
Lo abbiamo visto lottare in un ambiente che non gli si addice. Lui, abituato alle emozioni del podio e alle posizioni di vertice. Ora non ne vuole sapere di scia nè di DRS perchè il suo pensiero sarebbe quello di avere pista libera davanti a sè. Un’autostrada di curve da fare a mille per volare verso il successo. Tutto bello, sì: ma un condizionale rovina la festa.
Oggi Fernando Alonso non può permettersi tutto ciò. Deve appellarsi ad ogni arma possibile e sperare che fili tutto liscio. Quello della McLaren-Honda è solo un nome che riecheggia un passato di gioie ma che ha troppo a che fare con i dolori di Nando e del suo compagno di squadra – altro campione del mondo – Jenson Button.
Con il talento in pugno e la voglia di riscatto sta tenendo botta GP dopo GP, come il più forte dei pugili. Certo, a volte i ganci e i montanti sono duri da incassare, ma quando i suoi colpi vanno a segno è il tripudio.
Il suo settimo posto in Belgio è “un risultato impensabile fino a pochi mesi fa”. Figuriamoci se il tutto è arrivato dall’ultima fila. Il castigo della griglia di partenza è stata la scintilla che ha fatto innescare la sua rimonta, portandolo in zona punti e regalandogli una domenica da #F1aFavola.
Il sette è un numero con cui ha già stretto una certa confidenza. In Ungheria quest’anno il weekend alternava il destino alla cabala, con il settimo posto rispettivamente nelle libere 1, nelle libere 2 e nelle libere 3. Il sabato Fernando lo ha trascorso a sgomitare a centro gruppo, ma il risultato è sempre lo stesso: settimo. La sua gara inizia col solito piglio, oscillando tra il tentativo di guardare oltre e la necessità di difendersi. Ribaltoni, pit stop, sorpassi e settima posizione finale.
A Spa i saliscendi sono stati sicuramente di più, soprattutto a livello emotivo. Partito dal fondo, a tu per tu con il baratro, è riuscito a risalire la china della griglia. Lasciandosi anche alle spalle una Ferrari, il suo vecchio campione del mondo e un ragazzino che di mollare non ne vuole proprio sapere.
Bellezza si, incanto anche. Ma quanta nostalgia per l’inno spagnolo e la top tre, quella che ha sempre meritato. Quella che ha conquistato passo dopo passo, dalle Asturie con tanta voglia di fare bene e stupire.
Oggi un settimo posto è il massimo che gli si può chiedere. Perchè è arrivato a contatto con l’impossibile. Chissà se per i miracoli si sta già attrezzando? Intanto, caro Nando, goditi la tua #F1aFavola. Te la meriti.