
Giusto il tempo di riordinare le idee e la Formula 1 torna a gareggiare nel mezzo al deserto del Bahrain.
In Australia ci sono stati pochi sorpassi, ma i colpi di scena non sono mancati. Tuttavia la pista di Sakhir con i suoi lunghi rettilinei e le forti staccate offrirà sicuramente molte più occasioni per vedere sorpassi.
Ci eravamo lasciati con la vittoria di Sebastian Vettel che, grazie anche al suo muretto box, è riuscito a cogliere l’occasione giusta e dopo la sosta è tornato al comando del gruppo.
Il merito però è anche delle gomme Pirelli che hanno consentito al tedesco di avere tempi ottimi anche dopo 20 giri di gara permettendogli di allungare lo stint.
Proprio la Pirelli qui in Bahrain sarà chiamata alla prima vera sfida del mondiale perché il circuito di Manama è molto esigente dal punto di vista delle gomme.
Per prima cosa la Pirelli ha deciso di portare in Bahrain delle gomme più “dure” rispetto a quelle viste in Australia e la scelta è ricaduta sulle: Medium (fascia bianca), Soft (fascia gialla) e Supersoft (fascia rossa) che sono le stesse mescole usate lo scorso anno.
La scelta di queste gomme è da ricercare nei dati fornitici dai tecnici della Pirelli che classificano le varie piste con 5 parametri con una scala che va da 1 (minimo) a 5 (massimo).
Vediamo subito di capire il perché di questa scelta.
Già osservando le caratteristiche dell’asfalto si vede che sarà una gara in cui la gestione della gomma potrà fare la differenza tra vittoria e sconfitta. L’Abrasione della pista ha il valore massimo, 5, complice anche la tipologia di asfalto, ma soprattutto per i residui di sabbia portati dal vento che si vanno a depositare sul tracciato.
A livello di Aderenza però la pista è ottima, visto il punteggio pari a 4 e questo consente ai team di avere vetture molto scariche con poca Deportanza (2) sfruttando così elevate velocità di punta nei numerosi rettilinei.
Tuttavia le 15 curve sono molto esigenti dal punto di vista delle gomme. Alla fine di ogni rettilineo infatti, vi è quasi sempre una frenata violenta e questo comporta molto carico longitudinale sullo pneumatico che in curva 1 e soprattutto in curva 10 sarà soggetto a frenate che molto spesso diventano bloccaggi con spiattellamenti del battistrada.
Lo Stress complessivo della gomma ha quindi un valore pari a 3, ma non sono soltanto le curve stop-and-go a stressare le gomme, perché sul circuito del Bahrain ci sono anche curve in appoggio dove tutto il carico della vettura si sposta su un lato e questo fa si che, in quelle poche curve, le Forze Laterali arrivino ad un valore pari a 3 nella scala Pirelli.
La pista del Bahrain è quindi molto impegnativa e potremmo vedere una gara improntata sulle due soste. Le gomme posteriori saranno maggiormente sollecitate a causa delle continue ripartenze, ma anche il passaggio dal pomeriggio alla sera, con il conseguente sbalzo termico, potrebbe causare non pochi problemi.
Pirelli ci ha inoltre fornito i dati tecnici richiesti durante il GP:
Pressione minima alla partenza: 21 psi sull’anteriore e 19 psi sul posteriore;
Camber massimo consentito: –3,75° sull’anteriore e -2,00° sul posteriore.
Per quanto riguarda i set scelti dai piloti abbiamo la seguente situazione:

La scelta dei top-team è più o meno la stessa, tranne per Valtteri Bottas che ha una Soft in più e una Medium in meno. Tutto sommato è una scelta abbastanza equilibrata, forse un po’ conservativa visto che i set di gomme Supersoft sono “soltanto” 7. Si conferma invece la Mclaren come la più aggressiva del gruppo poiché i due piloti di Woking hanno ben 9 set di gomme Supersoft, 3 di Soft e soltanto un set di Medium, mentre Marcus Ericsson ha pensato di usare sicuramente un set di Medium durante la gara visto che ne ha portati ben 3.

Concludiamo infine con le parole di Mario Isola, responsabile del settore Motorsport della Pirelli, che ci introduce il week-end del Bahrain dal punto di vista della casa di pneumatici milanese: “La gara in Bahrain propone sfide molto diverse rispetto all’Australia, anche se entrambi i tracciati sono stop-and-go, dove contano molto i carichi longitudinali e i pneumatici posteriori sono i più sollecitati. La strategia dovrebbe essere su più soste, a causa dell’asfalto abrasivo, del degrado termico e della gamma 2018 più morbida rispetto al 2017, quando sul circuito di Sakhir si è vista un’ampia varietà di tattiche. La temperatura asfalto si abbassa notevolmente nel corso del Gran Premio: ciò significa che i Team devono ancora più del solito raccogliere il maggior numero di dati possibili durante le sessioni di prove più rappresentative per le condizioni che troveranno poi in gara”.