
Il viaggio della Formula 1 in Asia si conclude questo week-end con il Gran Premio del Giappone sulla pista di Suzuka. La pista giapponese è ormai da anni presente sul calendario di Formula 1, anche se per quattro volte il Circus ha fatto tappa al Circuito del Fuji.
Quella di Suzuka è l’unica pista del mondiale di Formula 1 con una forma ad 8, infatti nel secondo settore vi è un breve tunnel che passa sotto il lungo rettilineo che porta alla 130R. Il circuito giapponese è molto impegnativo per i piloti e i tre settori hanno caratteristiche completamente diverse tra loro.
Nel primo settore vi sono una serie di curve in successione molto difficili in cui è importante avere una monoposto molto precisa sull’anteriore e molto reattiva;
Nel secondo settore vi sono la Hairpin, un tornante molto stretto, e la Spoon Curve anch’essa molto difficile;
Verso la fine del secondo settore e nel terzo vi è un lunghissimo rettilineo diviso in due dalla famosissima curva 130R e infine vi è anche una strettissima chicane.
La pista di Suzuka non è molto impegnativa per i freni in quanto, sulla scala che va da 1 a 10 utilizzata dai tecnici Brembo per classificare i vari circuiti, si è guadagnata un punteggio pari a 4 per cui l’impianto frenante è poco sollecitato. Delle 11 frenate che i piloti sono costretti a fare 5 sono considerate di medio impegno, mentre 6 sono considerate leggere. Il tempo impiegato in frenata è pari all’11% del tempo sul giro e la decelerazione media è si soli 2,8 g, una tra le più basse del mondiale.
Un giro sull’“otto” giapponese
Utilizzando i dati forniti dai tecnici Brembo, è possibile percorrere un “giro lanciato” nella pista di Suzuka. Partendo dal rettilineo davanti ai box, dopo un breve allungo si giunge subito a due curve abbastanza difficili. La curva 1 è subito verso destra e le vetture vi arrivano con una velocità di 318 km/h, proprio al centro della curva i piloti iniziano a frenare per 81 metri in 1,08 secondi con un carico sul pedale di 114 kg. Questa frenata porta la velocità a 118 km/h e fa subire ai piloti una decelerazione di 4,3 g. La frenata di questa curva è molto importante in quanto in uscita bisogna allargare leggermente la traiettoria per poi sterzare di nuovo verso destra per affrontare la seconda curva. Nello spazio tra curva 1 e curva 2 le vetture non possono accelerare troppo in quanto questo le porterebbe ad avere una velocità eccessiva per affrontare la seconda curva.
Dopo le prime due curve si entra nella parte del primo settore in cui l’assetto meccanico fa la differenza. Vi sono cinque curve in successione che richiedono una vettura molto reattiva, ma al tempo stesso ben incollata al suolo. La prima è la curva 3 verso sinistra che non richiede alcuna frenata, ma subito dopo vi è la 4, verso destra, dove la velocità iniziale di 229 km/h passa a 185 km/h in uno spazio di appena 18 metri e con un tempo di frenata pari a 0,68 secondi. La decelerazione è nella media visti i 2,7 g, mentre il carico sul pedale non supera i 62 kg. Anche la curva 5, verso sinistra, è da percorrere in piena accelerazione, ma la curva 6, verso destra, richiede una frenata che fa perdere circa 50 km/h (da 205 a 155 km/h) anche questa in uno spazio molto ristretto visti i 23 metri e con un tempo di frenata molto breve (0,77 secondi). La decelerazione è 2,3 g mentre il carico sul pedale è di 83 kg. Successivamente si ha un’ampia curva in salita, verso sinistra che porta ad un breve allungo in cui termina il primo settore.
Subito dopo la fotocellula del primo settore vi sono due curve verso destra che richiedono una traiettoria ben precisa in quanto è molto facile andare lunghi ed uscire di pista. La curva 8 richiede una frenata importante visti i 289 km/h iniziali e i 185 km/h finali con uno spazio di frenata di 79 metri e un tempo di frenata pari a 0,96 secondi con un carico di 135 kg sul pedale del freno e una decelerazione di 3,8 g. Usciti da questa curva, i piloti devono allargare leggermente la traiettoria verso l’esterno poiché la curva 9 è molto stretta e ha un’angolazione di quasi 90°. Le vetture vi arrivano con una velocità di 218 km/h e frenando con una forza pari a 96 kg per 1,16 secondi in 86 metri perdono circa 110 km/h.
Usciti dalla curva 9 si ha il breve tunnel in cui la pista passa sotto un’altra porzione del circuito. L’allungo è da percorrere in piena e anche curva 10, che è una leggera curva verso destra, ma che porta immediatamente alla Hairpin, il tornante verso sinistra. La Hairpin è una curva molto stretta ed è preceduta da una leggera salita, quindi molti piloti hanno difficoltà a trovare l’esatto punto di frenata e i bloccaggi delle ruote anteriori sono molto frequenti. Le vetture arrivano alla curva 11 con 262 km/h e, per perdere circa 200 km/h, è necessaria una frenata di 1,68 secondi in 113 metri. Il carico sul pedale è di 112 kg e la decelerazione è pari a 3,3 g. Dopo il tornante si entra nella parte più veloce del circuito in quanto si ha un ampio curvone verso destra da fare in piena ma con una traiettoria che si allarga per poi tornare sulla parte destra della carreggiata dove le vetture si preparano ad affrontare la Spoon Curve, ovvero la curva 13 e la curva 14. Sono due curve verso sinistra, ma sono molto difficili in quanto la traiettoria della prima determina la traiettoria della seconda e inoltre sono in leggera discesa. Le monoposto arrivano in curva 13 con una velocità di 304 km/h e in 99 metri raggiungono i 150 km/h necessari ad affrontare la curva. Il tempo di frenata è di 1,10 secondi, il carico sul pedale è di 144 kg e la decelerazione è di 4,1 g. Usciti da curva 13, i piloti allargano la traiettoria per poi affrontare la curva 14. I 192 km/h iniziali diventano 141 km/h in soli 24 metri e con una frenata di 0,78 secondi mentre il carico sul pedale è di 76 kg e la decelerazione è di 2,1 g.
L’uscita dalla curva 14 è molto importante perché le vetture di Formula 1 dovranno affrontare un lunghissimo rettilineo in salita in cui vi è la fotocellula del secondo settore. Alla fine del lungo rettilineo vi è la famosissima 130R, una curva verso sinistra che deve essere affrontata con il piede schiacciato sull’acceleratore e dopo un altro breve rettilineo si arriva al “Triangolo”, una chicane destra-sinistra molto stretta. Questa chicane richiede due frenate di cui una è la più impegnativa di tutto il circuito. La prima frenata, curva 16, vede i 306 km/h iniziali passare a 86 km/h in 144 metri con un tempo di frenata pari a 1,62 secondi. Il carico sul pedale è il più elevato visti i 145 kg e la decelerazione è di 4,1 g. Bloccare le ruote all’ingresso di questa chicane è molto facile e per questo vi è un ampia via di fuga in parte anche asfaltata. La curva 17 invece richiede una frenata più leggera poiché si perdono soltanto 4 km/h (da 80 a 76 km/h) e anche lo spazio di frenata è molto ristretto visti i 18 metri in 0,69 secondi con un carico sul pedale di 41 kg e una decelerazione di 1 g. In uscita dal Triangolo è molto importante la trazione e l’ultima frenata è quella poco dopo essere usciti dalla diciassettesima curva che vede gli 87 km/h iniziali passare a 80 km/h in 18 metri con un tempo di frenata di 0,72 secondi, un carico di 41 kg e una decelerazione di 1 g. La curva 18 viene affrontata in piena accelerazione e le vetture concludono il loro giro sulla pista giapponese
La pista di Suzuka piace molto ai piloti, sia per la sua difficoltà e sia per la sua velocità , ma in questa pista è molto facile commettere errori e questo vuol dire che la concentrazione dei nostri beniamini dovrà essere al massimo per ottenere grandi risultati.