
La Formula 1 torna a dare spettacolo sulla pista di Barcellona dove questo fine settimana si disputerà il Gran Premio di Spagna.
I team sono già tutti arrivati sul tracciato spagnolo e i meccanici hanno già iniziato a preparare le vetture in vista delle prime prove libere.
Anche la Brembo ha iniziato il suo week-end sulla pista spagnola comunicando informazioni e dati per spiegare quali sfide dovrà affrontare l’impianto frenante.
I tecnici della casa costruttrice di impianti freno, che hanno classificato tutti e 21 i tracciati presenti nel campionato di Formula 1, hanno valutato la pista della Catalogna come di medio impegno per l’impianto frenante.
Infatti, andando ad osservare da vicino le caratteristiche della pista si vede subito che delle 16 curve soltanto 8 richiedono l’utilizzo dei freni di cui: 2 sono ad elevato impegno, 4 di media difficoltà e 2 sono invece considerate leggere.
Il tracciato di Barcellona è famoso per i suoi curvoni di “percorrenza”, ma dobbiamo anche considerare che ben il 16% del tempo sul giro è passato con il pedale del freno in azione. Se teniamo conto dei 66 giri e delle circa 530 frenate che un pilota fa durante tutta la gara, otteniamo che in totale il pedale del freno dovrà sopportare un carico di quasi 70 tonnellate, cioè oltre 7 quintali al minuto.
In aumento anche la decelerazione media sul giro che passa dai 4,2g del 2017 ai 4,5g previsti per quest’anno.
GP Spagna F1 2018: Le frenate più importanti
Come detto in precedenza le frenate impegnative sono due.

Curva 1
I piloti arrivano lanciati a velocità superiori ai 320 km/h e si trovano di fronte la curva 1 verso destra che rappresenta subito una bella sfida perché è direttamente collegata a curva 2 e sbagliare l’ingresso significa perdere molto tempo.
Importantissima diventa quindi la frenata perché in soli 43 metri i piloti devono raggiungere i 156 km/h necessari per affrontare la curva. Il tempo di frenata è di 1,51 secondi e la decelerazione media raggiunge già i 5,0g.
Curva 10:
Usciti dalla velocissima curva 9, dove i piloti alzano leggermente il piede dall’acceleratore per favorire lo scorrimento della vettura, c’è un breve allungo dove è possibile usare il DRS e raggiungere velocità superiori a 300 km/h. La frenata che li attende però è la più impegnativa di tutto il tracciato perché seguita da un tornante con basse velocità di percorrenza.
La velocità richiesta dalla curva 10 è di poco meno di 90 km/h e per raggiungerla è necessaria una frenata di 2,32 secondi con una decelerazione di 5,2g.
Lo spazio di frenata è di appena inferiore a 60 metri e per riuscire a “far girare” la vettura, i piloti devono applicare ben 148 kg sul pedale del freno.
In questa pista sarà molto importante il bilanciamento complessivo della frenata, ma soprattutto la gestione delle temperature perché per il fine settimana è atteso un incremento della colonnina di mercurio e questo potrebbe influire sul raffreddamento dei freni.
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