
Come diceva la celebre scrittrice di gialli Agatha Christie: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”.
Dopo la strepitosa vittoria di Sebastian Vettel nel GP inaugurale in Australia e la vittoria mancata per un soffio in Cina, il Gran Premio del Bahrain è riuscito a convincere anche i più scettici di una cosa: la Ferrari è tornata competitiva.
Sul circuito di Sakhir è andata in scena una gara combattuta, incerta e intensa fino alla bandiera a scacchi; se consideriamo che questa tensione in pista ha caratterizzato pure le altre due tappe di questa stagione 2017, viene spontaneo sentirsi un po’ felicemente spaesati, perché uno scenario del genere non si era ancora visto dopo l’avvento dell’era dell’ibrido in formula 1.
É difficile infatti, per chi ancora è abituato al dominio Mercedes, guardare con lucidità a quanto è successo nel deserto del Bahrain: La Ferrari ha vinto, di forza, di strategia, piegando uno dei team più dominanti della storia grazie a Sebastian Vettel e a una SF70-H che “è un piacere da guidare”. Inusuale certo, ma non eccezionale! Vedi la stagione 2015.
Ma allora cosa dovrebbe far pensare che le cose siano cambiate? Qual è la sostanziale differenza tra la SF15-T e la SF70-H arrivati a questo punto? La risposta è semplice: la costanza e l’esperienza maturata.
A Sakhir, Vettel ha corso come lui sa fare, martellando il cronometro. Lo ha fatto con serenità e con la fiducia totale nel proprio team che è stato in grado di portarlo sul gradino più alto del podio grazie a una strategia impeccabile. Team e pilota ora sono sicuramente consapevoli di una cosa: la strada che stanno percorrendo è quella giusta, e solo con attenzione e molto lavoro potranno continuare a percorrerla insieme.
Mercedes in qualifica ha ancora qualcosa in più, ma in gara deve provarle tutte per non perdere il treno rosso; e se in Australia questo poteva sembrare soltanto un indizio, dopo la gara della Cina e del Bahrain è ormai lecito pensare che le cose stiano per cambiare: questa Ferrari e questo Sebastian Vettel sono da lotta mondiale.
Scritto da: Rovida Mirko