
Spesso i numeri nascondono degli intrecci che sembrano paradossalmente vicini all’assurdo ma che mettono a stretto contatto le storie dei piloti. Sintetizzano l’andamento di una stagione o riescono a scandire il tempo in pista, avvicinando i protagonisti e schierandoli in un confronto diretto dove a separarli c’è semplicemente una cifra.
Anche il Gran Premio di Formula 1 a Silverstone ha visto tantissimi numeri darsi battaglia dentro e fuori la pista, accontentando qualcuno e lasciando altri con non poco amaro in bocca. Ciò che fa maggiormente riflettere è come lo stesso simbolo possa rappresentare sia le gioie che i dolori – giocando coi destini – ritagliandosi così la propria fetta di storia.
UNO
Il primo, il più importante ma anche il più triste. Il numero uno spetta al più forte, a chi dimostra di potersi lasciare tutto e tutti alle spalle e trovarsi a proprio agio lì davanti. Lewis Hamilton – numero uno uscente – è salito sul gradino più alto del podio nella sua Inghilterra, riducendo a uno il distacco con il suo compagno di squadra, Nico Rosberg, in classifica mondiale. Ma uno è anche il punto portato a casa da Daniil Kvyat con la sua Toro Rosso: lo stesso numero lo scorso GP aveva fatto sorridere Pascal Wehrlein e tutta la Manor. Oggi invece, per l’ex RedBull resta l’amaro rimorso di aver buttato al vento un’importante parentesi di carriera, vedendosi costretto a sgomitare nel centro del gruppone in una escalation negativa.
DUE
Sulle dita della mano spesso serve ad indicare la vittoria, ma questa volta è più di una sconfitta: due infatti sono i punti di Sebastian Vettel e della sua Rossa. Un weekend iniziato male e proseguito quasi nel peggiore dei modi – tra le noie del cambio e i testacoda in pista – lo ha classificato alla nona posizione. Troppo lontano dai primi, troppo lento in pista e troppe occasioni perse. Che non sia già troppo tardi?
TRE
Il numero perfetto nel segno di chi la perfezione la insegue da poco, ma pare sempre più vicino alla meta. Max Verstappen, numero 33 del circus, è terzo sul traguardo di Silverstone e colleziona il tris di podi stagionali. A giochi fatti guadagnerà la seconda posizione e i tre punti ai danni di Nico Rosberg, ma il piccolo olandese con tanta voglia di stupire si sta candidando gara dopo gara al ruolo di terzo incomodo. Ad oggi sembra essere lui l’unico in grado di dare battaglia alle due Mercedes, mettendo il suo talento a disposizione di una RedBull ormai troppo nostalgica della vetta mondiale.
QUATTRO
Il poker è servito: Lewis Hamilton davanti al proprio pubblico si regala la sua quarta vittoria stagionale. Il numero 44 della Mercedes è ormai pronto a scavalcare in classifica il suo coinquilino di box, distante solo un punto, con l’obiettivo di centrare il numero quattro anche a livello mondiale.
CINQUE
Numero 3 sulla RedBull, quarto sul traguardo e quinta volta per Daniel Ricciardo ai piedi del podio. L’australiano accusa la rivalità con il compagno di squadra e tra mille nervi tesi vede allontanarsi il ruolo di ‘miglior terzo’ in pista. Quinta piazza in qualifica e quinto posto finale: quella di Kimi Raikkonen è l’unica Ferrari ad entrare in top five a Silverstone, dimostrando di galleggiare costantemente tra il terzo ed il quinto posto approfittando degli errori altrui e senza troppi guizzi in pista.
SETTE
Vale la pena saltare un numero ed arrivare subito al sodo, cioè a quell’episodio che ha dato libero sfogo al tamtam di Twitter alla fine del GP e soprattutto dopo. La settima marcia di Nico Rosberg e il suo SOS radiofonico sono costati dieci secondi e tre punti al tedesco, riducendo ancor di più il suo vantaggio in classifica mondiale. Un guaio meccanico risolto sì, ma che non ha lasciato il biondino della Mercedes incolume dai danni: troppe parole da censurare e via radio e un aiuto da fuori programma direttamente dal muretto lo costringono alla terza piazza finale.
Gli appassionati-ossessionati della cabala ci avranno già fatto caso. Gli amanti delle statistiche li avranno già catalogati, mentre i più pazzi cercano di riannodarne i fili per creare storie impossibili e davvero incredibili. I numeri fanno parte della vita di ognuno di noi e sembrano rappresentare il destino messo per iscritto. Non c’è che dire, numeri da #F1aFavola in terra inglese.