
Se in un istante cambiano idee e percezioni, figuriamoci in un anno. Trecentosessantacinque giorni dopo, Max Verstappen è lì dove non immaginava di essere. Il problema è che, a conti fatti con la realtà, non lo sa nemmeno lui.
I riflettori puntati addosso la scorsa stagione hanno dato vita a standard ed aspettative che, dopo cinque gare di campionato, l’olandese non è riuscito a mantenere. Ma sono degli step del tutto naturali, dettati dallo sport stesso e dalla stoffa del fenomeno, che in due mesi ti portano dall’inferno al paradiso. Tocca restare in equilibrio però, perchè cadere è un attimo.
E’ come se il toro scatenato avesse perso la garra, quella grinta da niente da perdere che ti fa vedere spazi che non ci sono, che ti pulsa adrenalina giro dopo giro e che, come la migliore delle droghe, spazza via le pressioni lasciandoti nel tuo mondo. Questione anche di dopamina RedBull dunque, per una monoposto sorpresa troppo spesso a rincorrere e in affanno costante. Serve la scossa a Milton Keynes per non volare più basso con l’olandese.
Eppure un anno fa i sorrisi si sprecavano. Perchè non c’erano paure, ma solo speranze. E la vittoria del GP di Spagna servì alle statistiche ma soprattutto alla convinzione di chi ha fretta di legarsi a qualcuno, ma non per chissà quale motivo, solo per accaparrarsi i desideri degli altri e farli propri. Sintonie di sentimenti, nulla di più semplice.
15 maggio 2016 – 15 maggio 2017: ad un anno di distanza, quanto e quando è cambiato Max Verstappen. Questioni di circostanze, di evoluzioni, di passi indietro e promesse. Gli straordinari il baby fenomeno li ha già fatti. E non è che oggi debba attrezzarsi anche per i miracoli, visto che la macchina non è dalla sua parte, mentre gli avversari più ostici sembrano lontani un miglio. Continua a dare il massimo, dall’alto della sua esperienza di diciannovenne consumato.
A chi pretende da Max il tutto e subito, condito dal sempreverde qui ed ora, gli preghiamo di ripassare più tardi. Chi invece storce il muso solo a sentirne parlare – perchè tradito dalle aspettative – ha sbagliato sport. Decisamente.
Un anno dopo la #F1aFavola di Barcellona, siamo ancora dalla parte dei giovani. Oggi, come sempre.