
Nella notte del Bahrain brilla ancora una volta la stella di Sebastian Vettel che con un prestazione magistrale ha riportato in testa la Ferrari sia nel Mondiale Piloti sia in quello Costruttori in questo combattutissimo campionato di Formula 1.
Nell’epoca turbo la Mercedes si è sempre trovata al comando, ma adesso dopo 3 gare si trova costretta ad inseguire una Rossa di Maranello che sembra rinata in questo inverno.
Ma la macchina da sola non basta, ci vuole il pilota e il muretto box e se questo Vettel non sembra lontanamente al tedesco dello scorso anno, il muretto Ferrari con le strategie sembra sempre un passo avanti agli altri ricordando i tempi in cui dominava un certo Michael Schumacher e in cui quando un certo Ross Brawn prendeva la propria postazione davanti ai monitor a bordo pista, le altre scuderie non potevano fare altro che inseguire.
Come ogni Gran Premio, grazie ai “pensieri del giorno dopo” e ai dati forniti dai tecnici della Pirelli possiamo analizzare le strategie e le prestazioni delle gomme che hanno caratterizzato questo Gran Premio del Bahrain.
Per prima cosa è giusto ricordare che, oltre alle consuete mescole Intermedie per la pista umida e Wet per pioggia pesante che sul deserto vicino Manama difficilmente si presenta, la Pirelli aveva portato le tre mescole che erano presenti anche nel Gran Premio della Cina: mescola SuperSoft (fascia rossa), mescola Soft (fascia gialla) e mescola Medium (fascia bianca).
I team però hanno accantonato la mescola media perché non necessaria per un circuito che andava sempre più a raffreddarsi visti i 34.8°C di inizio Gran Premio e i 28.3°C alla fine presenti sull’asfalto. I dati forniti quindi riguardano soltanto le due mescole più morbide e vediamo di analizzarli insieme.
Mescola SuperSoft
La mescola più morbida è stata la più utilizzata, anche se permetteva ottime prestazioni per un numero di giri abbastanza ridotto. Il maggior numero di giri effettuati con questa mescola è stato fatto da Esteban Ocon, che è arrivato a 26 giri, mentre il tempo migliore è stato quello di Max Verstappen con 1:33.495.
Mescola Soft
Può essere considerata la gomma da gara a tutti gli effetti, garantiva prestazioni elevate come ci ha mostrato Lewis Hamilton con quella serie di giri “monstre” e inoltre aveva una vita molto lunga. Il pilota inglese della Mercedes, quando si trovato costretto a recuperare ha scatenato tutto il potenziale della sua W08-Hybrid, che con questa mescola ha fatto segnare il tempo di 1:32.798, mentre Pascal Wehrlein è riuscito a percorrere 45 giri con questa mescola, mostrando che una strategia ad una singola sosta era possibile.
Le strategie
Parlando un po’ di strategie vediamo di analizzare quale è stata quella vincente e quella che invece ha pagato meno.
La strategia della Ferrari è stato un vero e proprio capolavoro, una lezione da manuale su come si effettua un “undercut”.
Questo termine sta ad indicare la strategia base per superare gli avversari ai box quando in pista diventa difficile. Ieri la Ferrari ha capito che passare Valtteri Bottas era difficile e quindi ha deciso di far fermare Vettel al 10 giro.
Il momento è stato proprio quello giusto perché la Rossa numero 5 è uscita dai box proprio davanti ad un gruppetto di vetture lente e la pista libera ha consentito a Seb di poter sfruttare la gomma a pieno. Questo è un classico undercut. Vettel con gomma nuova è riuscito a fare tempi molto più veloci rispetto a quelli di Bottas che si trovava in testa alla gara e ha guadagnato i secondi necessari affinché, quando la Mercedes ha fermato la sua vettura numero 77, il tedesco della Ferrari si trovasse davanti al gruppo, in prima posizione.
Quindi grande strategia perché se Seb fosse rientrato dietro le vetture lente di cui abbiamo parlato prima, tutto sarebbe stato compromesso in quanto avrebbe perso tempo e rovinato le proprie gomme.
Per quanto riguarda la Mercedes invece le strategie quest’anno sembrano proprio non essere il loro forte.
Vero è che adesso a mente fredda possiamo dare questo giudizio, mentre al muretto, durante la gara, le decisioni vanno prese nell’arco di pochi secondi. Comunque sia il primo errore è stato fatto quando la scuderia di Stoccarda ha deciso di non rispondere all’undercut della Ferrari. Avrebbe dovuto far fermare Hamilton immediatamente un giro dopo la sosta di Vettel, affinché potesse, in termini calcistici, “marcare a uomo” il tedesco. Lasciando Hamilton dietro Bottas non solo hanno perso tempo inutile perché il finlandese aveva problemi di temperature, ma all’uscita della Safety Car sono stati costretti a far rientrare assieme i due piloti, facendo perdere una posizione ad Hamilton, superato da Daniel Ricciardo, ma portando l’inglese in una situazione di caos che lo ha costretto a rallentare prendendosi una penalità. Ripeto, è facile adesso fare questi ragionamenti a mente fredda e seduti su una sedia comoda ed è normale che anche i migliori possono sbagliare, ma dopo anni di dominio, è una situazione completamente nuova.
La RedBull invece si conferma ottima nelle strategie. La sosta di Max Verstappen, anche se poi ha avuto un cedimento ai freni posteriori, è stata un’ottima mossa, sia a livello della marcatura e sia a livello della prontezza nel rispondere agli avversari. La RedBull non aveva il passo per vincere il Gran Premio, ma a livello strategico si sono mossi in maniera perfetta, cercando di approfittare della situazione creata dalla Ferrari. Ottima anche l’idea di differenziare la strategia per i due piloti anche se alla fine non ha pagato, ma la causa è da ricercare in fattori esterni come la poca competitività della RB13 e la sfortuna di Max Verstappen.
Infine da sottolineare che la Sauber è stata l’unica squadra ha tentare una singola sosta con i suoi due piloti e l’unica ad aver montato le gomme Soft sulla griglia sulla vettura di Marcus Ericsson.

Concludiamo come di consueto con le parole di Mario Isola, responsabile del settore Motorsport della Pirelli, che ci fa un breve riassunto di questo Gran Premio del Bahrain: “La strategia è stata al centro di questa gara, influenzata all’inizio anche dall’ingresso della Safety Car. Ad ogni modo la strategia a due soste era chiaramente quella ideale in queste condizioni […] Condizioni più fresche rispetto ai giorni scorsi hanno portato ad un degrado più basso per la SuperSoft e ad una buona consistenza per la Soft”.
