
Per il Gran Premio del Regno Unito, in programma dall’8 al 10 luglio, Pirelli porterà le stesse mescole che vedremo in pista il prossimo fine settimana a Barcellona.
Infatti l’asfalto del circuito inglese, come quello spagnolo, è in grado di assicurare alti livelli di aderenza. Di contro è molto abrasivo, e genera un’elevata usura delle gomme, peggiorata dalle probabili temperature alte previste in quel periodo.
Anche le caratteristiche intrinseche del circuito incideranno sul degrado dei pneumatici. In particolare i curvoni veloci che contraddistinguono Silverstone: la curva Copse, poi la sequenza Maggotts, Becketts e Chapel e la velocissima Stowe. Tutti punti nei quali lo stress laterale sulle gomme è massimo.
Inoltre il carico aerodinamico alto, richiesto per questo tipo di tracciato, impone forze verticali elevate, che incidono a loro volta sulla tenuta delle gomme.
In considerazione di tutto ciò, Pirelli ha deciso di portare in terra inglese le tre mescole più dure: hard, medium e soft.
Secondo il nuovo regolamento, ciascuna scuderia avrà a disposizione un set di dure e uno di medie per la gara, con l’obbligo di utilizzarne almeno uno. Ogni pilota, invece, dovrà conservare un set di soft per la Q3. Quest’ultimo sarà poi restituito alla Pirelli dopo le qualifiche, dai 10 piloti che combatteranno per la pole, mentre gli altri potranno tenerlo a disposizione per la gara. I team potranno poi scegliere a piacimento gli altri 10 set da usare tra qualifiche e gara, per arrivare al totale di 13 previsto dal regolamento.
Pirelli prevede una prevalenza di strategia a due soste, con qualche variante sulle tre soste.
Un’incognita importante per i team potrebbero essere le piogge, che caratterizzano spesso il cielo inglese. L’anno scorso la gara fu intervallata di alcuni scrosci d’acqua, che rimescolarono le carte in tavola e portarono ad errori tattici alcuni team e piloti. Vinse Lewis Hamilton che, approfittando di un giro di troppo compiuto dal compagno Nico Rosberg con le gomme da asciutto, portò la sua Mercedes a transitare per prima sotto la bandiera a scacchi.