
Nonostante le vetture del prossimo campionato di Formula 1 non siano ancora state presentate è questo il periodo dove si iniziano a mettere giù le idee che poi saranno sviluppate per la Formula 1 che verrà e proprio in questi giorni è uscita una notizia che vede una discussione tra due top-team sulle prossime rivoluzioni della massima categoria motoristica toccando un argomento tanto delicato e tanto caro a noi di CircusF1.
Il “pomo della discordia” sono le sospensioni attive, un tema che lo scorso anno, proprio durante la pausa invernale, avevamo ampliamente trattato e commentato. Quest’anno però, nonostante il richiamo e la precisazione da parte di Charlie Whiting sulle sospensioni del 2018, la discussione si è spostata negli anni che verranno con Mercedes e Ferrari schierate su due fronti opposti. La scuderia di Stoccarda ha chiesto alla Federazione rendere legali le sospensioni attive per il 2021, mentre la Ferrari ha subito risposto che l’idea è insensata e porterebbe solo svantaggi.
Naturalmente noi non abbiamo il quadro completo della situazione e non sappiamo se la Mercedes ha effettivamente presentato anche un possibile progetto, ma possiamo fare un’analisi sui pro e i sui contro di questa proposta e alla fine starà al lettore prendere una posizione, anche se come ben sappiamo la decisione verrà presa dalla FIA.
Prima di iniziare a parlare di pro e contro però rinfreschiamoci la memoria sulla storia di queste sospensioni.
La storia
Questo argomento richiederebbe una lunghissima trattazione che risulterebbe comunque incompleta poiché non conosciamo esattamente il funzionamento dei vari meccanismi di correzione dell’assetto. Tutto iniziò con una Lotus 99T che al volante aveva un certo Ayrton Senna e che grazie a Gérard Ducarouge e Martin Ogilvie aveva sperimentato un sistema primitivo di sospensioni che consentivano alla vettura di mantenere l’assetto ideale su circuiti con asfalto sconnesso. Questo è stato il primo caso in cui una monoposto da Formula 1 ha usato le sospensioni “intelligenti”, ma il successo di questo meccanismo è da registrarsi tra il 1992 e il 1993 dove le Williams dominarono il mondiale in lungo e in largo a tal punto che sul finire del 1993 la FIA bandì questo sistema e negò la possibilità di portare in pista un qualsiasi tipo di correttore di assetto.
Tuttavia le sospensioni sono un organo delicato e nascosto all’interno di una monoposto per questo ci sono stati molti tentativi, anche negli ultimi anni, di aggirare la regola imposta dalla Federazione e l’ultimo caso è da registrare proprio alla fine dell’ultimo campionato poiché sembra che Ferrari e RedBull avevano escogitato un sistema che consentiva alla vettura di cambiare l’altezza da terra grazie…all’angolo di sterzata!
Nel momento in cui il pilota gira lo sterzo si ha un’inevitabile variazione di altezza da terra, ma questi due team hanno ampliato leggermente questo dettaglio per incrementare l’aderenza in curva.
A tutti gli effetti è un correttore di assetto e per questo Charlie Whiting ha imposto che per il 2018 la variazione di altezza dovuta alla rotazione dello sterzo deve essere contenuta entro i 5 mm.
Adesso che abbiamo “ripassato” un po’ di storia possiamo analizzare i pro e i contro.
I Pro, ovvero la versione della Mercedes
La scuderia di Stoccarda ha chiesto l’introduzione di queste sospensioni partendo dal sistema FRIC (Front and Rear Interactive Control) che proprio la stessa Mercedes aveva sviluppato in passato. Come abbiamo ben visto in questa stagione, la scia di una vettura crea molte turbolenze all’auto che segue e i sorpassi sono diventati molto più difficili, ma un correttore d’assetto consentirebbe alla vettura che segue di stare in scia senza subire troppo disturbo aerodinamico.
Altro punto a favore secondo la Mercedes è quello che riguarda i costi, perché una volta sviluppato il sistema delle sospensioni attive, verrebbe congelato senza possibilità di apportarvi delle modifiche e questo eviterebbe tutte le ricerche che attualmente fanno i team per ottimizzare la meccanica della vettura.
Infine questo meccanismo faciliterebbe i controlli della Federazione, poiché vi sarebbero molti più dati sul comportamento della vettura durante il Gran Premio e i controlli sulle sospensioni sarebbero più facili perché tutte le vetture avrebbero lo stesso sistema.
I Contro, ovvero la versione della Ferrari
Proprio la Ferrari è finita sotto la lente d’ingrandimento per le sospensioni dell’ultimo campionato, ma appena è uscita la notizia dell’idea Mercedes, la scuderia di Maranello si è immediatamente schierata contro.
Il motivo sarebbe prima di tutto una minore importanza della figura del pilota che si troverebbe una vettura molto più facile da guidare e quasi sempre in ottime condizioni.
Altro punto importante, che va contro l’idea Mercedes, è che i costi schizzerebbero alle stelle perché si parla di qualcosa di molto più complesso di una semplice sospensione (che sono comunque molto complesse) con i rispettivi costi di gestione.
Infine la Mercedes ha proposto un sistema creato e testato sulle loro vetture e questo vorrebbe dire un ulteriore vantaggio visto che hanno già un’idea sul loro funzionamento.
Si prospetta un 2018 molto interessante, anche se effettivamente l’introduzione di queste sospensioni dovrebbe avvenire soltanto nel 2021, quindi la decisione potrebbe giocare un ruolo importante anche sull’ingresso di nuove squadre che dovranno comunque valutare la cosa.