
Aspettando in trepidante attesa le nuove vetture di Formula 1 che saranno presentate in questi giorni, interrompendo il consueto silenzio invernale dei team, è giusto dare uno sguardo al futuro, alla Formula 1 che verrà.
Questa stagione sarà ricca di impegni, di novità e magari riserverà qualche sorpresa, ma prima di “buttarci a capo fitto” nel 2018, affrontiamo un argomento che sicuramente sarà molto discusso e trattato durante l’anno dalle varie figure di rilievo all’interno del paddock.
Oltre alle novità introdotte da Liberty Media, si sente molto parlare del 2021, anno in cui la Formula 1 dovrebbe entrare in una nuova era motoristica, qualcosa di paragonabile al cambiamento avvenuto nel 2014, ma che non risulta essere ancora molto chiaro.
Visto che sarà un argomento molto discusso durante l’anno, noi di CircusF1 abbiamo deciso di fare una sorta di “guida” che potrà essere d’aiuto sia per i meno esperti che sentono ripetere in continuazione il 2021, sia per i più appassionati che invece vogliono capire bene quali sono le linee guida per il futuro.
Utilizzando un video YouTube caricato da Chain Bear F1, che potrete trovare alla fine del post, possiamo fare un resoconto delle idee che per ora sono le più probabili e anche le più richieste dai team per il 2021 e questo video è aggiornato all’ultima riunione effettuata a novembre dello scorso anno, quindi contiene il materiale perfetto per comprendere meglio le discussioni che si alimenteranno durante questo nuovo campionato di Formula 1.
Prima di tutto perché questa data? Perché nell’ormai lontano 2013 i team e Bernie Ecclestone firmarono il Patto della Concordia che scadrà nel 2020 e dal 2021 inizierà una nuova era per la Formula 1.
Una nuova era richiede nuovi motori e soprattutto nuovi motoristi. Attualmente in Formula 1 abbiamo 4 motoristi: Ferrari, Mercedes, Renault e Honda, con le prime due che controllano più di metà schieramento. Proprio per evitare una situazione come quella in Indycar, dove si hanno soltanto 2 motoristi, la FIA e i team hanno deciso di portare nuovi motori più entusiasmanti per i fans , ma soprattutto più appetibili per le grandi case automobilistiche che potrebbero entrare in Formula 1.
Non a caso nella riunione di novembre vi erano i rappresentanti di Porsche, Lamborghini, Audi e Aston Martin, anche se quest’ultima sembra ormai ad un passo dal prendere il posto della RedBull.
L’obiettivo richiesto per i nuovi motori si può riassumere in 4 punti:
Devono essere potenti, come è giusto che sia per la massima categoria motoristica;
Devono essere efficienti, cioè avere la potenza adeguata al consumo richiesto;
Devono essere a basso costo, o comunque accessibili alle aziende che vogliono entrare in Formula 1 senza indebitarsi fino al collo;
Devono essere adeguati al mondo reale, cioè alle tecnologie che un giorno potranno essere applicate anche su veicoli stradali.
A questo punto possiamo parlare delle idee e dei propositi che per ora sono tra i più plausibili o quasi certi.
Una brutta notizia per gli amanti dei vecchi motori aspirati, ma anche nel 2021 si continuerà con le Power Unit da 1,6 litri V6 turbo-ibridi, però vi sarà una novità sul numero di giri in quanto si passerà dagli attuali 12.000 giri ai 15.000 giri con rispettivo aumento del flusso di benzina diretto al motore, attualmente fermo a 100kg/h.
Altro punto importante è che molti parametri di progettazione interna del motore saranno prestabiliti, questo diminuirà i costi perché i team non saranno più costretti a spendere folli somme di denaro per ricercare soluzioni estreme, ma ci sarà una sorta di semplificazione nella progettazione del motore.
Da aggiungere anche che è stato pensato un progetto “Plug and Play” per i motori e per il cambio che verranno introdotti nel 2021. Come abbiamo sentito quest’anno dai tecnici della Mclaren, cambiare motorista comporta anche forti cambiamenti sul progetto della macchina dell’anno successivo, ma è stato proposto di ideare dei sistemi di connessione standard per tutti i motori, cosicché un team può cambiare motorista senza dover rifare il progetto della vettura.
A favore dello spettacolo in pista è stato proposto il ritorno del KERS, ma con il nome di MGU-K. In realtà questo componente è attualmente in uso sulle monoposto di Formula 1, ma il suo utilizzo non è dettato dal pilota, bensì da un software settato per erogare la potenza recuperata in frenata nelle parti di pista dove secondo gli ingegneri è necessaria questa spinta in più.
Il 2021 dovrebbe essere l’anno in cui questo sistema avrà un po’ più potenza, ma soprattutto tornerà ad essere gestito dal pilota che potrà usarlo sia per attaccare che per difendersi.
Uno dei punti che segneranno veramente un nuovo tipo di Power Unit è l’abolizione dell’MGU-H che semplificherà l’architettura dei motori, abbasserà i costi e aumenterà il rumore del turbo, poiché l’MGU-H serve per assorbire energia dal turbo e girarla alle batterie, ruolo che sarà ricoperto dal “futuro” MGU-K.
Infine si è pensato anche a diminuire i costi relativi al carburante tenendo sotto controllo i materiali usati per la creazione e lo sviluppo.
Queste sono le idee in vista del 2021 e anche se per ora non c’è nulla di ufficiale si vede che improntate su una Formula 1 molto più accessibile e semplificata che potrebbe far tornare il pilota al centro della scena. Già quest’anno potremmo avere delle linee guida ben più marcate sul regolamento del futuro e farci un’idea dei futuri team o motoristi indipendenti che andranno ad animare la griglia di partenza.
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