioni. Si può riassumere così la gara di quell’anno, vinta ancora una volta da Schumacher. Alla partenza il fratello Ralf resta fermo in griglia, causando una confusione generale che crea subito una bagarre serrata. Alla prima curva infatti Wurz, Trulli ed Herbert sono protagonisti di un incidente spettacolare che obbliga l’esposizione della bandiera rossa. Alla seconda partenza si ripeta più o meno la stessa scena, con un secondo incidente che coinvolge nuovamente Wurz e Trulli, con la partecipazione di Alesi che ci rimette la gara senza colpa. In seguito ad altri contatti in pista, alla fine soltanto 10 vetture arrivano sane e salve al traguardo.
2001: in quell’occasione Montreal è sinonimo di famiglia Schumacher. A vincere la corsa, su Williams, è Ralf. In seconda posizione però arriva Michael, stabilendo di fatto il primo caso in Formula 1 in cui due fratelli chiudono la gara ai primi due posti.
2007: la gara vive un misto di paura e gioia. Il brivido e lo spavento più grande lo riserva Robert Kubica, protagonista di una violenta collisione con le barriere, tanto brutta che nei primi istanti si teme addirittura per la sua vita. Fortunatamente il pilota polacco, soccorso dai sanitari, esce senza grosse ripercussioni, ma il suo botto è probabilmente l’incidente più brutto visto in Formula 1 negli anni 2000. La gioia invece la regala Lewis Hamilton, che al debutto quell’anno con la McLaren va a vincere il suo primo gran premio della carriera proprio qui a Montreal.
2008: dopo lo schianto tremendo dell’anno precedente, Kubica ritorna in Canada da vero e proprio eroe. In una gara condizionata da un controverso incidente tra Hamilton e Raikkonen in corsia box, il polacco va a vincere il suo primo ed unico gran premio in Formula 1 al volante della BMW, che completa alla grande la sua festa con il secondo posto di Nick Heidfeld, che regala al team tedesco la prima doppietta della sua storia. Il podio atipico viene chiuso dal terzo posto di un eccellente David Coulthard su Red Bull.
2011: è la gara dei record. In questa edizione, condizionata da una lunghissima interruzione della corsa per pioggia, vengono stabiliti ben quattro primati. Considerando la pausa, si è trattato infatti della gara più lunga dell’intera storia di questo sport, con oltre 4 ore prima di vedere la bandiera a scacchi. Con l’ingresso per ben sei volte della safety car, che costituisce un record, si registra la gara con la più bassa velocità media, poco sotto i 75 km/h. Inoltre, le cattive condizioni climatiche, unite ad una reale confusione in pista, decreta il quarto ed ultimo record, ovvero quello del maggior numero di sorpassi effettuati in una singola corsa, addirittura 89. La gara infinita viene poi vinta da Jenson Button, abilissimo a sfruttare un’incertezza di Sebastian Vettel proprio nelle battute conclusive.
2014: ci si attende il solito dominio delle Mercedes di Hamilton e Rosberg, ed invece accade l’impensabile. L’inglese si ritira per problemi ai freni, mentre Rosberg, aggirato da una buona strategia ai box da parte degli uomini della Red Bull, si ritrova in seconda posizione alle spalle di Daniel Ricciardo. Il tedesco tenta la rimonta sull’australiano, ma a pochi giri dal termine il duello tra Perez e Massa si chiude con un contatto tra i due che volano dritti contro le barriere a velocità elevata, facendo spaventare non poco gli spettatori e non solo. Con l’ingresso della safety car, che accompagna le vetture fino al traguardo, è dunque Ricciardo il vincitore, al suo primo successo in Formula 1, festeggiato con un insolito pianto trasmesso in diretta via team radio.
Nell’albo d’oro del Gran Premio del Canada, in attesa di sapere come andrà a finire la gara del 7 giugno, in testa a tutti svetta il nome di Michael Schumacher, capace di vincere ben 7 gare e di ottenere 6 pole position, staccando tutti gli altri piloti in questa speciale classifica. Tra i costruttori invece vi è ancora un dominio nella McLaren, con 13 vittorie (a +2 sulla Ferrari) ed 11 pole.