Ai primi di settembre è stato ufficializzato il divorzio tra Red Bull Racing e Renault. Nel 2016 le monoposto del team austriaco non saranno più equipaggiate con la Power Unit della casa francese.
Dal Gran Premio d’Italia a Monza ad oggi, i vertici della Red Bull stanno negoziando una fornitura con la Ferrari, dopo aver ricevuto un secco no da Mercedes. Nelle scorse settimane si è forse capito che uno dei punti più critici sul tavolo delle trattive era il fatto di poter disporre di una Power Unit analoga a quella del team ufficiale Ferrari e non una versione “clienti” 2015.
Le dichiarazioni di Chris Horner di questi giorni sono sempre state molto chiare nel dire che Red Bull sarebbe rimasta in Formula 1 solo a patto di avere un motore “ultima versione”.
Ricordiamo poi che, mentre quest’anno i quattro fornitori (Ferrari, Mercedes, Renault e Honda) hanno avuto a disposizioni i cosiddetti “gettoni” per sviluppare la loro Power Unit, il prossimo anno – salvo modifiche regolamentari dell’ultimo minuto – i propulsori dovranno essere “congelati” in data 28 febbraio 2016.
E veniamo alla notizia di oggi. La FIA ha fatto sapere invece che solo le power unit identiche a quella omologata dalla FIA possono essere utilizzate durante un evento nel corso delle stagioni che vanno dal 2016 al 2020.
Questo di fatto mette la Red Bull al sicuro, nel senso che il prossimo anno la Ferrari non potrà non fornire ad altri team una Power Unit diversa da quella che monterà sulle monoposto di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen.
Ora si capisce anche meglio l’opera di mediazione portata avanti da Bernie Ecclestone in persona che, durante il week end di Sochi, avrebbe convinto i virtici del Team austriaco a rimanere nel Circus della F1, anicipando quello che la FIA ha precisato oggi.
