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    Hamilton campione del mondo piloti: la cavalcata vincente verso il suo 4° titolo

    Alessandro PradaBy Alessandro Prada30 Ottobre 2017Updated:30 Ottobre 2017Nessun commento10 Mins Read
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    2017 Mexican Grand Prix, Sunday – Wolfgang Wilhelm
    Era nell’aria, ma adesso è ufficiale: la corsa al titolo mondiale piloti di Formula 1 2017 si chiude qui, in Messico. Grazie a questo risultato, pur restando lontano dalla zona podio, Lewis Hamilton si è aggiudicato matematicamente il campionato del mondo, ottenendo questo successo per la 4° volta in carriera ed eguagliando, in questa speciale classifica, Alain Prost ed il rivale Sebastian Vettel (da ieri, inoltre, Hamilton è il pilota inglese con più titoli conquistati in Formula 1).

    Ma è stato proprio con il tedesco della Ferrari che il britannico ha dovuto confrontarsi, in uno scontro che, per la prima volta dopo qualche anno, ha visto un team esterno alla Mercedes mettere in difficoltà le “Frecce d’argento”.

    Nonostante ciò, Hamilton ha saputo resistere, lottando fino alla fine e sfruttando anche il blackout finale ferrarista, caratterizzato da un’improvvisa mancanza di affidabilità sulle vetture di Maranello.
    L’inglese, che dopo il ritiro di Nico Rosberg dalla Formula 1 era indicato comunque come il favorito per la vittoria finale, ha così costruito il suo campionato, vincendolo e strappando anche record su record, che lo proiettano di diritto nella “hall of fame” della Formula 1.

    Il rewind sulla stagione dell’inglese

    Il 2017 di Lewis Hamilton parte già con una grossa novità: ad affiancarlo in Mercedes non c’è più l’acerrimo rivale Nico Rosberg, campione del mondo in carica 2016, bensì il finlandese Valtteri Bottas. L’ex Williams, al quale viene affidato il non semplice compito di sostituire il pilota campione del mondo, viene accolto dalla critica in modo piuttosto freddo. Il contratto che firma con il team tedesco non facilita le cose, dato che al finlandese sarà garantito il posto in squadra solo con risultati soddisfacenti. Il futuro dirà che anche lui sarà determinante per la vittoria iridata di Hamilton.

    E mentre l’inglese trova finalmente un compagno di squadra gradito, le sue preoccupazioni sono tutte per i suoi diretti avversari: direttamente da Fiorano, la Ferrari presenta la sua SF70H, una monoposto decisamente interessante ed apparentemente molto competitiva rispetto a quella scesa in pista la passata stagione. Le sensazioni positive vengono già confermate in Australia, sede del primo appuntamento del mondiale 2017: all’alba italiana, la “rossa” di Vettel dichiara guerra alla Mercedes con una sensazione vittoria a Melbourne, la prima dopo un anno e mezzo. Hamilton si piazza comunque al 2° posto.

    Compreso il reale pericolo rappresentato dalla Ferrari, l’inglese riesce a rifarsi subito dopo in Cina, dove domina in tutto il weekend. Il pilota della Mercedes ottiene il primo successo della stagione con il terzo grand chelem della sua carriera, conquistando il suo 106° podio in Formula 1, eguagliando Alain Prost. Questo sarà il primo di una lunga serie di record raggiunti in questo 2017.

    Nonostante il morale tornato alle stelle, i due successivi appuntamenti del mondiale si rivelano una batosta psicologica per il numero 44 della Mercedes. In Bahrain Vettel torna leader nella classifica pilota vincendo a Sakhir, mentre l’inglese giunge 2°. Ma il risultato peggiore si concretizza in Russia: il britannico termina addirittura fuori dal podio, al 4° posto, mentre Vettel allunga il proprio vantaggio pur terminando alle spalle di Bottas, il quale vince il suo primo gran premio della sua carriera.

    E così, dopo i primi appuntamenti del campionato, la lotta per il titolo entra seriamente nel vivo dell’azione. In Spagna Hamilton torna alla vittoria, riuscendo ad accorciare leggermente lo svantaggio che lo separa da Vettel, che ancora una volta sale sul secondo gradino del podio. Sembra l’inizio di una piccola rimonta, ma le buone sensazioni dell’inglese vengono stroncate già nel successivo appuntamento a Monaco. Sul circuito del Principato è infatti la Ferrari ad imporsi come assoluta protagonista, cogliendo una trionfale doppietta a sette anni di distanza dall’ultima: 1° Vettel e 2° Raikkonen. La rossa di Maranello non vinceva a Monaco addirittura da 16 anni.
    La classifica piloti e costruttori, dopo la sesta prova del mondiale, sorride imprevedibilmente alla Ferrari: Vettel è in testa con 129 punti, secondo Hamilton a 104. Nei costruttori, il team emiliano conduce con 196 punti, contro i 179 dei tedeschi.

    Per la Mercedes e per il suo pilota di punta serve necessariamente un riscatto, cosa che avviene puntualmente in Canada. A Montreal, inoltre, Hamilton entra definitivamente nella storia. Grazie alla 65° pole position ottenuta in carriera, l’inglese eguaglia il record personale di Ayrton Senna, di cui Hamilton è sempre stato tifoso. Per omaggiare questo traguardo, la famiglia del compianto campione brasiliano gli regala il casco usato da Senna, suscitando così grandi emozioni.
    In gara, galvanizzato anche dallo speciale omaggio, Hamilton vince a mani basse, accorciando le distanze da Vettel, per la prima volta giù dal podio in questo 2017.

    Ma proprio quando la sfida tra Hamilton e Vettel entra nel vivo, con i due piloti che si scambiano anche reciproca stima, in Azerbaigian succede un episodio che fa scoppiare la rivalità e la tensione tra i due. Dopo aver superato definitivamente il record di Senna con l’ennesima pole, a Baku Hamilton è in testa davanti al ferrarista quando entra la safety car. L’inglese, trovandosi al comando, guida il gruppo molto lentamente, talvolta frenando pesantemente. In una di queste circostanze, Vettel non fa in tempo ad accorgersi della frenata dell’inglese, e i due vengono a contatto. La reazione del tedesco è però incredibile: si affianca alla Mercedes e la colpisce volontariamente con una ruotata.
    L’episodio fa scoppiare infinite polemiche, dividendo l’opinione pubblica tra coloro che danno ragione ad Hamilton e quelli che, pur condannando il gesto eccessivo del tedesco, difendono comunque Vettel.
    Il ferrarista chiude al 4° posto proprio davanti all’inglese, con la FIA che penalizza il ferrarista togliendogli punti dalla Superlicenza FIA. Hamilton, a fine gara, accusa pesantemente il rivale di anti-sportività. La pace apparente tra i due arriverà solo in Austria, in occasione del successivo appuntamento del mondiale. Da quel momento, i due piloti non si risparmieranno più complimenti reciproci per lungo tempo.

    Sul circuito del Red Bull Ring, Vettel termina nuovamente davanti ad Hamilton: 2° il ferrarista e 4° il pilota della Mercedes. In classifica generale, il tedesco conduce il gruppo godendo di un vantaggio di 20 punti sull’inglese.

    Quando la Formula 1 fa tappa a Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna, l’aria di casa giova al morale del beniamino dei tifosi. Hamilton vince con un altro grand chelem, e riduce il distacco ad un solo punto da Vettel. Il tedesco, in giornata no, non va oltre un deludente 7° posto in gara.

    Il ferrarista ha comunque modo di rifarsi in Ungheria, dove conquista pole position e vittoria. La Ferrari, protagonista di un’altra doppietta, festeggia anche per il 4° posto di Hamilton e per la classifica pilota: in testa c’è Vettel con 202 punti, contro i 188 di Hamilton. Giunti a metà stagione, il sogno del mondiale sembra più alla portata per la Ferrari, e invece…

    La rimonta di Hamilton

    A partire dal Gran Premio del Belgio in poi, il campionato di Formula 1 sorriderà decisamente di più ad Hamilton che a Vettel. La rimonta dell’inglese, che lo porterà poi a vincere il titolo, parte proprio da Spa-Francorchamps. Proprio sul circuito in cui Michael Schumacher ha scritto pagine importanti della sua carriera, Hamilton eguaglia un record leggendario: con la 68° pole ottenuta in carriera, raggiunge in vetta proprio Schumacher nella classifica dei piloti con il maggior numero di pole position conquistate. Il record assoluto verrà poi raggiunto in Italia, nel successivo appuntamento.
    L’inglese vince in Belgio ed in Italia. A Monza la Ferrari fatica a sostenere il ritmo dell’inglese, che torna leader del mondiale proprio davanti alla folla di tifosi ferraristi.

    La vera e propria “volata” finale comincia però a Singapore. Qui, nonostante la pole di Vettel, le due Ferrari finiscono clamorosamente la propria gara ancor subito dopo il semaforo verde, venendo a contatto con Verstappen e ritirandosi dalla corsa. Ne approfitta così Hamilton, che vince il gran premio ed allunga il suo distacco in classifica.

    In Malesia, pur arrivando 2° alle spalle di Verstappen, Hamilton riesce ad allungare ulteriormente su Vettel, quest’ultimo vittima in qualifica di un problema tecnico sulla sua Ferrari. Partito in ultima posizione, il tedesco arriverà 4° al traguardo.
    In Giappone l’inaffidabilità della Ferrari tradisce ancora il tedesco, che deve ritirarsi. A Suzuka Hamilton ne approfitta e vince, mettendo una mano sul mondiale.

    Giunti a questo punto della stagione, la Formula 1 fa tappa negli Stati Uniti. Ad Austin, Hamilton si gioca il primo match point mondiale ma, nonostante la vittoria, deve rimandare la propria festa in Messico. Ad ogni modo, in terra americana vengono chiusi i conti per quanto riguarda il titolo mondiale costruttori, che finisce nelle mani del team tedesco per la quarta volta consecutiva.

    Per chiudere i giochi nel campionato piloti si presenta dunque la tappa in Messico, dove l’appuntamento con il titolo sembra una pura formalità. E invece, alla partenza, i due protagonisti del mondiale e Verstappen vengono clamorosamente a contatto. Ma mentre l’olandese prosegue indisturbato verso il terzo successo della sua carriera, sia Vettel che Hamilton sono costretti a ritornare ai box, con l’inglese che perde molto più tempo del rivale a causa di una foratura. Quando entrambi ripartono dalla pit lane, sia il ferrarista che il pilota della Mercedes sono chiamati ad una clamorosa rimonta. Entrambi guadagnano posizioni su posizioni, e addirittura Vettel si classifica 4°. Dietro di lui però, Hamilton risale fino alla 9° posizione, quanto basta per potersi aggiudicare matematicamente il titolo mondiale con due gare d’anticipo.

    A fine gara c’è spazio per le emozioni e per la sportività più leale, con Vettel che riconosce i meriti dell’avversario con una simbolica stretta di mano e diverse congratulazioni al nuovo campione del mondo.
    Con questo successo, Hamilton sale a quota 4 mondiali vinti, eguagliando proprio il ferrarista ed Alain Prost nella classifica all-time. Hamilton, che diventa inoltre il pilota inglese più vincente della storia della F1, ora mette nel mirino il prossimo obiettivo: nel 2018, quando si presenterà in griglia da campione in carica, proverà a conquistare il 5° titolo. Se dovesse riuscirci, eguaglierebbe il record personale di Juan Manuel Fangio.

    Mondiale meritato

    In questo 2017 Hamilton ha senz’altro faticato più del previsto. Pur senza la pressione di un compagno di squadra campione del mondo, l’assenza di Rosberg non ha certo risolto i problemi per l’inglese, che si è dovuto confrontare con una Ferrari finalmente competitiva e con un Vettel in grande forma. Sia alla Ferrari che al suo pilota vanno riconosciuti grandi salti in avanti, tanto che nessuno si sarebbe scandalizzato se i titoli iridati avessero preso la strada di Maranello. Anche se il suicidio ferrarista si è concretizzato a fine stagione, Hamilton ha comunque mostrato i muscoli, riuscendo nell’impresa di non mollare mai e di tenere i giochi sempre aperti, anche nei momenti in cui la Ferrari sembrava avere un passo in più.
    Dietro a questa vittoria c’è ancora una volta lo zampino dell’affidabilità Mercedes, è vero, ma nel 2017 le qualità di guida dell’inglese sono emerse come non mai, dimostrando una maturità ed una qualità di guida davvero eccezionale. Per queste ragioni, il mondiale di Hamilton non è meritato, ma meritatissimo.
    Ci auguriamo che una sfida ancora più avvincente con la Ferrari si possa replicare nel 2018, magari inserendo nella lotta anche la Red Bull, sempre più competitiva e con un pilota decisamente aggressivo e talentuoso: Max Verstappen.

    Questo riguarda il futuro. Oggi Hamilton può tranquillamente stappare il suo champagne.

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    Alessandro Prada
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    Alessandro Prada | Appassionato da una vita di sport e di F1 in particolare. Cresciuto tra le vittorie di Schumacher e la leggenda di Senna con la Ferrari sempre nel cuore.

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