
Il mondo della F1, e non solo, attraverso gli aneddoti, i ricordi e le storie inedite raccontate da Pino Allievi nel suo ultimo libro.
Milano, 12 ottobre 2016 – Una vita nelle corse. Questa, ispirandosi al titolo della sua ultima fatica letteraria “Vite di corsa. Incontri in pista con piloti, manager, astronauti, cantanti, gente strana” (Giorgio Nada Editore), potrebbe essere la sintesi della lunga esperienza di Circus e dintorni di Pino Allievi, storica firma della “Gazzetta dello Sport” che segue da più di trent’anni la Formula Uno ed i suoi protagonisti.
Non è la recensione del libro ma il racconto di una serata traboccante di storie e passione. L’appuntamento, organizzato a fine settembre scorso dal Ferrari Club Vedano insieme alla Giorgio Nada Editore per la presentazione del volume di Allievi è stata un’occasione per scoprire, insieme all’autore, aspetti inediti di uno sport che da sempre affascina milioni di tifosi in tutto il mondo.
Dove siamo. Vedano al Lambro; per quelli meno addentro a storie di pista e bulloni, fai due passi e sei già nello storico circuito di Monza. Per tutti gli altri, gli appassionati, Vedano non è una città ma una curva della pista brianzola.
I protagonisti. Non sono da meno; Ernesto “Tino” Brambilla, monzese, classe 1934, pilota di moto e di Formula 3, 2 e 1, oltre che fratello di Vittorio. Anche lui una vita in pista passando dalle moto alla massima Formula, fino a cogliere il successo sotto il diluvio con quella March tutta arancione al GP d’Austria del ’76. Parlano le immagini, invece, per l’altro ospite della serata; ovvero Ercole Colombo. Noto fotografo che immortala piste, sguardi, gesti e piloti dagli anni settanta. Per capirci, la celebre foto che ritrae Enzo Ferrari che concede un bacio paterno a Jacques Villeneuve è scattata da Ercole; raro momento di intimità del Drake, ricorderà nel corso della serata l’autore del libro.
Chiede Allievi a Tino: “Ti piacciono i piloti di oggi?”. Risposta (immaginate la parlata grassa ed autentica da lumbard): “Veramente mi piacciono le mogli…”. Questo riassume lo spirito della serata. Con una platea macchiata di rosso d’ordinanza, composta di appassionati, addetti ai lavori, tifosi vecchi e giovani, accorsa per ascoltare un Allievi sempre disponibile ed appassionato come se fosse alla prima intervista.
Ed è proprio lui a fare da mattatore garbato ed entusiasta. Passando dall’incontro di metà anni novanta con il presidente argentino Menem che dice ad un imbarazzato Allievi “chiamami pure Carlito” mentre gli racconta in lacrime del figlio che correva in Italia nei rally, e poi morto in elicottero durante un incidente. Oppure di quando l’Alfa Romeo, a fine settanta, allora più o meno in mani statali e tornata da poco in F1, arriva al GP del Canada dimenticando però di iscrivere le vetture e quindi provocando le proteste dei team regolarmente registrati. La grana viene risolta, racconta divertito Allievi, da un personaggio pittoresco con la coppola e dai pantaloni fantasiosi, e dal cognome che tradisce le origini italiane e ancora più siciliane; Macaluso, Joe Macaluso. Effettivamente il giorno dopo l’Alfa correrà regolarmente. Si scoprirà successivamente che Joe era sodale di Michele Sindona, il banchiere bancarottiere italiano che proprio da Macaluso si farà sparare ad una gamba per rendere più veritiero un finto sequestro, racconta l’autore.
Storie di personaggi, di piloti e retro box senza nessuna intenzione di dare giudizi o valutazioni sottolinea Allievi. C’è spazio anche per un Diego Armando Maradona non ancora arrivato in Italia, ma già famoso nel suo paese, intervistato nella pausa tra il GP USA a Long Beach ed il successivo in Argentina, dopo un avventuroso quanto pericoloso tampinamento in cui due loschi personaggi arrivano a puntargli due pistole alla tempia intimandogli di lasciar in pace il loro idolo calcistico. Allievi riuscirà dopo svariati tentativi finalmente ad incontrare nell’anticamera del medico Diego, il quale all’oscuro di tutto gli concede volentieri quella che poi sarebbe stata la prima vera intervista italiana di Maradona.
Snocciolando ricordi ed episodi a ripetizione Allievi parla di Hunt, di Villeneuve, e di tanti altri indicando le differenze nel rapporto piloti – stampa rispetto alla Formula attuale. Una volta – sostiene – “c’erano meno interessi, non c’era la TV, ed un rapporto più immediato, diretto” a volte anche di confidenza o amicizia. Si parlava direttamente col pilota, oggi ci sono addetti stampa, filtri e minor spontaneità, fino agli occhiali da sole inforcati anche nella notte del GP a Singapore.
Di James Hunt Allievi dice: “era un pilota gentile, simpatico, provocatorio” e, al di là delle apparenze, lo ricorda come una persona colta. E rammenta di quella volta che gli chiese di dargli una mano per piazzare il marchio Lotus, acquistato dal fratello, a qualche team in Italia.
Di Gilles Villeneuve il ricordo, tra i tanti, va alla volta in cui in un ristorante in Austria in occasione del GP. Gilles che sosteneva di saper suonare bene visto che tra l’altro il papà faceva parte di un’orchestra, viene provocato simpaticamente dallo stesso Pino, Ercole Colombo e da altri colleghi sulle sue capacità di musicista. “Irritato uscì dalla sala, e tiro fuori dal bagagliaio di una Fiat 131 di un orrendo color verde una tromba luccicante, e si mise a suonare nel ristorante infischiandosene di tutti. E suonò divinamente” ricorda Allievi. Tant’è che gli chiesero un bis che però Gilles, orgoglioso, non concesse. “Era uno semplice, abbordabile, spregiudicato in pista ma senza cattiveria”. L’autore torna anche all’episodio drammatico di Zolder, in Belgio, dove Villeneuve, dice Allievi che aveva avuto modo di sentirlo poco prima, arrivò ancora innervosito per il torto subìto da Pironi, suo compagno di squadra in Ferrari. Infatti nella gara precedente Gilles, in testa alla corsa, si vide sorpassare da Didier a dispetto degli accordi presi tra i due.
Non mancano altri spassosi aneddoti legati ad incontri con personaggi di primo piano come Gianni Agnelli, di cui Allievi ricorda un thè consumato insieme in una piovosa domenica novembrina nella residenza di famiglia. “Mi diede appuntamento per un’intervista allo stadio, e alla fine del primo tempo andammo via. L’autista, che lo aspettava con una 131 familiare, si spostò per fare guidare l’Avvocato che, non curante dei semafori rossi lungo i viali torinesi, guidò allegramente fino alla sua residenza. Alla domanda se bevessi qualcosa, risposi: un thè grazie. Agnelli provò a chiamare i camerieri, ma non rispose nessuno e quindi sparì in cucina a preparare lui stesso questo thè; non vedendolo tornare mi affacciai nella stanza e trovai l’Avvocato nell’affannosa ricerca delle tazze. Ricerca vana, ovviamente. Ad un certo punto mi disse: le spiace se beviamo con questi? Finimmo per bere da due boccali da birra, e poi cominciammo con le domande”.
Gli incontri riportati dal giornalista della Gazzetta durante la serata sono solo una minima parte di quelli che si possono gustare leggendo il libro in cui si trovano, ricorda Allievi, anche storie recenti e protagonisti attuali come Nico Rosberg, Hamilton o Vettel.
Allievi racconta, torna con la mente ad incontri unici, scherza, e Colombo, che lo segue da una vita, gli fa da spalla ricordando episodi e momenti insieme. Ricorda di quando i piloti guardavano con attenzione le immagini della vettura in pista, in una curva, per capire magari dove poter migliorare o scoprire altri particolari. Oggi naturalmente è diverso con la Tv e la tecnologia pronte a cogliere ogni attimo. Pino mostra stima per Ercole, e sottolinea come una foto riesca a dire più di una intera pagina scritta; “sempre che il giornalista non la rovini con una didascalia sbagliata…”.
Il pubblico fa domande anche sulle ultime vicende che il giornalista non esita a commentare con puntualità. Per quanto riguarda la Ferrari dice che “sta cercando di riannodare i fili per tornare in alto. Cosa non facile. Ricordiamoci che con Schumacher ci vollero quattro anni prima di tornare a vincere un mondiale.” E, sostiene ancora Allievi, “tra l’altro siamo forse di fronte ad una delle squadre di F1 più forte di tutti i tempi. La Mercedes”.
Alle domande su alcuni dei piloti in pista oggi, riposte sintetiche e calzanti. Vettel, vivace intellettualmente e documentato su tutto. Raikkonen, in un mondo suo. Rosberg, vivace e divertente. Ricciardo, simpatico, non dice mai di no, disponibile. E sulla fine dell’era Ecclestone e l’arrivo dei nuovi proprietari americani commenta, visto il loro background manageriale (Chase Carey, neopresidente della F1 ed ex numero due della major 21st Century Fox): “ancora si sa poco, ma non vorrei che trasformassero la F1 in uno spettacolo cinematografico e preferirei che si salvaguardasse la natura di questo sport”.
Uno sport che Pino ama. Si vede, il pubblico lo sente e annuisce. Soprattutto quando Allievi dice che, fatta salva la sicurezza, c’è un eccesso di regole, un interventismo eccessivo sulle presunte scorrettezze e troppe penalità per quei piloti che osando ci provano e fanno il loro mestiere.
E’ Tino Brambilla a sventolare la bandiera a scacchi su una serata che, grazie ai racconti autentici, di prima mano e coinvolgenti di Allievi, è stata un viaggio emozionante e divertente in un Circus che in parte non c’è più, ed in parte è in trasformazione verso un futuro tutto da scoprire.
Stuzzicato dall’autore di “Vite di corsa” sulla Formula di oggi, Tino risponde: “le corse non son mica fatte così. Le corse ci devi metter su quattro gomme, partire e arrivare con quelle quattro gomme…”. Il pubblico applaude, la serata si chiude, il Circo, nonostante tutto, continua a girare.
Scritto da: Marcello Oneri
Vite di corsa
Incontri in pista con piloti, manager, astronauti, cantanti, gente strana Copertina rigida | di Pino Allievi
Perché… “Vite di corsa”? Perché questo libro non vuole essere un romanzo ma narra piuttosto una serie di incontri, molti dei quali avvenuti dentro o attraverso l’ambiente delle corse, dove i protagonisti sono appunto “transitati” velocemente negli anni più diversi. Capitani d’industria, piloti, manager, designer, musicisti e persino un astronauta e un calciatore, fra i più famosi, intercettato nelle giornate di un gran premio di F.1. Con alcuni di questi l’autore è andato a fondo, con altri meno ma ne ha sempre ricevuto un impatto forte che ha generato personalissime sensazioni e considerazioni. Ecco allora una carrellata di grandi nomi, visti da vicino, come raramente capita, con tutta la loro forza, il loro carisma e le loro debolezze. Il quadro di un mondo speciale, esclusivo, capace di trasmettere talvolta sentimenti insospettabili. I personaggi che l’autore ha scelto quali protagonisti del volume sono: Gianni Agnelli, Giovannino Agnelli, Jean Alesi, Mario Andretti, Flavio Briatore, Mario e Vittorio Cecchi Gori, Pete Conrad, Gian Paolo Dallara, Bernie Ecclestone, Enzo Ferrari, Mauro Forghieri, Lewis Hamilton…
