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    Red Bull F1 | Daniel, Max e i tanti incubi a Milton Keynes, dopo l’Azerbaijan Gp

    Mirko RovidaBy Mirko Rovida1 Maggio 2018Updated:1 Maggio 2018Nessun commento4 Mins Read
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    BAKU, AZERBAIJAN - APRIL 29:  Daniel Ricciardo of Australia driving the (3) Aston Martin Red Bull Racing RB14 TAG Heuer and Max Verstappen of the Netherlands driving the (33) Aston Martin Red Bull Racing RB14 TAG Heuer battle on track during the Azerbaijan Formula One Grand Prix at Baku City Circuit on April 29, 2018 in Baku, Azerbaijan.  (Photo by Dan Istitene/Getty Images)
    Penso che nessuno di noi in questo momento stia invidiando le notti insonni patite da Helmut Marko, Chris Horner e compagnia bella in questo periodo. Quel che sta succedendo all’interno del box Red Bull F1, infatti, è un qualcosa che non va preso per niente sotto gamba. Ne sa qualcosa Toto Wolff che di tisane, camomille e altri miscugli vari deve aver sicuramente abusato durante gli anni di tesissima convivenza tra Rosberg e Hamilton per riuscire quantomeno a chiudere gli occhi la sera. Facendo un’attenta analisi, però, la situazione attuale della Red Bull risulta anche forse più critica rispetto a quella patita dalla Mercedes negli anni del dominio.

    La prima premessa è fondamentale: la Red Bull F1, al momento, non è la macchina da battere, anzi.

    Classifica costruttori alla mano, infatti, la squadra di Milton Keynes risulta più vicina alla McLaren che al duo di testa Ferrari-Mercedes. Tale situazione aggrava ulteriormente quanto successo in Azerbaijan. Il contatto tra Max Verstappen e Daniel Ricciardo che per molti ha mostrato diverse similarità con quello avvenuto tra Rosberg e Hamilton a Barcellona nel 2016 ha invece conseguenze radicalmente diverse. Più gravi aggiungerei.

    Innanzitutto, la reazione da parte dei vertici del team nei confronti dell’accaduto a seguito delle dichiarazioni rilasciate dopo la gara risulta quantomeno imbarazzante. La FIA, dal canto suo, sembra anch’essa non voler prendere alcuna posizione a riguardo suscitando diverse perplessità che giustamente non trovano giustificazioni per chi vive questa situazione dall’esterno.

    Il nodo cruciale della questione è l’intoccabilità di cui al momento gode Max Verstappen all’interno del Circus. Attenzione: questo non è un delirio complottistico o il pensiero di un tifoso scontento che si lamenta scrivendo su Facebook, bensì una considerazione a freddo di quanto sta succedendo alla Formula 1 negli ultimi anni.

    Fa storcere il naso la reazione della FIA di non punire un pilota in particolare per la manovra suicida di domenica; la reprimenda nei confronti sia di Ricciardo che Verstappen suona quasi come una beffa a seguito di un’azione che sembra tutto fuorché un concorso di colpa. Di stesso avviso, poi, la dirigenza della Red Bull, colpevole a mio avviso di non aver saputo prendere alcuna posizione a riguardo. Le dichiarazioni rilasciate da entrambi i piloti nel post gara sono apparse bugiarde, pilotate da meccanismi di squadra che sembrano mirare a ristabilire una finta pace all’interno del team ma che forse ottengono solamente l’effetto contrario. L’unico a rimetterci davvero in questo caso è Daniel Ricciardo, reo di essersi dimostrato più veloce di Max e più corretto del compagno per tutta la durata della gara.

    La manovra difensiva di Verstappen, oltre a risultare irregolare, è parsa aggressiva oltremisura se paragonata ad altre azioni estreme a cui ci aveva abituato. Se fino ad ora l’olandese ha sempre controllato con una certa calma la propria malizia, in questo caso invece è ci sembrato di vedere un Verstappen allo sbando completo. Colpa forse del trend negativo che il ragazzo sta vivendo e dell’incapacità di gestire una situazione del genere, ma, se davvero così fosse, i provvedimenti presi dal team a riguardo risulterebbero ancora più ridicoli. Perché se da una parte lo stato di smarrimento di Max è giustificabile, data la giovane età del pilota, d’altra parte, invece, non è comprensibile come né la FIA né la Red Bull abbiano ancora preso provvedimenti educativi a riguardo; arrivati a questo punto sembra ormai una scelta da tenere obbligatoriamente in considerazione per evitare un danno ancora più grande.

    Nessuno vorrebbe passare le notti che passeranno i vertici Red Bull in questi giorni, perché i rischi sono più grandi di quello che sembrano. Far ruotare la squadra attorno a Verstappen può essere una scelta assai rischiosa nel momento in cui Ricciardo si dovesse stufare della propria prigionia, soprattutto considerando che per come si sta comportando la Red Bull ultimamente, i rischi di bruciare il cristallino talento del giovane olandese sono tanto vicini quanto reali.

    Nessuno di noi si augura ciò, quindi, Red Bull, per favore, prenda una posizione a riguardo e faccia qualcosa subito, ora che c’è ancora tempo!

    IL VIDEO DEL CRASH TRA RICCIARDO E VERSTAPPEN A BAKU

    Un post condiviso da FORMULA 1® (@f1) in data: Apr 29, 2018 at 7:22 PDT

    2018 Azerbaijan baku F1 fia horner marko redbull ricciardo verstappen
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    Mirko Rovida - Da sempre appassionato di corse, con un debole per tutto ciò che di romantico sta dietro la velocità e la competizione motoristica.

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