
Tra i tanti verdetti che il Gran Premio d’Europa ha messo in archivio c’è sicuramente la vittoria schiacciante di Nico Rosberg su Mercedes. Per il pilota tedesco però, quella ottenuta a Baku non può considerarsi una prima posizione come tutte le altre conquistate in Formula 1. Rosberg passa alla storia non solo per esser stato il primo vincitore di un gran premio all’interno dei confini dell’Azerbaigian, ma anche perché la prestazione fornita sul complicato circuito cittadino gli è valso il suo secondo Grand Chelem da quanto milita nella massima serie automobilistica. Già, ma in che cosa consiste questo riconoscimento?
La spiegazione è tanto semplice quanto difficilissima da porre in atto per un pilota: il Grand Chelem viene riconosciuto a quel pilota che, nell’arco di un solo gran premio, è in grado di conquistare pole position, vittoria (solo se ottenuta mantenendo la testa della classifica ad ogni giro previsto) e giro più veloce in gara. Un evento molto raro in Formula 1, tanto che dal 1950 ad oggi soltanto 24 piloti sono riusciti in una simile impresa almeno una volta nella loro carriera.
Nel caso specifico di Rosberg, il suo nome compare in una lista di cinque piloti che sono riusciti ad ottenere due Grand Chelem nel corso della loro carriera: il grande Juan Manuel Fangio, Jack Brabham, Mika Hakkinen e, udite udite, proprio Lewis Hamilton! Tra l’altro, in questo speciale elenco di piloti due volte premiati con il Grand Chelem, Rosberg è l’unico a non aver ancora consacrato la sua esperienza in F1 con la conquista di un titolo mondiale. Nel frattempo, comunque, il tedesco figlio d’arte è leader della classifica 2016.
Nello speciale albo d’oro di coloro che hanno conquistato un Grand Chelem, il pilota che occupa ancora oggi la prima posizione è, di fatto, una mezza sorpresa. In molti potrebbero pensare, visti gli innumerevoli record abbattuti da Michael Schumacher, che il “Kaiser” possa essere il detentore di questo primato. E invece il tedesco sette volte campione del mondo occupa “solo” il secondo posto, a pari merito con l’unico pilota italiano in grado di ottenere una simile impresa: Alberto Ascari.
Entrambe le leggende di questo sport hanno infatti conquistato ben 5 Grand Chelem a testa. E se da una parte Ascari li ha sempre ottenuti al volante della sua amata Ferrari tra il 1952 ed il 1953, Schumi ha trionfato con la Rossa di Maranello in tre occasioni (una nel 2002 e due nel 2004). Le due precedenti le aveva acciuffate con la Benetton, ed in entrambi i casi nel corso del campionato 1994.
E dunque, chi è il pilota davanti a tutti in questa classifica dedicata al Grand Chelem? La risposta si trova nel nome di Jim Clark. L’inglese, due volte campione del mondo di Formula 1 e deceduto tragicamente ad Hockenheim nel 1968, ha collezionato un numero di Grand Chelem apparentemente inarrivabile: ben 8 tra il 1962 ed il 1965, e tutti con la sua tanto amata Lotus.
Nemmeno altri grandissimi campioni, prima e dopo lui, sono mai riusciti ad avvicinarsi a questa cifra vertiginosa. Nemmeno Jackie Stewart, Ayrton Senna, Nigel Mansell e Sebastian Vettel, tutti accomunati da 4 successi a testa.
E a proposito del ferrarista Vettel, va aperta una piccola ma doverosa parentesi su quei piloti ancora in attività capaci di raggiungere un simile obiettivo. Oltre a lui ed ai già citati rivali della Mercedes, soltanto un altro pilota ancora attivo è riuscito a provare l’emozione di un Grand Chelem: Fernando Alonso. Lo spagnolo ci è riuscito solo una volta, ma quanto basta per passare alla storia. Avendo vinto il Gran Premio di Singapore del 2010, Alonso è stato anche l’ultimo pilota della storia della Ferrari ad aver ottenuto questo successo.
Oltre all’attuale pilota della McLaren, altri tre campioni del mondo hanno avuto la gioia di aver assaporato il gusto del Grand Chelem soltanto una volta nella loro carriera: nell’ordine Mike Hawthorn (Gp di Francia 1958 con la Ferrari), Niki Lauda (sempre con la Ferrari ma nel Gp del Belgio 1976), e Damon Hill (con la Williams al Gp d’Ungheria 1995).
Oltre a questi ultimi vi sono stati altri piloti che hanno ottenuto un Grand Chelem per la prima ed ultima volta nella loro carriera, la quale non ha mai assaporato la vittoria di un titolo mondiale: da Stirling Moss a Gerhard Berger, passando per le uniche emozioni di Jo Siffert, Jacky Ickx, Clay Regazzoni, Jacques Lafitte e l’indimenticato Gilles Villeneuve.
In tutti questi grandissimi nomi non poteva non esserci anche il brasiliano Nelson Piquet, il quale rappresenta una piccola ma grande eccezione. E’ l’unico ad aver vinto un Grand Chelem per tre volte, per giunta sempre con la Brabham.
Chissà se la sua posizione unica all’interno di questa gloriosa classifica potrà lasciare un giorno spazio a Rosberg o ad Hamilton. Forse, visto il potenziale della Mercedes quest’anno, potrebbe succedere già quest’anno. Nel dubbio, ecco l’albo d’oro completo con tutte le vittorie ottenute da ciascun pilota.
8 vittorie
– Jim Clark (Gp Gran Bretagna 1962 – Gp Olanda, Francia, Messico 1963 – Gp Gran Bretagna 1964 – Gp Sudafrica, Francia, Germania 1965)
5 vittorie
– Alberto Ascari (Gp Francia, Germania, Olanda 1952 – Gp Argentina, Gran Bretagna 1953)
– Michael Schumacher (Gp Monaco, Canada 1994 – Gp Spagna 2002 – Gp Australia, Ungheria 2004)
4 vittorie
– Jackie Stewart (Gp Francia 1969 – Gp Monaco, Francia 1971 – Gp USA 1972)
– Ayrton Senna (Gp Portogallo 1985 – Gp Spagna 1989 – Gp Monaco, Italia 1990)
– Nigel Mansell (Gp Gran Bretagna 1991 – Gp Sudafrica, Spagna, Gran Bretagna 1992)
– Sebastian Vettel (Gp India 2011 – Gp Giappone 2012 – Gp Singapore, Corea del Sud 2013)
3 vittorie
– Nelson Piquet (Gp USA Ovest 1980 – Gp Argentina 1981 – GP Canada 1984)
2 vittorie
– Juan Manuel Fangio (GP Monaco 1950, Gp Germania 1956)
– Jack Brabham (Gp Belgio 1960, Gp Gran Bretagna 1966)
– Mika Hakkinen (Gp Monaco e Brasile 1998)
– Lewis Hamilton (Gp Malesia 2014, Gp Italia 2015)
– Nico Rosberg (Gp Russia ed Europa 2016)
1 vittoria
Mike Hawthorn (Francia 1958), Stirling Moss (Portogallo 1959), Jo Siffert (Austria 1971, Jacky Ickx (Germania 1972), Clay Regazzoni (USA Ovest 1976), Niki Lauda (Belgio 1976), Jacques Lafitte (Brasile 1979), Gilles Villeneuve (USA Ovest 1979), Gerhard Berger (Australia 1987), Damon Hill (Ungheria 1995), Fernando Alonso (Singapore 2010)