
Le ultime trasferte asiatiche di Singapore e Malesia hanno acceso più di qualche dubbio in casa Mercedes, alle prese con prestazioni non all’altezza, difficoltà nella scelta del set-up della vettura e aggiornamenti che non hanno dato i risultati sperati.
Se sotto i riflettori di Marina Bay le difficoltà erano previste, su una pista che mal si adatta alla W08 rispetto alla Ferrari SF70H e alla Red Bull RB13, la prestazione di Sepang ha deluso i vertici del team e i piloti, accendendo un campanello d’allarme per i restanti appuntamenti della stagione. Ovviamente, andando con calma, questo non significa che dalla prossima gara la Freccia d’Argento non possa tornare ai vertici e ad imporre il ritmo già a partire dal prossimo gran premio in Giappone, su un tracciato che, teoricamente, dovrebbe sposarsi a pennello con le caratteristiche della W08. Teoricamente, perché se c’è una cosa che questa stagione ha dimostrato, è che proprio questi pronostici vengono spesso smentiti, soprattutto lato Ferrari. Come ben sappiamo, infatti, la SF70H predilige le piste ad alto carico, quali Ungheria, Monaco e Singapore, ma non assolutamente sfigurato anche in tracciati “misti”, come Spagna, Belgio o Cina, dimostrando un’ottima “elasticità” di adattamento a diverse configurazioni, cosa che ha permesso a Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen di essere competitivi e di giocarsi la vittoria molte volte durante la stagione.
La Mercedes, invece, dato il suo concetto aerodinamico scelto in fase di progettazione, preferisce circuiti che esaltino l’efficienza aerodinamica, possibilmente anche con lunghi rettilinei che posano dare sfogo a tutti i cavali della Power Unit, al momento la più potente della pista dopo le vicendi riguardanti l’olio bruciato e gli ultimi aggiornamenti. Su tracciati come Monaco, Ungheria e Singapore, era quindi lecito aspettarsela in sofferenza e dietro non solo a Ferrari, ma anche a Red Bull, complice non solo l’assetto aerodinamico ma anche l’uso delle gomme. Una delle criticità di questa W08, infatti, è stata proprio la gestione degli pneumatici, specialmente con pneumatici di tipo a bassa temperatura d’esercizio (“low working range”) come supersoft e ultrasoft: la tendenza è quella di non riuscire a gestire il surriscaldamento degli stessi, rovinandone la durata e la performance. Su piste con alte temperature o con pressioni (imposte da Pirelli, il fornitore unico delle gomme) basse, questo effetto si moltiplica, rendendo la vettura nervosa a causa della mancanza di grip: questo rende indubbiamente la vita più difficile ai piloti, costretti a non poter spingere quanto vorrebbero, soprattutto in uscita di curva e nella parte centrale della stessa, dove le gomme sono maggiormente soggette a stress termico. Su tracciati in cui, invece, abbiamo una situazione contraria, la Mercedes ha faticato di meno, sopperendo a quelli che sono agli attuali limiti della vettura.
Se, come abbiamo detto, a Singapore questa mancanza di competitività era prevedibile, meno lo era per la Malesia, dove indubbiamente le alte temperature e le pressioni imposte da Pirelli non hanno aiutato, ma da cui ci si aspettava indubbiamente di più. A complicare ulteriormente la situazione, infatti, è stata lo stesso team anglo-tedesco, arrivando al venerdì con un assetto completamente sbagliato, il quale non ha facilitato il lavoro dei piloti e la ricerca della miglior messa a punto per i long run. Set-up collegato anche al nuovo ed importante pacchetto di aggiornamenti che la Mercedes aveva deliberato per il finale di stagione, con modifiche ai bargeboard e all’anteriore. Un pacchetto che però ha non ha funzionato a dovere, causando numerosi problemi di bilanciamento della vettura, tanto che al sabato si era preceduto nella comparazione dei diversi assetti aerodinamici, dando a Lewis Hamilton la soluzione precedente avuta sino a Singapore, già collaudata, usando invece Valtteri Bottas come “cavia” per verificare la bontà dei nuovi sviluppi.
Ciò che preoccupa davvero è proprio non essere riusciti a trovare la chiave di volta durante lo scorso weekend, come accaduto poche volte nell’arco dell’anno, tanto da spingere il capo della Mercedes, Toto Wolff, a chiamare la W08 “diva”, un po’ capricciosa. Un problema che Lewis Hamilton spera di risolvere in fretta: “Suzuka è un circuito con temperature più basse e le curve sono di tipologia differente rispetto a qui in Malesia, e saremo su un pacchetto aerodinamico diverso, quindi dovrebbe andare meglio. Ma ci saranno circuiti come il Messico dove faremo fatica. Questo è il massimo che io posso fare, ora tocca agli ingegneri risolvere”. In una lotta al titolo così serrata sarà quindi importante per la Mercedes riuscire a risolvere i problemi, perché una Ferrari così competitiva sarà un rivale davvero tosto per tutto il resto del campionato.