
Kimi Raikkonen è stato sicuramente uno dei grandi protagonisti del week end del Gran Premio d’Ungheria, non solo per il tanto tifo dalle tribune per il finlandese, ma sopratutto per la grandissima rimonta dal quattordicesimo posto della griglia al sesto posto finale.
Andando con ordine, però, bisogna vedere come il week end della Ferrari sia stato in crescendo, partendo dai problemi avuti durante le libere, un bilanciamento non perfetto che di certo non aveva aiutato né Raikkonen né Vettel a trovare un buon feeling con la vettura: guardando i Ferraristi dall’onboard, infatti, si poteva notare come la macchina fosse davvero nervosa da guidare, difficile da inserire in curva e difficile da gestire in uscita. Se questi problemi erano evidenti nel giro singolo, si attenuavano sul passo gara, anche se quello di entrambi non era all’altezza né di Rosberg né delle Red Bull.
Passi significativi in avanti si sono visti già dal venerdì al sabato, non solo nella terza sessione di prove libere ma anche in qualifica. Lasciando da parte i risultati finali, nonostante la pista non completamente asciutta i due piloti della Rossa sembravano essere più vicini alla vetta, oltre ad aver un controllo migliore della vettura. Di certo, però, l’errore strategico in Q2 non ha aiutato il finlandese in vista della gara: chiariamo, di certo Kimi poteva fare qualcosa di più perché già chi era passato veramente pochi secondi dopo di lui sul traguardo aveva migliorato il suo tempo di parecchi decimi, ma rimane un errore importante da parte del team, perché dargli la possibilità di effettuare un altro giro con le condizioni della pista che stavano via via migliorando gli avrebbe permesso molto probabilmente di entrare in Q3.

In questa pista Kimi era già stato protagonista di una bella rimonta: nel 2014 venne eliminato in Q1 (anche li per un errore di strategia) e si mise in mostra, rimontando fino alla zona punti. Anche in questa gara il campione del mondo 2007 ha dimostrato che quando gira bene sa essere ancora uno dei piloti più veloce in pista e sa ancora avere la cattiveria giusta. La partenza non è di quelle entusiasmanti, anzi, in realtà perde pure delle posizioni: i contatti sono molto frequenti, meglio evitare di rovinare la gara al primo giro e prendersela con calma. Ma già al passaggio successivo Kimi inizia la sua rimonta, sorpassando piloti su piloti fino alla zona punti. Ciò che fa la differenza, però, non sono tanto i sorpassi, veramente difficili da fare su questa pista, ma la strategia e il passo gara del finlandese, questa volta davvero perfetti. In barba alle previsioni Pirelli sul numero di giri massimo sulla stessa gomma, Raikkonen nel primo stint non solo gestisce al meglio la soft rimanendo tra i più veloci in pista, ma anche riuscendo a difendersi da un Verstappen molto aggressivo dopo il pit stop. È ciò che è quasi più impressionante è che su Verstapppen, nonostante una gomma che era veramente quasi arrivata al limite, riesce perfino a guadagnare! Il secondo stint è eccellente: riesce a gestire le gomme supersoft per ben 21 giri, guadagnando quel gap che gli permette di mettersi alle spalle con sicurezza tutti i piloti dal settimo posto in giù, potendo far così tattica su Verstappen, il quale era sua una strategia molto diversa. Ciò che fa sorridere è che al ventesimo passaggio su quella gomma supersoft Raikkonen era il secondo più veloce in pista! Il resto della corsa è un bellissimo duello con l’olandese della Red Bull per il quinto posto: questa volta Kimi ci ha anche provato sul serio, in barba ai soliti giornalisti che dicono che sia remissivo, ma purtroppo non è andata bene. Era chiaro che fosse più veloce del giovane talento del team anglo-austriaco, ma come si diceva all’inizio, sorpassare su questa pista è davvero difficile: persino Ricciardo ha avuto difficoltà per parecchi giri a superare una Williams in piena crisi di gomme. L’importante è che ci abbia provato, dando tutto quello che aveva, nonostante un doppio cambio di traiettoria giudicato regolare dai commissari che gli ha leggermente rovinato l’ala. Significante anche come la Ferrari sia progredita durante la gara, con una vettura, a differenza del venerdì, che sembrava molto bilanciata e “semplice” da guidare, non a caso entrambi i piloti spesso hanno fatto traiettorie molto più strette rispetto a quelle che facevano nelle libere.
Al netto del risultato finale, a Budapest si è visto un Kimi davvero in gran spolvero, protagonista della sua miglior gara della stagione: bravo sul passo gara, astuto nel gestire le gomme e con un pizzico di cattiveria nel momento in cui serviva.