
Il team Mercedes potrebbe chiudere i giochi per il campionato costruttori già nel prossimo Gran Premio del Giappone, previsto questo weekend a Suzuka. La corazzata di Brackley gode di un vantaggio in classifica di 162 punti sulla Ferrari. Dopo la gara di Suzuka saranno solo quattro i gran premi in programma: ciò si traduce in un massimo di punti disponibili pari a 172. La Mercedes dovrà guadagnare quattordici punti sui rivali di Maranello per festeggiare il sesto titolo costruttori consecutivo questo weekend.
Un traguardo storico che eguaglierebbe la Ferrari, capace appunto di vincerne sei dal 1999 al 2004. Se è vero che l’inizio dell’era argentata è coincisa con l’avvento delle motorizzazioni ibride, va sottolineato che la Mercedes ha saputo continuare a vincere anche in seguito a due importanti rivoluzioni regolamentari, nel 2017 e nel 2019.
Il 2019 sembrava essere partito in maniera più difficoltosa nel corso dei test invernali. Dall’inizio della stagione ufficiale in Australia è parso chiaro a tutti quanto le Frecce d’Argento fossero favorite anche quest’anno. Ben cinque sono state le doppiette infilate nei primi cinque weekend della stagione. Non sapremo mai quanto la Mercedes si sia nascosta nel corso dei test oppure quanto quella situazione fosse realmente figlia di problemi di natura tecnica.
Il rientro dalla pausa estiva ha visto una Ferrari ritrovare smalto anche su tracciati ad alto carico come Singapore. La Mercedes sembra aver congelato grossi step di sviluppo, spostando le risorse al 2020. Proprio a Suzuka è in programma l’introduzione di qualche piccolo aggiornamento sulla W10.
Se al principio dell’era turbo ibrida era proprio la power unit realizzata a Brixworth il maggior punto di forza del team di Toto Wolff, mai come quest’anno è stato proprio il telaio con il proprio concept aerodinamico a fare la differenza rispetto agli avversari. La gestione delle gomme Pirelli è stato un altro aspetto decisivo in questa stagione e la Mercedes ha fatto enormi passi avanti anche in questa zona, storicamente un suo punto debole.
Il primato della miglior power unit appartiene al momento alla Ferrari. Proprio a tal proposito si sussurra che il nuovo presidente di Daimler Ora Källenius spinga per portare nuovi motoristi a lavorare sulla motorizzazione della Stella a tre punte.
Ciò che la Mercedes sta raccogliendo in questi anni di dominio rimarrà impresso nei libri di storia di questo sport. Quest’anno il team ha iniziato subito a collezionare doppiette, ma nelle ultime due stagioni aveva dovuto rincorrere, riuscendo a ribaltare una situazione di svantaggio tecnico.
Citazione obbligatoria anche per Lewis Hamilton, uomo dei record della Formula 1 moderna. Il pilota inglese viaggia verso il suo sesto titolo iridato e in questi anni ha corso con maturità, concretezza e ha saputo minimizzare gli errori. Le vittorie a raffica non sembrano placare la fame del 34enne nativo di Stevenage, vero e proprio uomo simbolo della Mercedes.
La Mercedes nel 2020 inseguirà il record all-time di titoli costruttori consecutivi nella storia, mentre il suo pilota di punta vorrà eguagliare Michael Schumacher. Riusciranno Ferrari e Red Bull a interrompere il ciclo del team tedesco?