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    F1 2017 | Le statistiche dei top driver, dopo 11 Gran Premi

    Simone NencioniBy Simone Nencioni6 Agosto 2017Nessun commento11 Mins Read
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    F1 2017 Drivers
    Terminati anche gli ultimi test, la Formula 1 si ferma per una ventina di giorni di vacanza. In questo periodo, oltre che ricaricare le energie in vista della seconda fase decisiva del mondiale, è anche giusto guardare al lavoro fatto durante l’anno e ai miglioramenti che si sono visti nel corso dei 12 mesi.

    Anche noi, come lo scorso anno, possiamo sfruttare questa pausa estiva per riassumere un bel po’ di statistiche e vedere chi tra i piloti di punta si è migliorato, ma vedremo anche chi, nelle scuderie di seconda fascia ha fatto un grande passo avanti. Analizzeremo naturalmente le statistiche dei piloti di Ferrari, Mercedes e RedBull e infine sceglieremo i due migliori piloti delle altre scuderie e analizzeremo le loro statistiche.

    Naturalmente ci concentreremo sulle statistiche più importanti e faremo il raffronto con il 2016 soltanto quando sarà possibile.

    Lewis Hamilton

    2017 Chinese Grand Prix, Thursday - Steve Etherington L’inglese della Mercedes lo scorso anno era stato il grande sconfitto: dopo un inizio difficile, riuscì a raggiungere e superare Nico Rosberg in classifica, ma il motore in Malesia lo tradì e nonostante le ultime vittorie, perse il titolo mondiale.

    Quest’anno sembrava essere senza rivali, ma durante i test invernali si era capito che l’avversario c’era, ma vestiva una casacca diversa dalla sua.

    L’anno di Lewis non è stato costante, l’inglese vanta 4 vittorie, ma anche dei risultati in ombra. Per ben 5 volte in 11 gare non è andato sul podio e come peggior risultato vanta un 7° posto. Nel 2016 a metà stagione l’inglese della Mercedes vantava ben 8 arrivi sul podio di cui 5 erano vittorie, anche con un ritiro per incidente.

    Per quanto riguarda le Pole-Position, Lewis è rimasto nella sua media visto che anche quest’anno per 6 volte è partito dalla prima posizione. Lo stesso numero è quello dei giri veloci, dove si è visto un netto miglioramento perché lo scorso anno riuscì a fare soltanto 2 giri veloci.

    Ciò che fa più impressione è che Hamilton, quando ha vinto, lo ha fatto dominando. Nelle 4 vittorie, 3 sono Grand Chelem, ovvero Pole-position, Giro Veloce e vittoria percorrendo tutti i giri al comando. Questo numero di Grand Chelem in una sola stagione lo porta al pari di Jim Clark (1963 e 1965), Alberto Ascari (1952) e Nigel Mansell (1992).

    Se Hamilton dovesse dominare un altro Gran Premio, diventerebbe il pilota con il maggior numero di Grand Chelem in una singola stagione, per non parlare delle Pole-Position, perché con altre 2 diventerebbe il miglior Poleman nella storia della Formula 1.

    A proposito di giri al comando, Lewis ne ha percorsi ben 262, cioè il 38,6% dei giri totali, mentre è l’unico, assieme a Vettel, ad aver percorso interamente tutte le gare.

    Concludendo infine con i punti ci accorgiamo che Hamilton ha 188 punti ovvero il 69% dei punti totali, ma questo implica anche ben 4 punti in meno rispetto al 2016.

    Valtteri Bottas

    2017 British Grand Prix, Friday - Steve Etherington Il finnico ex-Williams era chiamato a sostituire un campione del mondo e nonostante qualche errore iniziale, Bottas ha fatto un grandissimo lavoro.

    La sua prima parte di campionato in Mercedes parla di ben 2 vittorie, 2 poleposition e 8 podi gli stessi di Vettel. Come peggior risultato, oltre al ritiro per problemi meccanici in Spagna, Bottas non è mai andato oltre il 6° posto e questo è un chiaro messaggio. Molti ad inizio anno dicevano che Valtteri non avrebbe retto il confronto con Hamilton, invece il finnico regge benissimo la pressione e il confronto con l’inglese. Rimane soltanto da migliorare qualcosa in qualifica, ma a livello di risultati non ha nulla da invidiare a Hamilton.

    Nell’ultimo periodo sembra aver trovato una certa costanza con ben 5 arrivi consecutivi a podio di cui una vittoria, 3 secondi posti e un terzo. Valtteri Bottas però paga pegno nel numero di giri percorsi in testa, soltanto 131, ovvero la metà esatta di quelli del suo compagno di squadra. Il confronto con il 2016 è inutile da fare perché guidava una Williams molto meno competitiva e dopo 11 gare trovarsi ad appena 19 punti da Hamilton non è affatto male, anche perché la Mercedes può contare su due piloti molto veloci che non solo possono puntare entrambi alla corona iridata, ma in questo modo possono anche fare punti importanti per il titolo costruttori.

    Bottas ha raccolto bel 169 punti (61,5%) che lo pongono come detto prima a -19 da Hamilton e a -33 dalla testa della classifica.

    Sebastian Vettel

    GP UNGHERIA F1/2017
    Il tedesco della Ferrari veniva da un 2016 molto difficile, in cui la sua vettura non si era mostrata competitiva e Seb aveva patito un po’ la pressione.

    Già dalla prima gara del 2017 però molti avevano capito che quest’anno la SF70-H si adattava perfettamente alle caratteristiche del tedesco e i dati sono impressionanti. Ha vinto per 4 volte, è salito ben 8 volte sul podio e ha conquistato 2 Pole-Position.

    L’unico Gran Premio negativo è stato quello della Gran Bretagna in cui a causa di una foratura si è ritrovato al 7° posto, ma per adesso è il pilota con il maggior numero di podi consecutivi, ben 6.

    È stato in testa al campionato dalla prima gara e non ha mai mollato il primato, soltanto in Cina si è trovato a pari punti con Hamilton, ma nessuno gli ha mai sottratto la sua leadership.

    Il confronto con il 2016 è inutile da fare, perché Vettel ha fatto dei risultati completamente diversi ed è stato molto più performante.

    Assieme ad Hamilton è l’unico ad aver percorso tutti i giri di tutti i Gran Premi, anche se soltanto una volta ha fatto segnare il miglior tempo in gara. Per quanto riguarda i giri al comando, Vettel è dietro l’inglese della Mercedes con 221 giri, cioè il 32,5% dei giri totali.

    I punti totali di Vettel sono 202, ovvero il 3° miglior punteggio dopo undici gare da quando nel 2010 è stato cambiato il sistema di assegnazione dei punti. Soltanto lo stesso Vettel nel 2011 con 234 punti e Hamilton nel 2015 con 227 punti sono riusciti a fare meglio.

    Vettel ha quindi raccolto ben il 73% dei punti totali, ma deve stare attento non solo ai suoi avversari, bensì anche alle statistiche.

    Una statistica sfavorevole è quella del Gran Premio di Russia dove dal 2014 ad oggi, chiunque ha vinto si è poi laureato campione del mondo e rispettando la statistica sarebbe Valtteri Bottas a fine anno a indossare la corona iridata. Altra statistica sfavorevole è quella del Gran Premio d’Ungheria, vinto da Sebastian Vettel, ma guardando i dati ci accorgiamo che dal 2004 ad oggi, tutti quelli che vi hanno vinto alla fine dell’anno non si sono laureati campioni del mondo, ma vi è anche una statistica favorevole, ovvero quella del Gran Premio del Bahrain, dove dal 2004, soltanto in 3 occasioni il vincitore non si è laureato campione del mondo e soltanto in un’occasione il pilota non si è giocato il titolo mondiale alla fine del campionato.

    Kimi Raikkonen

    GP UNGHERIA F1/2017
    Anche se la vittoria non è ancora arrivata, Kimi Raikkonen quest’anno, dopo un inizio altalenante, sembra essere tornato in gran forma, soprattutto nelle ultime gare dove nel complessivo ha raccolto 2 punti in più di Vettel.

    Il bottino del finnico della Ferrari però non è paragonabile a quello del compagno di box: 4 podi, 9 arrivi in zona punti e 2 ritiri, anche se a Baku si è ritirato 2 volte. In compenso quest’anno è riuscito ad agguantare una Pole-Position che mancava ormai da tanto tempo, oltre a 2 giri veloci. Tuttavia, nonostante il netto miglioramento della Ferrari rispetto allo scorso anno, Kimi Raikkonen è rimasto sugli stessi standard del 2016.

    Anche nella stagione passata infatti vantava 4 podi e 9 arrivi in zona punti e fatto ancora più sconvolgente, lo scorso anno si ritirò ben 2 volte nelle prime 11 gare. L’unica cosa che Mister Iceman è riuscito a migliorare sono i punti in classifica, visto che nel 2016 aveva 114 punti, mentre quest’anno ne ha 116 cioè il 42,2% dei punti totali.

    Max Verstappen

    P-20170707-01860_News La seconda stagione in RedBull è già da dimenticare per il giovane olandese.

    Anche se lo scorso anno aveva fatto le prime 4 gare in ToroRosso, era comunque andato meglio di quest’anno. Il suo 2017 vede un solo podio, cioè il terzo posto in Cina, 6 arrivi in zona punti e ben 5 ritiri raggruppati nelle 7 gare che vanno dal Bahrain all’Austria e addirittura 3 di questi sono consecutivi.

    Max Verstappen però ha un primato quest’anno di cui non va molto fiero. Togliendo Paul Di Resta, Jenson Button e Antonio Giovinazzi, che non sono piloti titolari, ma che hanno sostituito altri piloti in alcuni Gran Premi, il giovane olandese diventa il pilota sulla griglia con il minor numero di giri percorsi ovvero 398, cioè il 58,62% dei giri totali di questi 11 Gran Premi anche se 9 di questi sono stati percorsi al comando.

    Il paragone con il 2016 è inutile, Max un anno fa vantava già una vittoria al suo esordio con la RedBull, oltre a 3 podi. Nel 2016 Verstappen aveva ben 100 punti, mentre quest’anno ne ha soltanto 67 cioè il 24,4% dei punti totali e se lo scorso anno pagava soltanto 15 punti dal compagno di team, quest’anno ne ha ben 50 in meno.

    Daniel Ricciardo

    P-20170707-01866_News L’australiano quest’anno sembra essere tornato nella sua ottima forma a cui eravamo abituati a vederlo. Sempre sorridente e sempre molto veloce, Ricciardo è riuscito ad agguantare una vittoria in quel pazzo Gran Premio dell’Azerbaijan, ma nonostante la sua vettura non sia in grado di competere con Mercedes e Ferrari, l’australiano della RedBull ha raccolto ben 5 podi consecutivi e il miglioramento rispetto al 2016 è enorme.

    Lo scorso anno infatti nelle prime 11 gare soltanto 2 volte Daniel salì sul podio, mentre per la sua vittoria bisogna andare fino al Gran Premio della Malesia, nella seconda parte di stagione. Così come il compagno di squadra, Ricciardo ha sofferto molto l’affidabilità della sua RB13 e infatti per 3 volte si è ritirato, anche se l’ultima è stato proprio Max Verstappen a tamponarlo e a costringerlo al ritiro.

    Se prima abbiamo esaltato Kimi Raikkonen per la costanza nei risultati a distanza di un anno, possiamo dire che Ricciardo tra podi e ritiri ha raccolto due punti in più rispetto al 2016, ovvero 117 punti che gli valgono il 42,5% dei punti totali.

    Adesso scegliere i due migliori delle scuderie di seconda fascia non è facile, perché prima cosa ci sono stati molti cambi di scuderia e quindi diventa difficile fare paragoni e seconda cosa perché ci sono 3 giovani molto interessanti, ma non guardando solo la classifica ci accorgiamo che i due migliori sono:

    Esteban Ocon

    Che dire, fa tempo ad arrivare in una nuova scuderia che subito si mette a raccogliere punti.

    Il giovanissimo francese ha mostrato di sapersi perfettamente adattare a queste nuove vetture, che come ci mostrano altri, non sono affatto facili da guidare. Secondo punto a suo favore è il fatto che non si è minimamente fatto spaventare da un compagno di squadra molto più esperto di lui, anzi alcune volte è riuscito a stargli davanti.

    Esteban è sempre approdato in zona punti tranne a Monaco, dove è giunto al traguardo al 12° posto. Il suo miglior risultato è un 5° posto in Spagna, ma se si presenterà l’occasione giusta, sarà in grado anche di salire sul podio. Altro dato molto importante è che, assieme a Hamilton e Vettel, è l’unico pilota a non essersi mai ritirato, infatti ha percorso ben 673 giri, cioè il 99,1% dei giri totali, niente male per un ragazzo alle prime esperienze con una vettura di media classifica. I punti sono 11 in meno rispetto a Perez, ma soltanto a causa dei primi tre Gran Premi in cui Ocon non è andato oltre il 10° posto. Comunque sia i 45 punti, cioè il 16,4% dei punti totali lo collocano ad un ottimo ottavo posto in classifica, ma se Verstappen continua ad avere questa sfortuna, il francese potrebbe anche ambire ad un incredibile 6° posto.

    Carlos Sainz

    Lo spagnolo della ToroRosso entra senza ombra di dubbio nei top driver della stagione.

    Questa è stata la scelta più difficile, perché potevamo metterci sia Sergio Perez che Nico Hulkenberg, ma alla fine abbiamo deciso di premiare il giovane spagnolo.

    Se non fosse stato per i ritiri e gli incidenti di maldoniana memoria, Carlos avrebbe avuto molti più punti di quanti ne ha adesso, ma il suo campionato fino ad ora è stato davvero ottimo.

    Se togliamo i 4 ritiri, Sainz è sempre arrivato in zona punti, dimostrando una buona costanza. Nel confronto con Daniil Kvyat, contando le gare che entrambi hanno portato a termine, Carlos ha sempre battuto il russo, e considerando tutti i ritiri che ha fatto, trovarsi al nono posto in classifica con 35 punti (12,7%), cioè 5 punti in più rispetto allo scorso anno e ben 31 in più rispetto al compagno di box non è cosa da tutti.

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    Simone Nencioni

    SimoneNencioni - Classe 1997, fin da piccolo guardavo la Formula 1 e crescendo mi sono sempre più appassionato a questo sport iniziando a studiare la sua storia, la sua tecnica e le imprese che ci ha regalato.

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