
Spesso, in un ambiente particolare come quello della F1, il silenzio fa più rumore di venti monoposto lanciate a tutta velocità sul rettilineo di Monza. Se a ciò aggiungiamo che il silenzio più “assordante” viene da Maranello, il dibattito si fa incandescente.
Nell’edizione odierna, il Corriere della Sera fa un’accurata analisi della situazione in casa Ferrari, cercando di trovare una spiegazione a tutte le voci che si rincorrono ormai da parecchio tempo, che vorrebbero una spaccatura interna tra il Team Principal Maurizio Arrivabene e il Direttore Tecnico Mattia Binotto.
Dopo un 2018 che ha visto la Ferrari per buona parte della stagione in grado di dare più di un grattacapo ai rivali della Mercedes, il 2019 sarà un anno di cambiamenti in pista. Il giovane monegasco Charles Leclerc prenderà il posto di Kimi Raikkonen, e questo scambio dovrà per forza avere ripercussioni su tutta la squadra. Leclerc, infatti, ha già dimostrato nei test post-stagionali di Abu Dhabi che punterà subito a vincere, e per questo potrebbe risultare “scomodo” a Seb, il quale dovrà cercare di dimenticare gli errori commessi e ritrovarsi il più in fretta possibile. Quello che però dà adito a molte speculazioni intorno alla Ferrari, è il rapporto tra Arrivabene e Binotto. Pare infatti che tra i due ci siano state e siano tuttora in essere parecchie divergenze.
Maurizio Arrivabene ha sempre bollato le voci che circolano come “fake news”. Il Corriere, però, riporta che, dopo il GP degli Emirati, Binotto abbia chiesto e ottenuto un colloquio con la dirigenza, per capire cosa lo aspetta in futuro. Ovviamente, il suo obiettivo primario resta la riconquista del titolo con la Ferrari, e per farlo chiede chiarezza e rispetto dei ruoli. Non ha gradito le esternazioni di Vettel (appoggiate da Arrivabene), secondo cui la Ferrari non è stata dominante nell’arco di tutta la stagione. Ora la palla passa al Presidente John Elkann, che dovrà portare quella serenità necessaria a tutta la squadra per poter continuare a lottare con Mercedes anche nel 2019. Egli considera il team un gioiello, e vuole tornare a farlo risplendere. Ha ereditato senza cambiare nulla l’assetto dato alla squadra da Marchionne, ma ora un intervento è necessario, anche solo per fare chiarezza e portare tranquillità all’interno del box rosso.
Le alternative che Elkann ha a sua disposizione sono essenzialmente tre: la più logica sarebbe quella di confermare il tandem Binotto-Arrivabene, appianando il più possibile i contrasti e creando le condizioni per far sì che i due possano lavorare insieme per il bene della Ferrari. Altrimenti, il Presidente potrebbe decidere di appoggiare in toto il Team Principal, creando i presupposti per una partenza dell’ingegnere reggiano. Al contrario, potrebbe decidere di privarsi di Arrivabene; ma in tal caso, chi prenderebbe il suo posto, dal momento che lo stesso Binotto ha più volte rifiutato di essere interessato al ruolo? Non sarà una decisione facile, ma andrà presa il più presto possibile, al più tardi prima della presentazione e dei test di febbraio, che daranno i primi riscontri sulla bontà della vettura 2019.