“Che cosa sono le corse?”, si chiede Andrew Benson, Chief F1 Writer della BBC. La prima risposta è la seguente: “In parole povere, si tratta di una gara tra concorrenti per vedere chi raggiunge il traguardo per primo”.
Seguendo questa descrizione, qualsiasi Gran Premio di Formula 1 corrisponde a questa definizione. Eppure gli eventi dell’ultima gara in Canada, con i piloti costantemente impegnati in conversazioni radio con le loro squadre per risparmiare carburante, freni e pneumatici, hanno riacceso la polemica e riaperto il dibattito sullo stato di salute di questo sport.
Se vogliamo poi il problema è stato enfatizzato da un messaggio radio trasmesso in diretta TV in cui Fernando Alonso si è rifiutato di risparmiare carburante.
Il punto è che i piloti non sono contenti, i tifosi non sono contenti, le squadre non sono contente. Grandi cambiamenti sono previsti per il 2017, ma che cosa c’è di sbagliato e come e cosa si può risolvere? E che cosa, di fatto, deve essere cambiato?
Risparmiare carburante e pneumatici? E’ sempre stato così!
La verità è che il risparmio di carburante e la “cura” dei pneumatici sono sempre stati due temi presenti in Formula 1.
Chiedete a Niki Lauda, icona e leggenda della F1, se non doveva preoccuparsi di gestire i pneumatici quando correva: “Certo, era sempre diverso: più in alcune gare, meno in altre. La differenza era che non avevamo sensori sui pneumatici e gli ingegneri che dialogavano con noi”.
Lo stesso si può dire di altri campioni del mondo del calibro di Juan Manuel Fangio, Jackie Stewart o Ayrton Senna.
Allora perché se sta parlando di più adesso? È perché molti dei migliori piloti di F1 si ricordano di quando la F1 era più divertente per loro?
Forse perché le conversazioni radio o non esistevano o non sono mai state trasmesse nello stesso modo come lo sono ora?
E’ semplicemente perché l’attuale F1 ha un “profilo” molto più alto rispetto al passato, e viene analizzata in un modo che non era nemmeno immaginabile, fino a qualche decennio fa? E’ la maggiore attenzione su questo genere di aspetti la causa principale di una stagione che, diciamocelo, non ha certo brillato fino ad ora!
I piloti hanno sempre guidato a tavoletta?
La percezione che la maggior parte delle persone hanno nel sentire messaggi radio per chiedere ai piloti di risparmiare carburante è che questo è in qualche modo ‘sbagliato’, che non è F1, che diminuisce in qualche modo ciò che i piloti stanno facendo.
Ma questa convinzione è frutto di un malinteso su ciò che sta realmente accadendo.
Una macchina più leggera è una vettura più veloce, così le squadre sono sempre alla ricerca di mettere meno carburante possibile.
Dalla fine dell’epoca dei rifornimento, le squadre hanno regolarmente diminuito la banzina a bordo delle loro auto. E questo perché è più efficiente partire con una macchina con meno carburante e chiedere al pilota di fare un po’ di economia.
Questo veniva meno nel caso in cui il rifornimento in gara faceva parte delle regole (dal 1994 al 2009), ma anche in quel periodo il risparmio di carburante ha avuto un suo ruolo.
In ogni caso, anche se un pilota deve risparmio carburante, questo non significa che non stia “gareggiando”.
Analogo ragionamento potrebbe essere fatto anche sugli pneumatici e sul loro miglior utilizzo in gara per evitare una sosta ai box oppure per farli rendere al meglio in alcuni momenti decisivi della competizione.
Quali soluzioni?
Non c’è una semplice risposta a questa domanda. E sicuramente non c’è una soluzione facile da mettere in pista. Bernie Ecclestone in primis ha riconosciuto apertamente che c’è un problema e si stanno studiando vetture più veloci e fisicamente più impegnative per il 2017. Ma staranno sprecando il loro tempo?
Nessuno può dirlo con sicurezza ma nel frattempo, potrebbe essere utile prendere in considerazione quanto segue.
Quando la gente guarda con nostalgia al passato, a 20 anni fa per esempio, ritiene davvero che le gesta di Lewis Hamilton o Fernando Alonso siano meno eroiche o sorprendenti rispetto a quelle dei grandi piloti di epoche precedenti?
Pensate alle manovre brillanti di Hamilton in Bahrain, in Ungheria o in Giappone lo scorso anno, o di alcune degli spettacolari sorpassi di Alonso, come quello su Hamilton e Raikkonen a Barcellona, in curva tre nel 2013.
La F1 potrà avere anche i suoi problemi, ma rimane pur sempre uno sport di altissimo livello ed è per questo che anche noi di CircusF1 non possiamo far a meno di raccontarvela, giorno dopo giorno, Gran Premio dopo Gran Premio.
