
Sale l’attesa ed aumenta l’emozione per il Gran Premio d’Italia che questa domenica prenderà il via sullo storico e glorioso tracciato di Monza. Quando si parla del circuito brianzolo, non si può non fare riferimento ad un elemento importantissimo: la storia. Qui si sono scritte pagine importanti dell’automobilismo e della Formula 1, ed è sempre qui che i piloti di tutto il mondo non possono far altro che apprezzare il tracciato monzese, dove le vetture sfrecciano a velocità altissime circondate dall’atmosfera mozzafiato generata dal parco, il più grande d’Europa. Per questa ragione, e anche per stuzzicare la voglia dei moltissimi spettatori in trepida attesa, CircusF1 vuole ripercorrere le gare, gli uomini, i bolidi ed i miti che hanno segnato la storia della tappa italiana del mondiale, sempre presente dal 1950, con la speranza che questo Gran Premio unico al mondo continui a far battere i cuori degli appassionati, senza cedere alla minacce del business gestito da Bernie Ecclestone. Prima di iniziare questo lungo viaggio, suddiviso per decennio, oggi più che mai è necessario riunirsi tutti in coro al grido di “Save Monza”, per amore di questo sport e per l’onore di noi italiani amanti dei motori.
Monza F1 – Anni ’80: Dalla parentesi di Imola fino al tributo ad Enzo Ferrari
Nel 1980 si assiste ad uno stravolgimento del programma. Per la prima ed unica volta nella storia infatti, il Gran Premio d’Italia non si corre a Monza, ma sul nuovo tracciato di Imola. La parentesi sarà comunque brevissima, perchè dopo la vittoria di Nelson Piquet la tappa italiana tornerà , a partire dall’anno seguente, di nuovo a Monza, mentre il circuito romagnolo ospiterà da quell’anno fino al 2006 il Gran Premio di San Marino. Oltre al tris di Piquet, che vince nell’80, ’86 e ’87, Monza sarà in grado di parlare francese in quattro occasioni. Sul circuito brianzolo vinceranno infatti Alain Prost, per tre volte, e René Arnoux, che festeggia il suo nuovo contratto con la Ferrari per il 1983 andando a vincere con la Renault nel 1982, anno in cui fa il suo ritorno Mario Andretti sulla Ferrari per sostituire l’infortunato Didier Pironi. Tornerà a vincere anche Lauda, nel 1984, ma l’edizione che più rimarrà nel cuore dei tifosi della Ferrari sarà il 1988. In quell’anno le McLaren di Prost e Senna sono praticamente inarrestabili, ma all’appuntamento di Monza succede qualcosa. Anzitutto, il 14 agosto muore a Maranello Enzo Ferrari. La sua scomparsa getta nello sconforto un intero ambiente già in crisi di risultati, e la prima gara senza il “Drake” è proprio Monza. Nel frattempo però in casa Williams l’inglese Nigel Mansell deve rinunciare a prendere parte alla gara, venendo così sostituito dal meno esperto francese Schlesser. In gara le McLaren, come al solito, volano indisturbate, seguite dalle Ferrari di Berger ed Alboreto, vero e proprio idolo di casa. Il primo colpo di scena è segnato dal ritiro per noie meccaniche di Prost, con Senna che mantiene saldamente il comando dietro al duo di Maranello. A pochi giri dalla fine però, accade l’inatteso. Senna, in testa alla corsa, nel tentativo di superare il doppiato Schlesser entra in collisione con il francese, ed è costretto a ritirarsi lasciando via libera alle due Ferrari che, quasi come se fossero assistite da un intervento “ultraterreno” di Enzo Ferrari, vanno a vincere in parata con Berger davanti ad Alboreto e ad un soprendente Eddie Cheever con la Arrows.
Monza F1 – Anni ’90
Trionfano gli inglesi, ma la Ferrari torna con Schumi – L’ultimo decennio del ‘900 si apre con la vittoria del brasiliano Ayrton Senna, che sarà poi in grado di replicare nel 1992 in un anno dominato dalla Williams di Nigel Mansell. Il pilota inglese, dal canto suo, riuscirà a vincere a Monza soltanto in un’occasione, nel 1991. Dopo il secondo sigillo di Senna, Damon Hill piazza una doppietta significativa tra il 1993 ed il 1994, prima di cedere la gloria di Monza, nel 1995, ad un incredulo Johnny Herbert su Benetton, favorito dai ritiri sfortunatissimi delle Ferrari e dal contatto che mette fuorigioco Schumacher ed Hill. Nel 1996 però, la Ferrari risale in cattedra grazie al suo nuovo acquisto Michael Schumacher, che da questo momento in poi entra stabilmente nel cuore dei tifosi della Rossa. Il “Kaiser” vincerà ancora nel 1998, anche se nel 1997 dovrà lasciare la gloria di Monza al pilota della McLaren David Coulthard. Nel 1999 invece sarà un altro pilota tedesco a vincere la corsa, ma questa volta sarà , tra lo stupore generale, Heinz-Harald Frentzen, capace di terminare la corsa davanti a tutti con la sua Jordan. La gara passerà poi alla storia per altri due motivi: quella del 1999 è stata infatti l’ultima gara a Monza con la presenza della vecchia prima variante, e le telecamere di tutto il mondo riprenderanno il finlandese Mika Hakkinen mentre crolla in un imprevisto pianto a causa di un ritiro inaspettato.
Monza F1 – Anni 2000
Schumacher sempre più leggenda e nasce la stella di Vettel – Il primo Gran Premio d’Italia del Terzo millennio inizia tra gioie e lacrime allo stesso tempo. Nel 2000 infatti Schumacher vince con la sua Ferrari, ma la gara è condizionata dal brutto incidente che coinvolge una decina di piloti alla seconda variante. Mentre non si registrano feriti tra i piloti, a bordo pista un commissario di gara, Paolo Gislimberti, è invece colpito al torace da un pneumatico staccatosi nel groviglio iniziale. Il suo trauma desta subito grande preoccupazione, tanto che il volontario, tra i più apprezzati nel circus, morirà poco dopo all’ospedale di Monza. Al termine della corsa, vinta da Schumacher, il tedesco si lascia andare ad un inaspettato pianto davanti alle telecamere in conferenza stampa. Michael infatti, grazie a quella vittoria raggiunse Ayrton Senna con 41 successi in Formula 1. Il pilota della Ferrari vincerà altre due volte, nel 2003 (dove stabilisce il record di velocità in gara ed il record di velocità media più alta) e nel 2006, quando al termine di una gara emozionante annuncia davanti alle telecamere il suo ritiro a fine stagione. Quel decennio però, sarà anche in grado di parlare sudamericano. Juan Pablo Montoya infatti vincerà qui due volte, nel 2001 e nel 2005, mentre Rubens Barrichello sarà in grado di centrare una tripletta, vincendo in due occasioni con la Ferrari (2002 e 2004) ed una volta con la Brawn GP nel 2009. Restando nell’ambito delle lingue neo-latine, anche Fernando Alonso sarà in grado di vincere in due occasioni, nel 2007 e nel 2010, diventando l’ultimo pilota della Ferrari a vincere in Italia. Tre successi a Monza anche per Sebastian Vettel, il primo dei quali arrivò in maniera sorprendente nel 2008, quando sotto la pioggia diventò il più giovane pilota della storia a vincere un gran premio al volante della Toro Rosso, al suo primo ed ancora unico successo in Formula 1. Vettel riuscì poi a replicare, nel 2011 e nel 2013, al volante della più competitiva Red Bull, alternando i propri successi con Lewis Hamilton, vincente qui nel 2012 con la McLaren e l’anno precedente con la Mercedes.
Il record di maggior numero di vittorie ottenute da un pilota in Italia appartiene al leggendario Michael Schumacher, che qui a Monza vinse appunto in cinque occasioni. Dietro di lui, in questa speciale classifica all-time, c’è il brasiliano Nelson Piquet, che potrebbe essere raggiunto a quota quattro solo in caso di vittoria di Sebastian Vettel, ora vestito in rosso e che debutterà proprio quest’anno a Monza con la Ferrari. Ai tifosi più romantici è quindi concesso sognare e sperare.
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