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Ad Hockenheim le Red Bull evitano l’ennesima doppietta Mercedes e, ad oltre un anno di distanza, salgono entrambe sul podio. Ferrari ufficialmente in crisi: fuori dai giochi in gara e scalzata dal secondo posto in classifica costruttori.
Anonima
E’ questo l’aggettivo che si sente maggiormente in questi giorni con riferimento alla prestazione delle Ferrari ieri in Germania. E anonima è in effetti la parola più appropriata per la gara delle due rosse a Hockenheim. Mentre davanti, la Red Bull ha svolto il compito che doveva essere della Ferrari, andando a frapporsi tra le due Mercedes, le monoposto del cavallino hanno latitato solitarie in quinta e sesta posizione: lontane dalla vittoria e dal podio. Ad eccezione delle prime prove libere, per tutto il week end la scuderia di Milton Keynes si è dimostrata nettamente superiore alla Ferrari, ed è riuscita a centrare l’obiettivo dichiarato anche da Chris Horner prima della gara: sorpassare la scuderia di Maranello in classifica costruttori prima della pausa estiva.
Nelle ultime gare la Red Bull ha avuto una crescita esponenziale e oggi può considerarsi la vera antagonista della Mercedes per la vittoria di gara.
Un costante ed efficace sviluppo della monoposto e le decisione, tanto criticata, di lanciare il giovanissimo Max Verstappen, al posto dell’incostante Daniil Kvjat, hanno rivitalizzato l’ambiente del team e hanno dato nuove motivazioni anche a Daniel Ricciardo, che è tornato ad essere il pilota veloce ed efficace che più volte ha strapazzato il quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel.
Situazione completamente all’opposto in Ferrari. La monoposto non solo non è cresciuta, ma nel corso della stagione ha compiuto passi da gambero. I piloti, soprattutto Vettel, sembrano ormai rassegnati a ruoli da comprimari. E l’impressione, nonostante le dichiarazioni ancora bellicose, è quella che gli investimenti, e soprattutto la testa, siano già al 2017.
Ad Hockenheim, pista che in teoria doveva essere favorevole al cavallino, la Ferrari ha subito la Red Bull per tutto il week end.
Il sabato Raikkonen e Vettel non sono riusciti a scendere sotto il minuto e quindici, mentre Ricciardo e Verstappen hanno concluso le qualifiche a pochi decimi dalle imbattibili Mercedes.
In gara l’unica emozione, se così si può definire, è stato il sorpasso di Vettel su Raikkonen al via. Per il resto, mentre le Red Bull si mettevano dietro Nico Rosberg e cercavano di infastidire Hamilton per la vittoria, le due rosse navigavano mestamente in quinta e sesta posizione, giungendo al traguardo ad oltre mezzo minuto dal vincitore.
Non ci sono stati episodi particolari, o errori o scelte sbagliate. Semplicemente la monoposto di Maranello non ha retto il confronto con le Mercedes e le Red Bull.
E’ quello che emerso anche dalle parole di Vettel. Il tedesco nelle interviste dopo gara ha serenamente ammesso i limiti della monoposto: “Di solito in gara siamo più forti che in qualifica, ma oggi questo non è accaduto: la macchina scivolava troppo e questo rovinava le gomme. Il quinto e sesto posto sono il massimo che potevamo fare oggi ma di certo non possiamo accettarlo: lavoreremo per migliorare e sappiamo dove, le cose che arriveranno nelle prossime gare sono state pianificate da tempo. La prima parte di stagione non è andata come volevamo e dobbiamo lavorare anche su noi stessi: io per esempio ho avuto troppi alti e bassi che mi sono costati diversi punti. Ma continueremo a lottare. Quanto alla gara di oggi, la decisione di montare le Soft nel finale era una scelta ovvia, dato che avevamo un set nuovo di zecca. Ho deciso io di stare fuori per qualche giro in più prima di montarle perchè non volevo usarle per troppi giri; col senno di poi forse è stata una decisione troppo prudente, perché avremmo avuto la possibilità di mettere sotto pressione chi ci stava davanti. L’atmosfera oggi, con tutte quelle bandiere tedesche e della Ferrari, era incredibile: da questo punto di vista è stato il più bel GP di Germania che ho mai corso!”.
Anche il compagno di squadra Raikkonen ha riconosciuto che questo è il massimo che ci si può aspettare dalla Ferrari di oggi: “E’ stata una gara abbastanza noiosa, non è successo nulla di particolare. In partenza ho fatto pattinare le gomme e ho perso una posizione su Sebastian. Con gomme nuove la macchina si comportava bene, ma poi ho iniziato ad avere sia sottosterzo che sovrasterzo, fondamentalmente perchè ci mancava aderenza. Nell’ultima parte di gara abbiamo dovuto risparmiare carburante e quindi non c’è stato molto da fare. Ovviamente dobbiamo migliorare la vettura in tutte le aree, se riusciamo ad aggiungere carico aerodinamico andrà sicuramente meglio. Tutti vorremmo fare più di così ed è brutto vedere che questo è il massimo che riusciamo ad ottenere in gara, ma credo nella squadra: abbiamo bisogno di un pò di tempo e di lavorare molto, ma ci arriveremo. E’ importante lavorare tutti insieme per migliorare”.
Per il Team Manager Maurizio Arrivabene, Hockenheim ha evidenziato problemi già noti: “Rispetto ad una settimana fa in Ungheria, dove i nostri tempi sul giro in gara erano di tutto rispetto, qui a Hockenheim si sono evidenziati i problemi di aderenza, sia meccanica che aerodinamica, che purtroppo già conosciamo. E’ ovvio che bisogna intervenire al più presto per risolverli e soprattutto farlo in tempi non troppo lunghi. Il fatto di essere stati scavalcati nel mondiale Costruttori per noi è soltanto uno stimolo in più a reagire e fare meglio nella seconda parte di stagione, dopo la pausa estiva”.
A questo punto c’è da pensare che i “problemi già noti” siano difetti strutturali del progetto, contro cui la messa a punto dell’assetto pista per pista, non serve a nulla o quasi. E proprio consapevoli di ciò, in Ferrari evitino di sprecare tempo in inutili sviluppi di una monoposto nata sbagliata, e si pensi già alla prossima stagione. In quest’ottica potrebbe collocarsi il ben servito a James Allison e la sua sostituzione con Mattia Binotto. Il lavoro tecnico che spetterà al nuovo responsabile sarà quindi in funzione della prossima stagione, essendo improbabile una rimonta nella seconda parte del campionato.