
Il campionato Mondiale di Formula 1 2016 è ormai vicino al termine, ma nel frattempo, il Circus continua a dare spettacolo in Asia facendo tappa nel circuito di Sepang in Malesia.
Il circuito malese, disegnato da Hermann Tilke, ha fatto il suo esordio nel lontano 1999 e da quell’anno è sempre stato presente nel calendario di Formula 1.
È un circuito molto impegnativo che presenta 15 curve e 8 rettilinei che creano un mix adatto per assistere a molti sorpassi. Altro fattore molto importante in questa pista è il meteo variabile, infatti si può passare da un cielo soleggiato ad un vero e proprio temporale in pochissimi minuti, grazie alla presenza dei monsoni che costringono le scuderie a cambiare costantemente le proprie strategie. In questo circuito è presente, secondo i piloti, le curve più difficili di tutto il mondiale, ovvero le curve 13 e 14 che dopo analizzeremo.
L’impegno richiesto al pilota è molto alto in quanto essendo vicini all’Equatore le temperature sono sempre molto elevate, mentre l’impegno richiesto alla monoposto riguarda soprattutto il surriscaldamento del motore costretto a lavorare a pieno regime nei rettilinei che hanno lunghezza variabile. Per quanto riguarda l’impianto frenante i tecnici Brembo fanno sapere è richiesto un impegno medio in quanto i rettilinei permettono al materiale d’attrito di raffreddarsi. Tuttavia, utilizzando la scala che va da 1 a 10 con cui i tecnici Brembo classificano i vari circuiti, la pista di Sepang si è guadagnata un bel 7.
La pista malese presenta 8 frenate di cui: 5 considerate come dure e 3 considerate leggere. Il 19% del tempo in gara è impiegato nella frenata e la decelerazione media è di 3,9 g che la colloca dietro il circuito di Monza e davanti a quello di Singapore.
Un giro sul circuito di Sepang
I dati dei tecnici Brembo permettono di analizzare curva per curva la pista di Sepang e come sempre lo faremo con un nostro “giro lanciato”.
Partiamo dal rettilineo di partenza che dopo un allungo ci porta subito alle prime due curve, due tornanti molto stretti, il primo a destra e il secondo a sinistra molto ravvicinati tra loro che richiedono al pilota tanto lavoro sullo sterzo. Arrivati al primo tornante si ha la frenata più dura di tutto il circuito in quanto le vetture giungono con una velocità di 329 km/h e frenando per 1,57 secondi in 141 metri devono raggiungere gli 86 km/h necessari per affrontare la prima curva. La decelerazione è di 5,4 g ovvero tra le più elevate di tutti i circuiti e il peso sul pedale richiesto è di 155 kg. Il secondo tornante richiede una frenata leggera che fa passare le monoposto di Formula 1 da 117 km/h a 71 km/h in soli 13 metri frenando con una forza di 51 kg sul pedale per 0,49 secondi e subendo una decelerazione di 1,7 g.
Dopo i primi due tornanti, le vetture devono avere una buona accelerazione che consente di affrontare al massimo il velocissimo curvone (curva 3) verso destra e il successivo rettilineo che porta alla fotocellula del primo settore.
Subito dopo la fine del primo settore si ha curva 4 anch’essa molto impegnativa. È una curva a 90° verso destra e vede le vetture passare dai 306 km/h iniziali ai 101 km/h necessari ad affrontare la curva. Lo spazio di frenata è di 118 metri in 1,30 secondi con un carico sul pedali di 141 kg e una decelerazione di 4,8 g.
Dopo la curva 4 si ha un breve allungo e poi si giunge a curva 5 e 6. Queste due curve formano una esse molto ampia e vanno effettuate entrambe dosando l’acceleratore in quanto una traiettoria sbagliata in curva 5 può far uscire la vettura di pista in curva 6. La curva 5 è una curva ad ampio raggio verso sinistra e richiede un anteriore molto preciso e ben incollato al suolo, mentre curva 6 verso destra è leggermente più stretta della precedente, ma è comunque una curva molto ampia.
Usciti da queste due curve, i piloti si trovano davanti ad un altro breve allungo che li porta verso altre due curve in successione ovvero curva 7 e curva 8 entrambe verso destra. La curva 7 richiede una frenata molto impegnativa visti i 281 km/h iniziali e i 166 km/h necessari per tenere la traiettoria. Il tempo di frenata è di soli 0,83 secondi in meno di 100 metri con un carico sul pedale di 148 kg e una decelerazione di 4,8 g. La curva 8 invece è da fare in piena, ma la traiettoria della curva 7 influisce sulla traiettoria della curva 8 quindi anche qui è necessaria una macchina molto precisa e attaccata all’asfalto.
Dopo queste due curve si ha un rettilineo piuttosto lungo che porta al tornante, verso sinistra, più stretto di tutto il circuito e di conseguenza a un’altra frenata impegnativa, quella della curva 9. I piloti giungono con una velocità di 292 km/h e in 106 metri, frenando per 1,22 secondi con 137 kg sul pedale del freno devono raggiungere la velocità di 81 km/h e la decelerazione è di 4,6 g. Subito all’uscita di questo tornante vi è la fotocellula del secondo settore e la curva 10 verso destra che è da fare in piena accelerazione. Le vetture giungono poi alla curva numero 11 verso destra, molto impegnativa per la traiettoria, ma non per i freni visto che si perdono circa 100 km/h in 91 metri frenando per 0,95 secondi con un carico di “soli” 74 kg e una decelerazione di 2,7 g. La traiettoria di curva 11 è molto difficile in quanto le vetture devono allargarsi in entrata, prendere il punto di corda al centro della curva e riallargarsi subito in uscita andando a prendere il cordolo esterno.
Dopo un altro breve allungo si ha la curva 12 verso sinistra da fare con il piede sull’acceleratore, ma la curva 13 e 14 sono le due curve più difficili del mondiale. La prima richiede una frenata leggera visto che si passa da 276 km/h a 107 km/h in 150 metri con un tempo di frenata pari a 1,61 secondi, caricando il pedale del freno con 58 kg e subendo una decelerazione di 2,3 g. Spiegata così non sembra affatto impegnativa, ma la traiettoria richiesta è veramente difficile: le vetture uscite da curva 12 sono lanciatissime e si ritrovano sulla parte destra della pista, da questo momento iniziano a frenare e durante la frenata devono far passare la propria vettura verso il lato opposto della carreggiata per prendere perfettamente questa curva verso destra. La monoposto tende sempre ad allargarsi di più e qui il pilota deve essere bravo a dare il giusto angolo allo sterzo in quanto se lo gira troppo verso destra allora in curva 14, anch’essa verso destra e direttamente collegata alla 13 ma molto più stretta, andrà a tagliare la curva finendo sull’erba, mentre se girerà poco lo sterzo verso destra e quindi terrà il volante leggermente più dritto andrà lungo alla curva 13 e di conseguenza si ritroverà nella ghiaia esterna alla curva 14.
Uscite dalla curva 14, le monoposto si trovano davanti il rettilineo più lungo del circuito con i suoi 1,029 km e alla fine di questo vi è un tornante molto impegnativo verso sinistra. La curva 15 vede arrivare le vetture con una velocità iniziale di 326 km/h e in soli 141 metri, frenando per 1,58 secondi con una forza pari a 141 kg, i piloti raggiungono gli 86 km/h e subiscono una decelerazione di 4,9 g.
È molto importante uscire bene da questo ultimo tornante in quanto successivamente vi è il lungo rettilineo che porta al traguardo.
Quello di Sepang si può definire un circuito completo poiché presenta curve lente e strette, curve ampie e veloci e rettilinei di varie lunghezze. In questa pista è necessaria sia una buona aderenza e una buona trazione, ma anche un elevata velocità di punta necessaria nei lunghi rettilinei tutto questo condito con un assetto che si deve adattare ad eventuali condizioni di bagnato.
Un’ultima novità riguarda quanto è stato recentemente detto dagli organizzatori del Gran Premio della Malesia, ovvero che ad alcune curve sono state apportate piccole modifiche che costringeranno i piloti a studiare nuovamente la pista di Sepang.
Il funzionamento dell’impianto frenante Brembo in F1
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