
Dopo la lunga attesa invernale, la Formula 1 torna finalmente a gareggiare, dando inizio a un campionato pieno di incognite.
È chiaro che la prima domanda che molti si pongono è: “Quale sarà la monoposto e il pilota più veloce?”. Ma questo, molte volte, non dipende da tanti fattori che possono influenzate il risultato di una gara e di una stagione. Una dei fattori chiave di quest’anno sono le nuove gomme Pirelli.
Come avevamo già spiegato della guida introduttiva, la Pirelli, dopo l’ottimo prodotto dello scorso anno, ha deciso di ammorbidire di uno step tutte le mescole oltre ad aver introdotto ben 2 nuove mescole: la Hypersoft e la Superhard.
Per questo primo Gran Premio d’Australia, Pirelli ha deciso di seguire la scelta dello scorso anno, cioè i team avranno a disposizione le mescole: Ultrasoft (fascia viola), Supersoft (fascia rossa) e Soft (fascia gialla).

La scelta di queste gomme deriva non soltanto dall’ottimo comportamento delle gomme durante questi test (anche se effettivamente erano state decise ben prima dell’esordio delle nuove vetture), ma anche dalle caratteristiche del tracciato che i tecnici della Pirelli classificano attraverso 5 parametri con una scala che va da 1 (minimo) a 5 (massimo).
Grazie ai dati fornitici dai tecnici della “P-lunga” possiamo vedere il perché di questa scelta, oltre a molte altre caratteristiche sul tracciato e sugli pneumatici.
Partendo proprio dalla pista, i 5.303 metri di Albert Park offrono un asfalto molto particolare, frutto dell’intersezioni delle strade che circondano uno dei parchi più famosi di Melbourne. Essendo quindi un circuito cittadino, la pista risulta molto scivolosa e per questo che l’Aderenza offerta ha un valore pari a 1, complice anche lo sporco che durante tutto l’anno si deposita sulla pista e che deve essere “pulito” soltanto durante le 4 ore di prove libere.
Un asfalto scivoloso comporta molta Deportanza che i tecnici della Pirelli classificano con un valore pari a 4, ovvero il carico richiesto è medio-alto. La scivolosità della pista e la deportanza richiesta mettono subito a dura prova le gomme, perché molta deportanza comporta molto carico verticale, ma la poca aderenza può creare consumo non omogeneo dello pneumatico e la conseguente perdita di prestazione.
Un altro parametro che sicuramente si ricollega a questi due è quello dell’Abrasione della pista in quanto ha un valore nella media, 3, ma il consumo può diventare molto maggiore se le vetture non riescono a trovare il giusto bilanciamento.
Tuttavia, le gomme sono poco sollecitate durante un giro di pista, perché non si hanno veri e propri curvoni con lunghi tempi di percorrenza e questo fa si che le Forze Laterali abbiano un valore basso (2), mentre lo Stress complessivo della gomma è classificato con il minimo possibile, cioè 1.

Una pista quella di Albert Park, che non sembra essere troppo impegnativa, ma che comunque potrebbe riservare delle sorprese, anche dal punto di vista del meteo, che potrebbe costringere i team a montare le Intermediate o le Wet.
Per quanto riguarda i dati forniti dalla Pirelli sull’utilizzo dello pneumatico sappiamo che:
La pressione sulla griglia di partenza deve essere di 22 psi sull’anteriore e 19,5 psi sul posteriore;
Il camber massimo consentito è di -3,75° sull’anteriore e -2,00° sul posteriore.
Prima di passare alle parole di Mario Isola, Responsabile del settore Motorsport della Pirelli, vediamo la scelta dei set fatta da team e piloti.

La prima cosa da dire è che questa scelta è stata fatta prima ancora di provare le gomme Pirelli sulle monoposto del 2018, quindi si può vedere come molti sono stati cauti.
Salta subito all’occhio che i due della Ferrari sono gli unici con 3 mescole Soft, mentre in RedBull ne hanno solo 2 e in Mercedes, Lewis Hamilton, ne ha portato uno solo. Questa scelta di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen si ripercuote sulle mescole più morbide poiché sono gli unici, assieme a Carlos Sainz e Nico Hulkenberg, ad averne 7. Per quanto riguarda la Mercedes si vede subito molto aggressiva, soprattutto con Hamilton, mentre le RedBull hanno optato per una scelta più equilibrata.
Diamo infine uno sguardo alla Mclaren che lo scorso anno faceva scelte molto improntate sulle gomme più morbide, cosa che sembra essere rispettata anche qui in Australia.
Naturalmente queste scelte sono molto poco indicative adesso, ma con il passare dei Gran Premi capiremo chi avrà risolto il rebus delle gomme.
Passiamo infine alle parole di Mario Isola che ci introduce al primo week-end della stagione:
“I test pre-stagione hanno mostrato una forte evoluzione delle prestazioni di monoposto e mescole 2018. In Australia troveremo delle condizioni meteo molto diverse da quelle di Barcellona. A Melbourne il clima in questo periodo dell’anno può variare da freddo e umido a molto caldo. Dai dati raccolti finora, le mescole più morbide dovrebbero dare la possibilità ai piloti di scegliere tra una o due soste, a differenza del 2017. Come sempre la prima gara dell’anno è piena di incognite, ma speriamo di vedere un Gran premio entusiasmante nel quale la strategia gioca un ruolo chiave”.
Ci aspetta quindi un primo week-end pieno di spettacolo e con molti interrogativi che andranno, giro dopo giro, a risolversi da soli.
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