Dopo lo spettacolare Gran Premio del Canada dove Lewis Hamilton ha dominato per tutti i 70 giri sul circuito dedicato a Gilles Villeneuve, è tempo di riordinare le idee e di concentrarsi in vista del nuovo Gran Premio in programma questo week-end.
Sarà la prima gara ufficiale dell’Azerbaijan, perché lo scorso anno questo Gran Premio si è disputato sotto le insegne del Gran Premio d’Europa, ma quest’anno prende il nome di Gran Premio dell’Azerbaijan.
Il circuito cittadino di Baku, dove lo scorso anno la Formula 1 ha gareggiato per la prima volta, è dato dall’unione di varie strade dell’omonima città e vanta alcuni primati curiosi. Per prima cosa è il secondo tracciato più lungo dopo il leggendario tracciato di Spa-Francorchamps, visto che misura ben 6,003 km, tuttavia presenta il rettilineo più lungo di tutto il mondiale con i suoi 2,2 km, cioè circa 1/3 della pista è concentrata sul rettilineo di arrivo.
La pista non è molto spettacolare in se per sé, molti tifosi non hanno ben accolto il nuovo “Tilkodromo” (nomignolo dispregiativo affiancato a tutte le piste di Hermann Tilke) e se in passato molti si sono lamentati della somiglianza delle varie piste progettate da Tilke, guardando questo nuovo circuito sembra proprio che la matita dell’architetto tedesco sia ormai orientata esclusivamente su questo stile.
Come gli ultimi tracciati entrati in Formula 1, quello di Baku presenta molte curve a 90°, seguite da lunghissimi rettilinei che sembrano infiniti, ma con il passare del tempo impareremo ad apprezzare questo circuito.
Le 20 curve del tracciato di Baku verranno percorse per ben 51 volte, per un totale di 306,049 km, con un nettissimo incremento della difficoltà a causa delle nuove monoposto.
La caratteristica principale di questo circuito, oltre all’infinito rettilineo, è la salita che porta verso la zona della città vecchia. Più precisamente stiamo parlando delle curve 8, 9 e 10, che presentano una carreggiata molto stretta. Lo scorso anno i piloti riuscivano a far passare le vetture molto vicine ai muri, ma le monoposto di quest’anno sono ben 20 cm più larghe e ciò porta a maggiori rischi.
Dopo questa breve introduzione possiamo iniziare la nostra analisi delle gomme e dei dati fornitici dalla Pirelli in vista del Gran Premio dell’Azerbaijan.
Le gomme scelte dalla casa milanese sono le stesse che abbiamo visto per il Gran Premio del Bahrain, ovvero: gomme Supersoft (fascia rossa), gomme Soft (fascia gialla) e gomme Medium (fascia bianca).

Il motivo di questa scelta lo capiremo successivamente grazie alle parole di Mario Isola, responsabile del settore Motorsport della Pirelli, che ha fatto un’analisi precisa e dettagliata di cosa dobbiamo aspettarci dal week-end azero, ma procediamo per gradi.
I tecnici della Pirelli classificano i vari circuiti grazie ad una scala che va da 1 (minimo) a 5 (massimo) di 5 parametri che caratterizzano ogni circuito.
Il primo parametro che andiamo ad analizzare è la Deportanza. Il valore assegnato dalla Pirelli è 2, ovvero basso. Questo primo dato è molto importante perché nel circuito di Baku si deve trovare il giusto equilibrio tra grip meccanico e velocità di punta.
Avere una vettura troppo scarica significa soffrire maggiormente la parte mista del tracciato e, come a Montecarlo, non ci sono vie di fuga ampie che consentono traiettorie più larghe, anzi, in alcune zone del tracciato un piccolo errore lo si paga caro. Avere invece una vettura molto carica significa perdere molto tempo nei lunghi rettilinei che caratterizzano la parte iniziale e finale del tracciato. La Pirelli prevede che quest’anno le vetture raggiungeranno i 360 km/h, quindi vedremo quali scelte faranno i vari team.
Altra incognita che riguarda l’assetto sarà sicuramente il vento (Baku è chiamata la “città dei venti”) perché quest’ultimo potrà modificare il comportamento della monoposto e di conseguenza dare al pilota impressioni sbagliate.
Due parametri strettamente collegati tra loro sono l’Abrasione e l’Aderenza dell’asfalto. Il primo si è aggiudicato un valore pari a 1, mentre il secondo ha un valore molto alto pari a 4.
Il circuito di Baku è stato recentemente riasfaltato quindi questi due parametri rappresentano una sorta di incognita, ma anche lo scorso anno abbiamo visto che Nico Rosberg ha vinto con una sola sosta confermando l’ottimo comportamento della gomma e del poco degrado causato dalla pista.
Gli ultimi due parametri sono invece i più importanti, cioè lo Stress degli pneumatici con un valore pari a 3 e le Forze laterali con un valore pari a 2.
Sono questi i due parametri su cui la Pirelli ha fatto la propria scelta, perché le temperature attese sono molto alte e rispetto al circuito monegasco, le vetture viaggiano con una media oraria molto più alta che implica maggiori sollecitazioni sulle gomme.
Per quanto riguarda i dati tecnici possiamo dire che le pressioni alla partenza dovranno essere di 22 psi sull’anteriore e di 21 psi sul posteriore, molto più elevate quindi rispetto ai valori delle ultime gare.
Il camber massimo consigliato è di -3,50° sull’anteriore e -2,00° sul posteriore.
Prima di riportare le parole di Mario Isola, apriamo un nuovo capitolo su questo tipo di analisi che facciamo prima di ogni Gran Premio, ovvero la scelta delle gomme.
Come ben sapete, i piloti, dal Gran Premio di Monaco, hanno la possibilità di scegliere il numero di set delle varie mescole proposte dalla Pirelli in ogni week-end di gara.
Non analizzeremo pilota per pilota, ma faremo riferimenti soltanto alle scuderie più importanti e alle scelte più rilevanti.
Partiamo con Mercedes e Ferrari che hanno deciso per i loro piloti lo stesso numero di set, ovvero un set di gomme Medium, 4 di gomme Soft e 8 di gomme Supersoft, mentre la RedBull ha portato una scelta leggermente diversa con 2 set di Medium e 3 di Soft, oltre agli 8 set di Supersoft.
La scelta più rilevante è stata quella della Mclaren con ben 10 set di Supersoft, 2 di Soft e soltanto un set di gomme Medium, mentre soltanto la Williams e la Sauber hanno permesso ai due piloti di fare scelte diverse visto che Felipe Massa si ritrova con 2 set di Medium e 3 di Soft, mentre Lance Stroll con un set di gomme Medium e 4 di gomme Soft, oltre alle 8 gomme Supersoft. Per la scuderia elvetica invece i piloti hanno scelto lo stesso numero di gomme Soft, ovvero 3, ma Pascal Wehrlein ha a sua disposizione ben 9 set di Supersoft e un solo set di Medium, mentre Marcus Ericsson ha 2 set di Medium e 8 set di Supersoft.

Per concludere riportiamo le parole di Mario Isola che ci da un quadro generale sul circuito: “Baku è il terzo circuito non permanente e con basso grip che viene affrontato in sequenza, dopo Monaco e Montreal, ma è diverso da questi due. Il giro è molto più veloce con maggiori carichi sui pneumatici e temperature dell’asfalto che possono essere molto alte. Per questi motivi abbiamo scelto le tre mescole nel range intermedio della gamma confermando quelle portate qui nel 2016 […] Con una combinazione di curve lente e lunghi rettilinei, su questo circuito è abbastanza difficile trovare il corretto bilanciamento, specialmente in termini di deportanza”.