
Il campione scozzese ha voluto dire la sua sulla “rissa a quattro ruote” che ha caratterizzato il Gran Premio di Baku. Inaccettabile il comportamento di Sebastian Vettel, ma arrivato per colpa di una manovra al limite della sportività.
“L’autoscontro” avvenuto tra i due pretendenti al titolo domenica scorsa in Azerbaigian ha lasciato code polemiche e strascichi velenosi, che faticheranno a sparire almeno nel breve periodo. Sperando che non si tratti solo del primo episodio di una guerra personale tra i due contendenti al titolo mondiale.
Il fallo di reazione di Sebastian Vettel su Lewis Hamilton, dopo una presunta brusca frenata di quest’ultimo, ha dato vita ad una querelle tra chi (pochi) difendono il tedesco della Ferrari, e chi (la maggior parte) ritengono la manovra una provocazione da “tangenziale est di Milano”.
Il comportamento di Seb sicuramente avrà delle conseguenze nei rapporti tra i due campioni e rischia di destabilizzare un ambiente, la Formula 1, che stava trovando, anche grazie alla nuova gestione della Liberty Media, un’immagine più serena e friendly. Inoltre macchierà la carriera del quattro volte campione del mondo, che verrà ricordato anche per questi suoi atteggiamenti da duro.
La maggior parte dei suoi colleghi e degli esperti del settore stanno dalla parte del pilota della Mercedes. Come l’ex compagno di squadra di Vettel, Daniel Ricciardo, che così ha commentato l’episodio: “A volte Seb dovrebbe pensare di più prima di agire”. O Flavio Briatore che senza mezzi termini ha definito la mossa del suo ex pupillo “Inconcepibile”.
Ma c’è anche chi, pur ritendendo ingiustificabile il comportamento del ferrarista, lo assolve in parte. E’ il caso dell’ex campione di Formula 1, Sir Jackie Stewart, che in un intervista rilasciata alla Press Association Sport, pur condannando l’atto intimidatorio di Seb, crede che parte della colpa sia di Hamilton.
“La reputazione di Sebastian è ormai macchiata” ha esordito il campione scozzese, “ma bisogna considerare che il primo contatto è avvenuto perché Lewis ha rallentato molto in un tratto inconsueto. Seb ne è rimasto sorpreso ma si è affiancato andandogli addosso. Non ci sono dubbi e nemmeno scuse: è un comportamento inqualificabile. E’ troppo facile però dare la colpa ad uno solo. Lewis ha rallentato tantissimo, cercava l’effetto sorpresa su Seb, ma ha esagerato”.
Per la manovra Vettel è stato penalizzato con uno stop & go di 10” e tre punti tolti sulla patente, che lo espongono al pericolo di saltare un Gran Premio in caso di un’altra infrazione. Ma poteva andargli anche peggio. Infatti sembra che i commissari fossero sul punto di squalificare il tedesco, ma che abbiano rinunciato per evitare sanzioni troppo penalizzanti a carico di un pretendente al titolo.
Anche su questo punto Stewart ha voluto dire la sua:” Bisogna prendere le necessarie azioni disciplinari ma sono contrario ad avere un commissario diverso ad ogni gara. La FIA dovrebbe scegliere un ex pilota, ritirato da poco, appositamente per questo e dargli autorità assoluta a riguardo”.
Sicuramente la provocazione di Hamilton c’è stata: ha spezzato il ritmo all’avversario dietro alla safety car, per disturbarlo al restart. D’altronde Lewis è esperto in guerriglia psicologica: per referenze in proposito chiedere a Nico Rosberg. Vettel però è stato ingenuo ad abboccare, causando un danno a se stesso e alla Ferrari, che senza quella manovra, probabilmente avrebbe vinto.
Sperando che alla fine del campionato i punti persi a Baku non pesino come un macigno.