Che follia, che follia il Gp d’Ungheria di oggi. Una gara sensazionale con emozioni in quantità industriale, colpi di scena e colpi di testa incredibili, insomma come si diceva una volta una gara non adatta ai deboli di cuore.
La vince un meraviglioso Sebastian Vettel, seconda vittoria stagionale, dopo una gara perfetta, condotta da grandissimo campione.
Al via fa qualcosa di unico; da vedere e rivedere fino allo sfinimento la sua partenza. Scatto impressionate, affianca Hamilton e lo sposta a sinistra, creando lo spazio per potersi infilare anche un super Kimi Raikkonen che è scattato come un missile dalla quinta piazza. Poi inizia a dominare la gara, con una Ferrari spaventosa, quando si inizia a mettere lo spumante in frigo. Ci pensa Hulkenberg o meglio la sua Force India a riaprire tutti i discorsi e a gelare il sangue dei tifosi del cavallino, andando a sbattere in curva uno dopo aver perso l’ala anteriore. Entra la Safety Car e i giri dopo la ripartenza sono da cardiopalma: Rosberg ci prova, ma Vettel è imprendibile oggi, vittoria numero 41 come Senna, secondo vittoria stagionale. Insomma il miglior modo per ricordare la memoria di Jules Bianchi. MERAVIGLIOSO
E’ un abbonamento “senza limiti” quello alla sfortuna di Kimi Raikkonen. Il finlandese autore di una gara ottima, viene lasciato a piedi dalla sua power unit che, verso metà gara, incomincia ad erogare potenza in quantità limitata. Come se non bastasse, l’ingresso della Safety Car è un bombardamento sulle residue speranze del finlandese, che cerca in tutti i modi di ripristinare l’uso della sua power unit, ma non c’è nulla da fare, anche la gara magiara, va ad inserirsi nella sua personale collezione di “gare da incubo”. Va sostituito? No, va mandato in pellegrinaggio.
Seconda piazza per Daniel Kvyat, che nel caos finale totale, si ritrova in seconda posizione, dopo una gara del tutto anomala, senza colpi di scena; alla fine per lui il podio è solo un attestato per chi oggi aha sbagliato meno degli altri. REDITIZIO REDITIZIO
Daniel Ricciardo, “si può fare di più senza essere eroi” cantava nel 1987 il mitico trio Morandi, Ruggeri,Tozzi e oggi non vi è colonna sonora migliore per identificare la gara dell’australiano. Dopo il rientro della safety car aveva un jolly importantissimo da giocarsi, la gomma soft a differenza dei suoi rivali per la gara, ma il sorridente australiano, butta tutto alle ortiche, al giro 64 quando fa autoscontro con Rosberg, buttando dalla finestra la sua gara e quella di Nico Rsoberg. Alla fine il gradino più basso del podio, suona per lui come una delusione, nel giorno che si poteva fare di più. CHE SPRECO!
Nel bel mezzo dello scompiglio finale, spunta un ottima quarta posizione di Verstappen, che a differenza dei suoi colleghi più blasonati, sbaglia meno, alla fine ottiene un quarto posto, che è davvero tanta roba per lui. BRAVO
Vi prego dategli una macchina degna di quel nome ad Alonso: il “matador” fa la solita immensa gara, con purtroppo la solita Mclaren. Alla fine coglie un quinto posto che porta in dote punti pesanti, che gli arricchiscono il morale e la classifica. Se oggi Alonso avesse avuto una macchina da podio, saremmo impazziti tutti davanti alla tv.
Lewis Hamilton, sfasato oggi, ne combina di tutti i colori. Una lista di errori che alla fine sfinisce la classica matita rossa: al via sbaglia la partenza, va fuori nel tentativo disperato di prendersi la posizione su Rosberg (che fretta c’era, maledetta chicane!!!) mette in sesto una grande rimonta, alla ripartenza dopo la Safety Car quando era in quarta posizione però, sciupa tutto e colpisce Ricciardo, rompe l’ala anteriore, gli affibbiano una penalità, rimonta ancora e finisce sesto! Alla fine un buon sesto posto, ma i dubbi nascono vedendo la gara di oggi: siamo sicuri che sulla Mercedes, c’era il vero Lewis Hamilton? MISTERO
Gara senza errori e con tanta sfortuna per il suo rivale in campionato, Nico Rosberg, dopo una prima parte di gara onesta, gli passa di mano un jolly, che, sia lui che la sua squadra, buttano via! Infatti il tedesco alla ripartenza dopo la Safety Car poteva montare un treno di soft, che gli avrebbe permesso di attaccare e forse farne un sol boccone di Vettel, ma lui vuole le stesse gomme di Lewis e di tutti gli altri, cosi da predatore, diventa preda. Lo prende Ricciardo che lo tocca creandogli una foratura alla gomma che lo spedisce negli abissi della classifica; alla fine termina solo nono, perdendo terreno in classifica piloti, forse la fortuna aiuta solo i campionissimi?
La zona punti ungherese, viene completata da buonissimo settimo posto di Grosjean, il suo compagno di squadra Maldonado riesce invece solo a collezionare una quantità infinita di penalità, nono Button non all’altezza di Alonso e decimo Ericsson che nella pazza domenica ungherese guadagna un bel punticino.
Fuori dalla zona punti la Williams, che gli succede di tutto con entrambi i piloti, forse per loro il freddo di Spa li farà ritornare vicino al podio.
L’ultimo spunto di riflessione di questa pazza gara, lo dà il cedimento struttura dell’ala anteriore della Force India di Hulkenberg. Credo che si debba intervenire per cercare di non far succedere più questi incidenti, che rischiano di essere davvero pericolosi, anche la federazione deve analizzare secondo me,questi cedimenti e cercare di ridurne il numero.
Ora vacanze, ma prima ci divertiremo domani sera nel nostro consueto tweet ritrovo con #lanostraF1 alle ore 21, post Gp Ungheria e con una gara di questo calibro, il divertimento è assicurato.