Lewis Hamilton ha conquistato l’Hungaroring, portato a casa la terza vittoria consecutiva ed è balzato al comando della classifica mondiale. Dietro di lui il compagno di squadra Nico Rosberg, e Daniel Ricciardo su Red Bull. Strategie di gara pressochè identiche per i tre piloti a podio. Kimi Raikkonen è riuscito rimontare fino in sesta posizione con una strategia alternativa.
GARA CALDA… SOLO PER LE TEMPERATURE
Come la maggior parte dei Gran Premi corsi sul circuito ungherese, anche l’edizione del 2016 è stata avara di emozioni.
Le Mercedes hanno dominato il week end di gara, con Hamilton che è riuscito a vincere superando in partenza il compagno di squadra e rivale Rosberg, e mantenendo la leadership fino alla bandiera a scacchi.
Quinto successo su sei gare e sorpasso in classifica iridata.
Dietro le frecce d’argento è stata sfida tra le Red Bull e le Ferrari: la squadra di Milton Keynes, è riuscita a vincere il doppio confronto diretto. Daniel Ricciardo ha preceduto Sebastian Vettel e Max Verstappen nuovamente davanti a Kimi Raikkonen. L’unico brivido è venuto proprio dalla sfida tra i due piloti nordici: con il finlandese, che in un tentativo di sorpasso sull’olandese ha toccato il posteriore della Red Bull, perdendo parte delle alette anteriori.
LE CONDIZIONI DELLA PISTA
Il Gran Premio di Ungheria è stato caratterizzato dalle temperature dell’asfalto più alte viste da inizio stagione, che hanno raggiunto i 54°C. Ciò ha contribuito al degrado dei pneumatici: ma non in misura tale da rendere necessaria una terza sosta ai box
LE STRATEGIE DEI PROTAGONISTI
Lewis Hamilton è riuscito a portare a casa la gara con una strategia a due soste. Partito con le supersoft, l’inglese le ha conservate fino al 21° giro, quando è passato alle più dure soft.
In occasione della prima sosta Hamilton ha perso qualche decimo di secondo nei confronti del compagno di squadra, per un cambio gomme un po’ più lento. Situazione ribaltata nel secondo cambio gomme, avvenuto per l’inglese alla 46° tornata
Il tre volte campione del mondo ha dato l’impressione di girare un po’ più lento rispetto a Rosberg soprattutto nei primi giri dopo il cambio gomme, in cui il tedesco è riuscito a portarsi anche e a meno di un secondo di distacco.
Ciò è stato dovuto al fatto che, a causa dell’incidente durante le FP2 di venerdì, Hamilton non aveva “simulato” nessun long run, a differenza del compagno di squadra. Rosberg, infatti, aveva potuto guidare la propria monoposto a pieno carico di benzina e soprattutto provando entrambi i compound di gomme, che poi sono stati utilizzati durante la corsa.

Per quanto riguarda la Red Bull, la strategia di gara è stata fatta sulla Ferrari: il team austriaco ha capito subito che le due frecce d’argento erano imprendibili. Durante il primo pit-stop Verstappen ha perso una posizione a vantaggio di Vettel, che è riuscito a rientrare in pista prima dell’olandese.
Per evitare che la situazione si ripetesse anche con Ricciardo, il team ha deciso di anticipare di parecchi giri il secondo pit-stop. Scelta che si è rivelata vincente, anche se l’italo-australiano, a causa del maggior degrado delle sue supersoft, ha dovuto subire il ritorno del tedesco del cavallino, riuscendo però a conservare il gradino più basso del podio.
In Ferrari si è deciso invece di diversificare le strategie tra i due piloti, viste le diverse posizioni di partenza.
Con Vettel è riuscito l’undercut su Verstappen in occasione del primo pit-stop: ciò ha consentito al tedesco di recuperare una posizione e di chiudere al quarto posto la gara.
Raikkonen invece, partito 14°, è stato autore di una bella rimonta grazie anche ad una strategia di gara più aggressiva. Partito sulle soft, il finlandese ha fatto un primo stint di gara lungo, per poi passare alle supersoft, che su questa pista erano di oltre un secondo più veloci. Le mescole più morbide, rimontate anche in occasione del secondo pit-stop, non hanno però consentito a Raikkonen di avere la meglio su Verstappen, che girava invece sulle più dure soft. La Ferrari del finlandese era più veloce rispetto alla Red Bull del giovane figlio d’arte, che è stato “bravo” e “furbo” a difendersi nei momenti in cui Raikkonen ha tentato il sorpasso.
E GLI ALTRI
La maggior parte dei piloti ha seguito le indicazioni della Pirelli: partita sulle supersoft ha successivamente montato le più durevoli soft per gli ultimi due stint di gara.
IL COMMENTO DELLA GARA DI PAUL HEMBERY, DIRETTORE MOTORSPORT PIRELLI
“Oggi abbiamo avuto le temperature della pista più alte viste da inizio stagione dopo il pomeriggio di pioggia torrenziale di ieri. Pioggia che ha fatto sì che i piloti avessero una buona quantità di pneumatici nuovi tra cui scegliere per la gara, situazione che hanno sfruttato al meglio. In queste condizioni impegnative tutti hanno spinto dall’inizio alla fine, adottando per la maggior parte una strategia di due soste, come avevamo previsto. Alcuni hanno tentato delle alternative, vedi gli approcci diversi di Red Bull e Ferrari”.
I tempi migliori della giornata per mescola:
Medium Soft Supersoft
Primo PER 1m26.466s ROS 1m23.670s RAI 1m23.086s
Secondo BUT 1m26.755s HAM 1m23.849s KVY 1m24.669s
Terzo MAS 1m26.940s VET 1m24.383s MAS 1m25.296s
Ungheria Gp F1: Stint più lunghi della gara:
MEDIUM: Massa | 40 giri
SOFT: Ricciardo | 37
SUPERSOFT: Magnussen | 24
