
Durante questo 2016 i piloti non hanno avuto da fare solo in pista, ma anche fuori: non si tratta di eventi di sponsor o eventi in pista, ma alla scrivania come politici improvvisati per riportare la Formula 1 sui binari giusti. In seguito al Gran Premio d’Australia la Grand Prix Drivers’ Association (GPDA), l’associazione dei piloti, ha fatto sentire la propria voce ai proprietari del Circus e alla FIA, esprimendo il disappunto che aleggia intorno al paddock a causa delle ultime scelte prese, a partire dalle qualifiche.
Il nuovo format ad eliminazione non è piaciuto a nessuno: i fans sono rimasti particolarmente delusi, in quanto l’azione in pista finiva ben prima dello scadere del tempo. Questa nuova soluzione non appariva entusiasmante neanche agli occhi dei piloti: in Australia, ad esempio, Sebastian Vettel ancor prima che la Q3 finisse si era già cambiato, togliendosi la tuta e presentandosi alla classica conferenza per i primi tre in felpa e jeans. Raggiunto in un primo momento l’accordo per ritornare già in Bahrain al vecchio format, in terra asiatica quel patto preso proprio in emergenza la mattina del Gran Premio d’Australia è valso meno della carta straccia, tanto che, ancora una volta, tifosi hanno dovuto assistere alla tanta odiata qualifica ad eliminazione. Nel frattempo, però, i piloti non erano rimasti a guardare: nelle due settimane di pausa tra l’appuntamento di apertura del mondiale e quello in Bahrain, la GPDA aveva alzato la voce, schierandosi dichiaratamente contro la posizione presa dalla Governance sulla gestione della Formula 1, non solo riguardo alle qualifiche, ma anche ad alcune decisionali che stanno portando il Circus ad allontanarsi dai fans, ricevendo una risposta abbastanza seccata direttamente da Bernie Ecclestone.
A parlare di questa iniziativa della GPDA è Stefan Johansson, pilota di Formula 1 negli anni ’80 e vincitore della 24 Ore di Le Mans nel 1997, che non è sembrato d’accordo con i piloti: “Penso che sia stata una pessima idea. Prima di tutto, perché è stato necessario risolvere questo problema con una lettera pubblica rivolta a tutti e non risolvere la cosa a porte chiuse? Ad ogni modo amo il modo in cui Bernie (Ecclestone, ndr) ha gestito la situazione. Essenzialmente concorda con loro ma ha corretto i toni, sottolineando il rispetto che i piloti devono comunque portare rispetto a chi era indirizzata la lettera”. Anche Jacques Villeneuve, campione del mondo di Formula 1 nel 1997 ha voluto dire la sua: “Il modo in cui i piloti sono sono lamentati è terribile per la Formula 1. Questo non è un loro problema. Dovrebbero semplicemente stare zitti. Non è un loro problema se lo show in TV è buono o brutto, dovrebbero solamente concentrarsi sul loro lavoro – ha detto il canadese ad Autosport -. “In una classe, quanti dei tuoi compagni sarebbero in grado di prendere decisioni intelligenti? Non molti. Prendi un gruppo di 20 piloti. Probabilmente solo 2 andrebbero bene, mentre gli altri dovrebbero solo tacere. Quindi perché dovremmo dargli potere?”
Al contrario, ad esprimere un’opinione nettamente più favorevole è stato Gerhard Berger, il quale si è soffermato sul come le decisioni debbano essere prese insieme: “Penso che sia stata la scelta giusta aprire la bocca e farsi sentire – ha detto l’ex pilota di Ferrari e McLaren ad Auto Bild -. “I piloti sono gli unici che sono seduti all’interno dell’auto, ma le decisioni finali devono essere prese con Bernie Ecclestone e Jean Todt. Uno dei maggiori problemi ad oggi è che ognuno la propria opinione e le decisioni rimangono bloccate a lungo. La leadership della Formula 1 ha sufficiente conoscenza ed esperienza per fare buone decisioni in poco tempo”.