
© FOTO STUDIO COLOMBO PER FERRARI
Il Presidente dell’Autodromo di Imola, Uberto Selvatico Estense, in un’intervista rilasciata al sito skeetgp.com, ha rivelato che, le pretese economiche del nuovo gestore della Formula 1 nei confronti di Monza, per continuare ad organizzare in futuro il Gran Premio d’Italia, saranno ancora più esose rispetto a quelle di Bernie Ecclestone
Ospitare un Gran Premio di Formula 1 richiede un investimento finanziario considerevole. Lo abbiamo visto in occasione del braccio di ferro tra Bernie Ecclestone e la SIAS, Società che gestisce l’Autodromo di Monza, per il rinnovo del contratto relativo al Gran Premio di Italia.
Le pretese economiche di Big Bernie erano esorbitanti. Tant’è che per arrivare alla firma del contratto è dovuto intervenire il Governo Italiano e la Regione Lombardia, che hanno messo mano al portafoglio, per non perdere un evento fondamentale, non solo per Monza, ma per tutta l’Italia.
Il cambio di proprietà della Formula 1, passata nelle mani della Società americana Liberty Media, poteva far pensare ad una riduzione dei costi organizzativi. Ma non è così!
A rivelarlo è stato il Presidente dell’Autodromo di Imola, Uberto Selvatico Estense, che in un intervista rilasciata al sito skeetgp.com, ha quantificato in 23 milioni di dollari la richiesta economica avanzata da Liberty Media all’Autodromo di Monza per continuare ad ospitare il Gran Premio d’Italia in futuro.
Il numero uno del circuito imolese ha inoltre voluto dire la sua in merito alle problematiche emerse a carico dell’ACI, e conseguentemente della SIAS, Società di gestione dell’Autodromo di Monza, e all’eventuale candidatura di Imola per un clamoroso ritorno della Formula 1.
Selvatico Estense in primis ha chiarito nel dettaglio la vicenda legata all’assenza di un emendamento nella Legge di Stabilità, destinato all’ACI, che ne sanciva la natura privatistica: ciò avrebbe portato l’Ente a non avere fondi a sufficienza per mantenere l’organizzazione del Gran Premio.
“Non credo sia vero che ci sia bisogno di un ulteriore emendamento, per specificare chissà quale natura non pubblicistica, ma privatistica dell’ACI, anche se ciò mi sembra molto singolare. Infatti la natura dell’Ente e’ chiaramente specificata nel suo Statuto all’Art. 1 (l’ACI è Ente pubblico non economico senza scopo di lucro…).
La copertura finanziaria necessaria per onorare il contratto stipulato dal Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani è stata garantita dal Governo Italiano: ”La legge di Stabilità del 2016 aveva stabilito, che il Governo autorizzava l’ACI a spendere i soldi nelle sue disponibilità, compreso quelli che l’Ente ha finora incassato come proventi sull’attività delegata dallo Stato per la raccolta delle tasse automobilistiche (PRA). In questo modo l’ACI, a quanto mi consta dalla lettura dei bilanci, ha in cassa più di 100 milioni di Euro.”
Da un punto di vista finanziario quindi non dovrebbero esserci problemi: infatti a fronte di una richiesta di 23 milioni di dollari avanzata da Liberty Media, l’ACI potrebbe contare su 100 milioni di Euro.
Ma con un impegno finanziario così rilevante, qual è il ritorno per l’autodromo di Monza? Sicuramente di visibilità e di immagine. Non certo economico, come precisato anche dal Presidente dell’Autodromo di Imola: “È un evento a forte perdita economica. Una volta era considerata un’operazione commerciale, oggi è alla pari di una Olimpiade e nessuno mi pare vada a vedere se ci sia un ritorno economico nei Giochi. Baku in Azerbaijan, per esempio, paga 60 milioni di dollari per poter ospitare il gran premio”.
Infatti proprio la questione dei costi organizzativi spropositati sta’ creando dissapori in seno ai gestori degli autodromi. Sulla questione Uberto Selvatico ha voluto rivelare che: “c’è la volontà di creare un “cartello” tra i diversi “organizzatori” e proprietari dei circuiti di F.1 per chiedere a Liberty Media una riduzione delle tariffe. Non si conosce, però, il numero e la portata del fenomeno aggregativo. Certo è che le cifre richieste oggi agli organizzatori sono insostenibili economicamente senza l’intervento dei Governi dello Stato ospitante”.
Esaurito il capitolo Monza, al Presidente è stato chiesto se sussiste ancora l’interesse di Imola ad ospitare una tappa del calendario di Formula 1.
Durante le estenuanti trattative tra SIAS ed Ecclestone, si era parlato di un possibile avvicendamento tra i due circuiti. Ma poi l’Autodromo del Santerno ha ritirato la propria candidatura, lasciando di fatto il via libera al rinnovo contrattuale per Monza.
Ma quindi a Imola non interessa più la Formula 1?
E’ toccato a Uberto Selvatico spiegare come sono andate effettivamente le cose in occasione della candidatura di Imola: “Noi abbiamo partecipato ad uno sportivo confronto con Monza per aggiudicarsi la gestione del Gran Premio d’Italia a parità di regole. Siccome lo Stato aveva autorizzato il finanziamento pubblico dell’iniziativa riguardo l’impianto brianzolo ci siamo chiesti perché non potesse autorizzare anche il finanziamento dell’impianto imolese in linea di principio. Poi c’è stato detto che, siccome l’ACI possedeva la SIAS, quindi la società di gestione dell’autodromo di Monza, era come se avesse messo dei soldi suoi all’interno di una propria società. Noi ai Imola abbiamo un tipo di gestione pubblica basato su una struttura diversa”, ha continuato Selvatico Estense . “Dal 2010 è stato portato a termine il riassetto della società di gestione della pista “Formula Imola Spa”: Con.Ami (acronimo di «Consorzio Azienda Multiservizi Intercomunale»), società a capitale pubblico, è diventata prima socio di maggioranza e poi socio unico. Da quella data, “Formula Imola” si occupa della sola gestione delle attività in pista e fuori dalla pista (incerti, eventi fieristici e attività congressuale) mentre le attività immobiliari sono di pertinenza del Con.Ami stesso. La società Formula Imola è una società di diritto privato a capitale interamente pubblico.
Infine il numero 1 dell’Autodromo del Santerno ha voluto essere chiaro sulla possibilità di ospitare un appuntamento iridato in concomitanza con Monza: “Non è detto che non ci sia una gara nel futuro ad Imola. È sempre una nostra speranza, ma con le attuali regole o c’è l’aiuto dello Stato per affrontare quest’onere o è impossibile per qualsiasi circuito. A meno di sperare nell’intervento di uno sponsor particolarmente generoso cui il promotore della serie voglia permettere di contribuire”.