
Era meglio la Ferrari SF15-T del 2015 o la SF16-H del 2016? E’ l’interrogativo che si è posto Blade Runner, un nostro lettore che ha fatto l’analisi e tirato le conclusioni che vi riportiamo qui sotto.
E’ arrivato come un tornado, spazzando sulla sua strada ogni eventuale ostacolo alla sua sconfinata voglia di leadership. Fatto fuori Montezemolo, reo di avere vinto “solo” 6 mondiali piloti (su 15), 8 mondiali costruttori (su 16) con 118 primi posti (su 224), e di avere perso due mondiali per pochi punti (anche uno solo), spazzato via mezzo team di progettazione, incapaci, adir lui, di far vincere la Ferrari, lasciato andare un campione come Fernando Alonso, leader deluso della squadra, Sergio Marchionne ha reclamato a sé tutte le scelte e le decisioni.
Si è portato dietro un suo vecchio amico come team principal, quel Maurizio Arrivabene, il cui solo nome era premonitore di grandi vittorie.
Rifatta la squadra di progettazione e quella corse, arrivano gli annunci reboanti: Siamo in crescita! Abbiamo risolto i problemi! La nostra Power Unit è equivalente a quella Mercedes (sic!)! Siamo competitivi! Vinceremo 3 gran premi (2015), Vinceremo molto di più (2016), ecc. e noi, tifosi da sempre, abbiamo sperato, abbiamo visto, sofferto e adesso siamo delusi, almeno io lo sono.
Almeno per il momento, l’accoppiata Mar…pionne-Arriva…quando sono stati un bluff; certamente miglioramenti ci sono stati in termini di prestazioni assolute, la Rossa è più performante rispetto al 2014, primo anno del dominio Mercedes, ma gli altri non sono stati a guardare e il gap tra la Ferrari e la Mercedes, invece di diminuire è aumentato.
Per dimostrarlo, prima di tutto a me stesso, mi sono divertito a misurare il gap tra Mercedes e Ferrari dal 2014 ad oggi, valutando sia i tempi in qualifica che in gara tra la meglio piazzata Mercedes e la meglio piazzata Ferrari, a prescindere dal pilota e dalla posizione in classifica.
Nel grafico sono riportati tutti i gap tra i due team per tutti i gran premi, nel 2014 il distacco in qualifica tra i due team ha avuto un valore medio di 1,2 secondi, con un linea di tendenza praticamente flat.

In gara, il distacco medio è stato di circa 50 secondi.

Con le stesse modalità si è analizzata la situazione nel 2015.
Qui si nota un evidente miglioramento; la media dei distacchi in qualifica è scesa 7 decimi, con una linea di tendenza praticamente flat sui 19 Gp disputati.

In gara, poi, oltre a migliorare il valore medio del gap, fissandosi a 13 secondi. Ricordiamo che ci sono state anche tre vittorie in Malesia, Ungheria e Singapore che hanno fatto ben sperare: se non consideriamo queste tre gare il gap sarebbe comunque di poco superiore ai 20 secondi (nei 15 Gp dove Mercedes ha preceduto la Ferrari e non considerando il Gp del Messico dove le due Ferrari si ritirarono).

E veniamo ad oggi.
Nelle 10 qualifiche disputate il gap medio è salito a 9 decimi di secondo, più elevato della media 2015 e con una preoccupante linea di tendenza in crescita.

In gara il gap è risalito a 23 secondi, senza tenere conto della doppia eliminazione delle Mercedes in Spagna ed anche in questa analisi si nota una tendenza, almeno per il momento, crescente.

Che conclusioni trarre?
Tenendo presente che queste analisi sono grezze e non tengono conto di vari aspetti generali ed ambientali e che comunque la prestazione della Ferrari è globalmente migliorata, qualcosa si può dire ed sempre un’opinione personale:
1. Poiché una Formula 1 non si inventa in pochi mesi, mi sento di attribuire il risultato soddisfacente del 2015 più a migliorie predisposte dai progettisti già nel 2014, piuttosto che al nuovo team tecnico.
2. Nel 2016 la Power Unit sembra a posto, potente, generosa e, finalmente, facilmente utilizzabile.
3. Rimane il problema, annoso, del telaio, a mio parere non all’altezza del Mercedes o della Red Bull e della trazione, spinosa spada di Damocle che da anni affligge la Rossa; ci si domanda perché sia così difficile da sistemare visto che sia le Mercedes che le Red Bull non sembrano soffrire dello stesso problema.
4. Il muretto della Ferrari continua a generare ca…volate ed ancor più grave, per tanto team, la presenza di un secondo “muretto” a Maranello. A quanto pare più si è, più ci si incasina.
5. Il team principal: Arriva…quando è bello, impomatato, la barba dell’uomo vissuto che non deve chiedere mai, ma viene dal fumo (Marlboro) e non dalle corse di auto. Mentre in Mercedes hanno Toto Wolff e Niki Lauda, uomini di corse, e in Red Bull Chris Horner, altro uomo di corse, gente che sa di gomma e benzina, che fiuta l’evolversi della gara e prende rapide e spesso giuste decisioni, in Ferrari ci si affida a damerini incravattati come Domenicali, Mattiacci e lo stesso Arriva…quando, magari ottimi motivatori (bah!) di uomini, ma in gara è un’altra cosa, in gara ci vorrebbe Ross Brawn.
6. Tutti team operano per migliorare, si inventano soluzioni nella speranza, spesso vana, di ottenere quel decimo in più, ma se si migliora tutti più o meno della stessa quantità, il gap non diminuisce affatto. Il salto della quaglia lo sta facendo la McLaren perché partiva da una situazione penosa ed i miglioramenti ottenuti l’hanno avvicinata a Williams, a Force India, Renault e Sauber ma difficilmente potrà competere, con queste regole, con Mercedes, Ferrari e Red Bull.
L’anno prossimo ci saranno nuove regole e nuove auto; mi risulta che in Mercedes un team di 400 persone sta progettando la nuova macchina e mi immagino che altrettanto faccia la Ferrari. Spero solo che si inventino qualche soluzione innovativa e vincente da subito e che non si faccia, come sempre, il solito bidone all’inseguimento alle soluzioni altrui.
Speriamo!
Scritto da: Blade Runner